48controcircuito è:

 

·         Necessità di confronto
tra i diversi aspetti dell’espressione artistica
tra diversi artisti della stessa area
con diverse tipologie di pubblico

·         Incontro
di esperienze formative e performative,
di informazioni tecniche, pratiche e organizzative sull’arte

·         Ricerca di nuovi canali di coinvolgimento del pubblico
raggiungendolo in strada
proponendo altre fasce orarie di spettacolo
coinvolgendolo performativamente

·         La ricerca di spazi
alternativi a quelli del circuito ufficiale per organizzare una rete in grado di far emergere le nuove realtà espressive

·         Un nuovo sistema di ricerca del danaro per l’arte
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è in parte sostenuto dal contributo delle imprese di pompe funebri!

·         Un atto di protesta
nei confronti un oligopolio di realtà già affermate che condizionano un sistema privo di risorse utili a monitorare il fermento della base

·         Una rassegna di sette giorni
dedicata ai diversi linguaggi artistici che avrà luogo  il 27/2 – 5/3 al Teatro Juvarra, Caffè Procope e in diversi spazi espositivi che resteranno aperti giorno e notte, divenendo sede
di mostre, spazio teatrale, sala di concerto, luogo di confronto, di dibattito e di festa.

 

Lettera aperta alle associazioni artistiche e culturali

 

Il 20 ottobre scorso, il dibattito “La cultura negata”, a cui sono intervenuti – su proposta di Lucà - i rappresentanti di un centinaio di associazioni culturali, gli assessori Gianni Oliva, Valter Giuliano, Fiorenzo Alfieri, la Fondazione CRT e la Compagnia di San Paolo, ha costituito un primo tentativo di sottoporre agli enti pubblici la grave situazione dell’associazionismo culturale in Piemonte, determinata dal massiccio taglio dei finanziamenti alla cultura.

La situazione già grave in tutta Italia, si presenta ancora più oscura in Piemonte dove le Olimpiadi hanno prosciugato le risorse economiche e conclamato una politica di accentramento culturale volta al potenziamento dei grandi gestori.

Il risultato è (parlando del teatro) che sono già cambiati i criteri regionali di accesso ai finanziamenti pubblici, che è gia stato dichiarato che il numero delle compagnie convenzionate con il Sistema Teatro Torino resterà congelato (e che quindi non ci saranno nuove immissioni), che diminuiranno drasticamente le produzioni dei teatri d’innovazione ecc.

Il panorama che si prospetta è quindi quello di un oligopolio di realtà già sufficientemente affermate in un sistema privo di risorse utili a monitorare il fermento della base, e a cogliere le proposte d’innovazione che ne derivano, con un risultato di cristallizzazione culturale o quantomeno di monopolizzazione.

Peculiarità delle associazioni è infatti la capacità di rappresentare l’identità sempre in evoluzione del territorio, promossa da un rapporto più diretto che le associazioni sono in grado d’instaurare con la comunità in cui nascono e alla maggiore agilità delle strutture con cui esse operano. La proposta culturale che ne deriva costituisce quindi una voce che muove dalla base, una ridefinizione in continua evoluzione dell’identità della cultura regionale in grado di contrapporsi e stimolare l’inerzia necessariamente implicita alle grandi strutture “stabili”.

Per poter accedere con maggior forza al tavolo delle trattative è a nostro avviso necessario creare un momento che da un lato permetta ai piccoli operatori culturali di conoscersi e confrontarsi – anche in modo da valutare le risorse di una rete di coalizione; dall’altro che costituisca un evento di coinvolgimento e risonanza pubblica in grado di dimostrare la vitalità della proposta associazionistica e della sua forza corporativa.

A tal fine il Piccolo Teatro d’Arte sta organizzando una rassegna di otto giorni dedicata ai diversi linguaggi artistici – nell’ambito della propria settimana di cartellone - in apertura della stagione invernale del “Progetto Rettilario” (prima settimana di marzo), durante la quale lo spazio del Teatro Juvarra e del Caffè Procope resteranno aperti giorno e notte divenendo sede espositiva, spazio teatrale, sala di concerto, luogo di confronto di dibattito e di festa.

Hanno già aderito all’iniziativa alcune sedi di esposizione d’arte e fotografia, con l’intenzione di creare una costellazione di spazi “altri” adatti ad ampliare il contenitore dell’evento, ma anche per cominciare a creare un sistema di luoghi di fruizione culturale alternativo a quello ufficiale.

La manifestazione prevede anche interventi in strada volti alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, concepiti sia come momento di “protesta” sia come momento “pubblicitario”, nel tentativo di conciliare il richiamo, il messaggio e l’elemento artistico.

La necessità di creare una rete di coalizione, di conoscerci e sostenerci vicendevolmente, di creare un circuito che mescoli i “nostri” relativi pubblici, e, in parte, di costituire un “sistema” di spazi e modalità operative alternativo a quello ufficiale, è, a nostro avviso, l’unico strumento per  assumere il peso necessario ad essere presi in considerazione dagli enti ufficiali.


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