CONTINUIAMO CON IL GIAPPONESE
CIAO A TUTTI QUESTA E LA CONTINUAZIONE DELLA SEZIONE GIAPPONESE, L'HO SUDDIVISA, COSI E PIU FACILE DA GUARDARE LE VARIE COSE!! BE DOVE ERVAMO RIMASTI?AH, ADESSO RICORDO!!!!!!!!!!ADESSO QUI SOTTO COMINCERO AD INSERIRE GLI ELEMENTI BASE DEL GIAPPONESE, I PRONOMI, I VERBI E COSI VIA!!!BUON DIVERTIMENTO E MI RACCOMANDO SE NON CAPITE QUALCOSA SCRIVETEMI NEL GUESTBOOK, O SE NO ALLA MIA E-MAIL laxa90@yahoo.it , ANCHE SE VOLETE CHIEDERMI ALTRO!!!!!!!!!!!BUON PROSEGUIMENTO!!!
ELEMENTI DI BASE
Questo ¨¨ l'ordine che seguono spesso le frasi:
soggetto + tempo + luogo + termine + oggetto + verbo (Esempio: io + oggi + qui + a voi + una lezione + impartisco).
Per descrivere la funzione di una parola all'interno della frase si usano dei marcatori (ovvero delle particelle alla fine della parola a cui si riferiscono).
Per dire questa e' una matita ==>questa una matita e' ==> kore wa empitsu desu (wa e' la particella che ci interessa per marcare il soggetto mentre desu e' il presente del verbo essere (i verbi sono uguali per tutte le persone (io tu egli noi voi essi) come in inglese).
Notare che in giapponese non esiste il plurale, quindi bisogna stare attenti traducendo in italiano...
Kore vuol dire questo/questa, infatti non c'e' differenza di genere nei vocaboli.
Per leggere correttamente le frasi e i caratteri giapponesi date un'occhiata alla tabella hiragana.
Il soggetto viene marcato con la particella wa (si scrive ‚Í che di solito si legge ha ma si legge wa se indica il soggetto come in questo caso oppure il complemento oggetto) mentre il predicato nominale (empitsu=matita) non viene marcato.
Le parti della frase che si capiscono dal contesto non vengono esplicitate; se si dice la matita e' gialla poi si puo' anche dire e' utile senza bisogno di ripetere il soggetto e lo stesso vale per tutte le altre parti del discorso (complementi e verbi).
Se la parte del discorso e' una nuova informazione i marcatori cambiano: si puo' ripetere il soggetto (magari per enfatizzare) ma il marcatore cambia da wa in ga. Es: cosa fai tu oggi? oggi io studio giapponese! <==> 'oggi io' è' un'informazione vecchia e studio giapponese e' un'informazione nuova. Spesso il soggetto e' una vecchia informazione e il complemento oggetto e' la nuova informazione che si vuole comunicare con la frase.
Soggetto nuovo + ga ( ‚ª) Soggetto vecchio + wa (‚Í )
complemento oggetto nuovo + o ( ‚ð) Complemento oggetto vecchio + wa ( ‚Í)
Es: io mangio una mela ==> io una mela mangio==> io (sog) una mela (c ogg.) mangio (verbo) ==> watashi(=io) wa(marc. sog.) ringo (=mela) o (marc. c. ogg.) taberu(mangio) ==> watashiwa ringo o taberu==> watashi ‚Í ringo ‚ð taberu.
la rosa e' rossa = la rosa rossa e' = bara wa akai desu = ‚Î‚ç ‚Í ‚ ‚©‚¢ ‚Å‚·
Quindi per il soggetto si usa quasi sempre wa e si usa ga per marcare una nuova informazione spesso in una risposta.
Passiamo adesso adesso a un'altra particella che indica il
complemento di specificazione: no ( ‚Ì )
(ad essere precisi indica proprieta'(es.mia mela), argomento(es.corso di giapponese) e dipendenza/provenienza(es.persona del nord).
Vediamo come si usa con un esempio: la mia mela ==> di me la mela.. ==> watashi no ringo ==> watashi ‚Ì ringo..
Per dire mio, tuo ecc. si usa il complemento di specificazione (l'aggettivo possessivo non esiste) inoltre l'ordine delle parole e' sempre rovesciato rispetto all'italiano: prima il complemento poi l'oggetto a cui si riferisce (un po' come l'inglese...). Es: il libro di Kei.. ==>di Kei il libro..==>Kei no hon ..==>Kei ‚Ì hon ..
Per fare una domanda basta aggiungere ka ( ‚©) alla fine della frase. Es: questa e' una matita?==>questa una matita e'?==>kore ga empitsu desu ka?==>kore ‚ª empitsu desu ‚©?
Interrogativa + ka ( ‚© )
PRONOMI PERSONALI E DIMOSTRATIVI
Ora vedremo i pronomi, la loro pronuncia, la loro scrittura hiragana e la loro scrittura con i kanji (questi ultimi potete anche saltarli per il momento). Io = watashi = ‚킽‚µ = „ ; tu = anata = ‚ ‚È‚½ ; egli = ‚©‚ê = ”Þ ; ella = kanojo = ‚©‚Ì‚¶‚å = ”Þ— ; noi = wareware = ‚í‚ê‚í‚ê; voi = anatagata = ‚ ‚È‚½‚ª‚½; essi = karera = ‚©‚ê‚ç.
I pronomi dimostrativi sono tre: questo = kore (‚±‚ê), codesto = sore (‚»‚ê), quello = are (‚ ‚ê).
Ovviamente sapete benissimo che questo si usa per riferire a cose vicine a chi parla, codesto per cose lontane da chi parla ma vicine a chi ascolta e quello per cose lontane sia da chi parla che da chi ascolta.
Se vengono usati non come pronomi ma come aggettivi (insieme a un sostantivo a cui si riferiscono) diventano kono, sono, ano (es. questo libro=kono hon).
io sono #nome# = io #nome# sono = watashi wa #nome# desu = ‚킽‚µ‚Í #nome# ‚Å‚·
tu sei Mario = anata wa Mario desu = ‚ ‚È‚½ ‚Í ƒ}ƒŠƒI ‚Å‚·
io sono italiano (italia+jin) = watashiwa italiajin desu = ‚킽‚µ‚Í ƒCƒ^ƒŠƒA‚¶‚ñ ‚Å‚·
tu sei americano = anatawa amerikajin desu = ‚ ‚È‚½‚Í ƒAƒƒŠƒJ‚¶‚ñ ‚Å‚·
questa rosa è rossa = questa rosa rossa è = kono bara wa akai desu = ‚±‚Ì ‚Î‚ç ‚Í ‚ ‚©‚¢ ‚Å‚·
questo è un libro = kore wa hon desu = ‚±‚ê ‚Í ‚Ù‚ñ ‚Å‚·
questa è una matita = kore wa empitsu desu = ‚±‚ê ‚Í ‚¦‚ñ‚Ò‚Â ‚Å‚·
questa è una matita? = kore wa empitsu desu ka?= ‚±‚ê ‚Í ‚¦‚ñ‚Ò‚Â ‚Å‚· ‚©?
si, una matita rossa = hai, akai empitsu desu = ‚Í‚¢ ‚ ‚©‚¢ ‚¦‚ñ‚Ò‚Â ‚Å‚·
quella è la mia matita = sore wa watashino empitsu desu = ‚킽‚µ‚Ì ‚¦‚ñ‚Ò‚Â ‚Å‚·
quella è la mia mela = sore wa watashino ringo desu = ‚»‚ê ‚Í ‚킽‚µ‚Ì ‚è‚ñ‚² ‚Å‚·
AGGETTIVI
Poiche' gli aggettivi includono nel loro significato il verbo essere, al pari dei verbi hanno una coniugazione.
Il presente lo trovate sul dizionario e finisce sempre in -i (
la tua mela e' saporita = anatano ringowa oishii desu = ‚ ‚È‚½‚Ì ‚è‚ñ‚² ‚Í ‚¨‚¢‚µ‚¢ ‚Å‚·
C'e' anche un gruppo di quasi-aggettivi che in genere finiscono in -na e che si coniugano diversamente: il presente si fa aggiungendo desu, il passato si fa aggiungendo deshita, il presente negativo dehaarimasen o jaarimasen e il passato negativo dehaarimasendeshita o jaarimasendeshita. (eccezione: anche kirei, kirai e yuumui appartengono a quest'ultimo gruppo pur finendo in -i).
VERBI
In giapponese esistono due forme per il presente: una informale (che coincide con la forma del dizionario) e una formale usata quando si parla con qualcuno di rango piu' alto, piu' anziano, uno sconosciuto ecc. (un po' come dare del lei..).
Il verbo essere ha rispettivamente le forme presente informale, presente formale, passato informale, passato formale:da ( ‚¾) desu ( ‚Å‚· ) datta ( ‚¾‚Á‚½ ) deshita ( ‚Å‚µ‚½ ) e le forme negative denai ( ‚łȂ¢ ), denaidesu/dearimasen ( ‚łȂ¢‚Å‚·/‚Å‚í‚ ‚è‚Ü‚¹‚ñ ), denakatta ( ‚łȂ©‚Á‚½ ), dearimasendeshita ( ‚Å‚ ‚è‚Ü‚¹‚ñ‚Å‚µ‚½ ).
I verbi si dividono in due gruppi: il gruppo 1 è composto dai verbi la cui forma sul dizionario finisce in -u ad eccezione dei verbi che finiscono in -iru ( ‚¢‚é ) ed -eru (‚¦‚é) che compongono il gruppo 2 ( fanno eccezione i verbi kaeru e hairu che appartengono al gruppo 1 e i due verbi irregolari suru(=fare) e kuru(=venire) che sono descritti piu' avanti).
Presente
Il presente informale dei verbi si trova sul dizionario.Il presente formale del gruppo 1 e' dato dal verbo senza la -u (
g1g2 pres. negativo formale=pres.formale-su+sen (oppure in modo piu' colloquiale pres.negativo+desu ( validi per g1 e g2)
Passato
Il passato informale del gruppo 1; si sostituisce l'ultima sillaba in questo modo su=>shita ku=>ita gu=>ida tsu=>tta ru=>tta u=>tta nu=>nda mu=>nda bu=>nda (i verbi 1 al passato finiscono in shita,ita,ida,tta,nda)(eccezione il verbo iku(andare) diventa ita non iita).
g1=verbo-sillaba+shita/ita/ida/tta/nda ( ‚µ‚½ ‚¢‚½ ‚¢‚¾ ‚Á‚½ ‚ñ‚¾ )
Per il gruppo 1 basta sostituire alla -ru finale -ta
g2=radice+ta ( ‚½ )
La forma negativa e' pres.negativo-i+nakatta
Il passato formale e'
g1=radice+imashita ( ‚¢‚Ü‚µ‚½ )
g2=radice+mashita ( ‚Ü‚µ‚½ )
Verbi irregolari
Kuru e suru, i due verbi irregolari hanno il presente formale kimasu e shimasu, il passato kita e shita, il passato formale kimashita e shimashita, le forme negative shinai e konai, shimasen e kimasen, konakatta e shinakatta, ....
Esempi:
io mangio il sushi = watashiwa sushiwo taberu (informale)=
GRAMMATICA DELLE PARTICELLE
PARTICELLA HE
Moto a luogo con verbi di movimento da un posto a un altro (es. iku,kuru,kaeru).
Es.io domani a Roma vado(andro') => watashiwa ashita Roma he iku =>
io domani verro' in facolta' => watashiwa ashita daigaku he kuru => ‚킽‚µ‚Í ‚ ‚µ‚½ ‚¾‚¢‚ª‚‚Ö ‚‚é
tu torni a casa => anatawa uchi he kaeru => ‚ ‚È‚½ ‚Í ‚¤‚¿‚Ö ‚©‚¦‚é.
PARTICELLA DE
Indica lo stato in luogo con verbi di azione e non con verbi di esistenza (con i quali si usa la particella ni).
Es. io a casa leggo un manga => watashiwa uchi de manga o yomu => ‚킽‚µ‚Í ‚¤‚¿ ‚Å ‚Ü‚ñ‚ª ‚ð ‚æ‚Þ
Iindica con cosa ci si sposta da un luogo a un altro con i verbi di movimento e con kakaru (‚©‚©‚é)
Es. io vado al parco con l'autobus => watashiwa bus de kooen he iku => ‚킽‚µ‚Í ƒoƒX‚Å ‚±‚¤‚¦‚ñ‚Ö ‚¢‚
Da casa al parco in bici 15 minuti impiego=> uchikara kooenmade jitenjade juugo hun kakaru => ‚¤‚¿‚©‚ç ‚±‚¤‚¦‚ñ‚Å ‚¶‚Ä‚ñ‚µ‚á‚Å ‚¶‚イ‚² ‚Ó‚ñ ‚©‚©‚é
Indica a che lingua ci si riferisce.
Es. 'rosa' in giapponese cos'e'? bara ! => 'rosa' wa nihongo de nan desu ka? bara! => ƒƒT‚Í ‚ɂقñ‚² ‚Å ‚È‚ñ ‚Å‚· ‚©H ‚΂çI
PARTICELLA GA
Indica il soggetto della frase (l'abbiamo gia' vista...)
PARTICELLA O
Indica il complemento oggetto (vi ricordo che il carattere
o diventa wa nelle frasi negative (quando e' l'informazione contenuta nel complemento oggetto a essere negata)
PARTICELLA WA
Il marcatore di vecchia informazione, soggetto o complemento oggetto (si ottiene digitando ha nell'IME).
Vi ricordo che si usa per marcare un soggetto o un complemento oggetto che rappresentano vecchie informazioni; bisogna pero' aggiungere che anche altri complementi possono riportare vecchie informazioni e in questo caso dopo la particella corrispondente si aggiunge wa.
Cosi' abbiamo niwa, dewa, karawa..
PARTICELLA NO
Indica proprieta'. Es.la mia mela => watashi no ringo => ‚킽‚µ ‚Ì ‚è‚ñ‚²
Indica argomento. Es.corso di giapponese => nihongono koosu => ‚ɂقñ‚² ‚Ì ƒR[ƒX
Indica dipendenza/provenienza. Es.Keiko dall'universita' di Tokyo => tookyoo daigaku no Keiko => ‚Æ‚¤‚«‚傤 ‚¾‚¢‚ª‚ ‚Ì ‚¯‚¢‚±
PARTICELLA NI
Indica l'ggetto indiretto (dativo). Es. io do a te(ogg.ind.) questo libro=>Kono hon o(c. ogg.) anata ni (ogg. ind.) ageru(=dare) =>
Es. la mia casa e'(uso diverso dalla copula) in Italia => watashino uchiwa Italia ni aru => ‚킽‚µ‚Ì ‚¤‚¿‚Í ƒCƒ^ƒŠƒA‚É ‚ ‚é
io sono in Italia => watashiwa Italia ni iru =>‚킽‚µ‚Í ƒCƒ^ƒŠƒA‚É ‚¢‚é (aru si usa per oggetti inanimati altrimenti si usa iru).
‚±‚Ì ‚Ù‚ñ ‚ð ‚ ‚È‚½ ‚É ‚ ‚°‚é.
Indica dove qualcuno o qualcosa esiste (stato in luogo) con verbi di esistenza come iru e aru (‚¢‚é e ‚ ‚é).
Indica il complemento di tempo determinato (non continuato) con avverbi di tempo determinato e non si usa con copula e verbi di esistenza ma solo con verbi di azione o movimento (come nomu kiku o iku kuru).
Es. la signorina Kyoko martedi' mangero' il sushi => Kyoko san wa kayoobi (martedi') ni sushi o taberu =>‚«‚傱‚³‚ñ‚Í@‚©‚悤‚Ñ‚É@‚·‚µ‚ð ‚½‚ׂé.
io il 5 leggero' un libro => watashi wa gohi ni hon o yomu => ‚킽‚µ‚Í ‚²‚Ð ‚É ‚Ù‚ñ ‚ð ‚æ‚Þ..
Se gli avverbi di tempo si riferiscono a un tempo relativo a quando la frase viene detta o scritta non serve ni.
Es.‚«‚Ì‚¤(ieri) ‚«‚傤(oggi), ‚ ‚µ‚½(domani), ‚ ‚³‚Á‚Ä(dopodomani), ‚±‚ñ‚µ‚イ(questa settimana), ‚ç‚¢‚µ‚イ(la prossima settimana), ‚³‚ç‚¢‚µ‚イ(la settimana dopo la prossima), ‚µ‚イ‚܂ (weekend).
Non si usa ni per esprimere tempo continuato come ad es.un mese => ikkagetsu => ‚¢‚Á‚©‚°‚Â
Ni non si usa mai con la copula ( ‚Å‚· ) o forme derivate.
Es. oggi e' il 20 gennaio => kyouwa ichigatsu hatsuka desu => ‚«‚傤‚Í ‚¢‚¿‚ª‚ ‚͂‚© ‚Å‚·.
Non si usa ni dopo la parola quando (‚¢‚Â) ma si usa per parole come che giorno Puoì essere usata per contare.
Es. tre volte alla settimana => ichijuukan(una settimana) ni sankai(tre volte) =>‚¢‚¿ ‚¶‚イ‚©‚ñ ‚É ‚³‚ñ‚©‚¢
quante volte alla settimana... => ichijuukan ni nankai ...=> ‚¢‚¿‚¶‚イ‚©‚ñ ‚É ‚È‚ñ‚©‚¢....
PARTICELLA TO
(‚È‚ñ‚É‚¿), che giorno della settimana(‚È‚ñ‚悤‚Ñ), che mese (‚È‚ñ‚ª‚Â), che anno (‚È‚ñ‚Ë‚ñ).
Es. quando leggi il libro? => anatawa itsu (prima il sogg. poi il tempo) hon o yomu ka? => ‚ ‚È‚½‚Í ‚¢‚ ‚Ù‚ñ ‚ð ‚æ‚Þ ‚©
che giorno della settimana leggi il libro? => anatawa nanyoubi hon o yomu ka? => ‚ ‚È‚½‚Í ‚Ȃɂ傤‚Ñ ‚É ‚Ù‚ñ ‚ð ‚æ‚Þ ‚©
Si usa ni per indicare l'ora (con verbo di azione o movimento). Es. la signorina Sakura torna a casa alle 4 => sakurasan yoji ni uchihe kaeru => ‚³‚‚炳‚ñ‚Í ‚æ‚¶‚É ‚¤‚¿‚Ö ‚©‚¦‚é
tu a che ora torni a casa? => anatawa nanji ni uchihe kaeruka? => ‚ ‚È‚½‚Í ‚È‚ñ‚¶ ‚É ‚¤‚¿‚Å ‚©‚¦‚é‚©
Complemento di compagnia. Es. egli tona a casa con gli amici => karewa tomodachi to uchihe kaeru => ‚©‚ê‚Í ‚Æ‚à‚¾‚¿ ‚Æ ‚¤‚¿‚Ö ‚©‚¦‚é
Per i verbi come parlare, telefonare, incontrarsi, il complemento di compagnia e' marcato da to o da ni. Se il verbo puo' accettare entrambe le particelle, queste danno due diverse sfumature al significato della frase.
Verbi che accettano solo la particella to: pianificare=>keikaku suru=>‚¯‚¢‚©‚‚·‚é
Es. lui con lei organizza una festa => karewa kanojo to party o keikaku suru => ‚©‚ê‚Í ‚©‚Ì‚¶‚å ‚Æ ƒp[ƒeƒB[‚𠂯‚¢‚©‚‚·‚é
Verbi con solamente ni: telefonare => denwa (o) suru => ‚Å‚ñ‚íi‚ðj‚·‚éAscrivere lettera/cartolina=>degami/hageki o kaku =>‚Ä‚ª‚Ý/‚Í‚ª‚«‚ð‚©‚Aspedire => dasu=>‚¾‚·.
Es. io ieri sera a Ryu ho telefonato => watashiwa yoobe Ryu ni denwa o shita => ‚킽‚µ‚Í ‚䂤‚× ‚è‚ã‚É ‚Å‚ñ‚í‚ð ‚µ‚½
io scrivo una lettera a un amico => watashiwa tomodachi ni degami o kaku => ‚킽‚µ‚Í ‚Æ‚à‚¾‚¿‚É ‚Ä‚ª‚݂𠂩‚
Verbi che accettano entrambe le preposizioni ma con significato diverso:
incontrare=>au=>‚ ‚¤Aparlare=>hanasu => ‚͂Ȃ·, fare conversazione => hanashi o suru =>‚͂Ȃµ‚ð‚·‚é
Con il verbo incontrare se e' un incontro casuale usate ni, se e' premeditato usate to.
Con il verbo parlare usate ni per indicare la persona a cui parlate ma usate to per indicare che la persona con cui parlate parla insieme al soggetto(diventa quasi parte del soggetto della frase).
PARTICELLE KARA-MADE-O
Da (tempo1) a (tempo2)=>(tempo1) kara (tempo2) made.
Es. io studio giapponese dall'una alle due => watashiwa ichiji kara niji made nihongo o benkyoo desu =>‚킽‚µ‚Í ‚¢‚¿‚¶‚©‚ç ‚É‚¶‚܂Š‚ɂقñ‚² ‚ð ‚ׂñ‚«‚傤 ‚Å‚·
Da (luogo1) attraverso (luogo2)=>(luogo1) kara (luogo2) o
Es. da scuola attraverso il parco torno a casa =>Gakkoo kara, kooen wo uchi he kaeru => ‚ª‚Á‚±‚¤ ‚©‚ç ‚±‚¤‚¦‚ñ ‚𠂤‚¿‚Ö ‚©‚¦‚é
PARTICELLA MO
Serve a indicare il soggetto o il complemento oggetto ma indicando 'anche' (quindi riferito a qualcosa/qualcuno gi¨¤ citato).
Es. anch'io mangio => watashimo taberu =>
ALTRE PARTICELLE
‚킽‚µ‚à ‚½‚ׂé
io mangio anche il sushi => watashiwa sushimo taberu => ‚킽‚µ‚Í ‚·‚µ‚à ‚½‚ׂé
Esistono anche particelle che non hanno una funzione strettamente grammaticale che si mettono in genere alla fine della frase:
yo (‚æ) - la frase esprime un'opinione a cui bisogna prestare molta attenzione, yo viene usato per enfatizzare (usato spessissimo nel parlato e nei manga)
na(‚È)/naa(‚È‚ ) - anche na ha funzione di enfasi e a volte diventa naa
ne (‚Ë) - si traduce con un 'non e' vero?' ed e' una richiesta di assenso
ORDINE DI SCRITTURA
Per leggere e scrivere il giapponese è indispensabile imparare a memoria i kanji.
Alle volte sopra i kanji viene scritta la pronuncia in piccoli hiragana (come in molti manga), ma non sempre è così, quindi senza conoscerli non si può leggere.
Cercate di studiarne pochi alla volta e di scriverli tantissime volte, perché diventino automatici.
Anche i kanji seguono un ordine di scrittura. Ecco delle regole generali:
- si tracciano dall' ALTO in BASSO
- si tracciano da SINISTRA a DESTRA
- quando tratti verticali e orizzontali si incrociano, si tracciano prima i tratti orizzontali
- quando un kanji si dispone simmetricamente intorno ad un elemento centrale, questo va tracciato per primo
- un quadrilatero si traccia con tre tratti
- quando all'interno di un quadrato compaiono altri tratti, il tratto che chiude il quadrilatero in basso va tracciato
per ultimo
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L’anno scolastico in Giappone inizia ad Aprile e finisce a Marzo.
Scuole non obbligatorie
ASILO NIDO
E’ per i neonati e i bimbi che hanno i genitori lavoratori o un solo genitore. La differenza con l’Italia è che è frequentato fino ai 6 anni. Funziona fino alle 20 circa.
SCUOLA MATERNA
Dipende da ogni singola scuola. Ma in genere è frequentata per 2 anni (5 e 6 anni) e mezza giornata.
Scuole obbligatorie
6 anni di elementare – SCIOUGAKKOU – 7 – 12 anni
si studia: Giapponese
Scienze sociali (da terza)
Matematica
Scienze naturali (da terza)
Attività sul territorio (prima e seconda)
Musica
Arte
Attività domestica (da quinta)
Educazione fisica
Morale sociale
3 anni di media – CIUGAKAKKOU – 13 -15 anni
si studia:
Giapponese
Scienze sociali (geografia, storia, funzione civile)
Matematica
Scienze naturali (biologia, chimica, fisica)
Musica
Arte
Attività domestica (femmine)
Attività tecnica (maschi)
Educazione fisica e igiene
Lingua straniera (normalmente inglese)
Morale sociale
3 anni di superiore KOUTOUGAKKOU = KOUKOU – 16 -18 anni
indirizzo generale (la maggior parte sceglie questo indirizzo ... come la media) – FUTSUU-KA
si studia:
Giapponese (anche quella antico)
Scienze sociali (geografia, storia, funzione civile)
Matematica
Scienze naturali (biologia, chimica, fisica)
Musica
Arte
Attività domestica (femmine)
Attività tecnica (maschi)
Educazione fisica e igiene
Lingua straniera (normalmente inglese)
Informatica (non c’era nella mia epoca)
Qualche superiore indirizzo particolare:
(li scelgono pochi)
agricoltura
industria
commercio
marina – pesca
attività domestica
assistenza infermieristica
informatica
assistenza sciale
scienze naturali e matematiche
ginnastica
musica
arte
inglese
UNIVERSITA’ (non obbligatoria)
4 anni di università (Titolo Bachelor) – DAIGAKU – 19 -22 anni
6 anni per la facoltà di medicina ( invece farmacia è di 4 anni )
quando si dice laureato, riferisce questo titolo di Bachelor
La divisione delle facoltà più o meno come Italia.
Ma ci sono anche
Musica
Arte
Ginnastica (Educazione fisica)
2 anni di dottorato – DAIGAKUIN (Ci vanno in pochissimi)
primo anno di dottorato con titolo Master
secondo anno di dottorato con titolo Doctor ![]()
Termini utili e curiosità sul Giappone
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