A Complete Genealogy Report By 

LUIGI GIUSEPPE SPREAFICO

 

 nonni Spreafico/Valsecchi, papà Battista, mamma Emilia, nonni Fumagalli/Arrata

 

 

 famiglia bisnonni Arrata/Piazza - zia Maria, zio Giuseppe, bisnonno Achille, zia Leonilde (Leontina), nonna Maddalena, bisnonna Lucia, zia Esterina

 

Non sono solo…

 
Mi sono guardato attorno,
ho trovato luci ed ombre:
cuori pulsanti, gente vissuta,
perpetuata in linee di affetti;
nell’ abbraccio che unisce
spazio e tempo in un volo d’anime.
 
Sì,
tra quei nomi c’è il mio.
 
Sì,
tra quei nomi vivranno,
quelli che verranno dopo
 
Sì,
tra quei nomi
ho trovato la mia eredità:
la mia famiglia.
 
29-04-07

 


 

 

I luoghi e la storia

Quello che mi propongo in questa pagina è di trovare una collocazione storica ai componenti della mia famiglia vissuti a Menaggio tra il primo decennio del 1800 fino ai giorni nostri nonché di tracciarne le varie migrazioni.

Meda 1920-1950
Mio nonno Andrea lasciò Menaggio in gioventù per trasferirsi a Meda dove aprì una pasticceria (primi anni 20). In quegli anni conobbe mia nonna Marcella Radaelli che all'epoca lavorava all'ufficio postale che stava di fronte al negozio del nonno. Si sposarono nel 1921 e dalla loro unione nacquero 5 figli fra cui mio padre Fernando. Curioso era il soprannome "Firmin" con cui veniva chiamato il nonno a Meda. Tale appellativo deriverebbe dal fatto che, pur essendo il nonno di origine Menaggina, probabilmente per le persone semplici di allora il limite geografico a cui arrivava la loro fantasia era per il lago di Como l'estrema propaggine di tale città e quindi si era radicata la convinzione che lui venisse da San Fermo e da qui il soprannome. Il negozio rimase in attività fino al novembre del '51. In seguito il nonno, rimasto vedovo abbastanza precocemente, dopo qualche anno si ritirò nella casa di Menaggio dove concluse la sua esistenza.




Meda fine anni 30: Mio nonno Andrea e la sua pasticceria

Menaggio: 1800-1920
Solo il fratello maggiore del nonno, Serafino, rimase nel luogo d'origine conducendo una attività legata al commercio di cicli e motocicli. Nel 1912, in pieno boom turistico di Menaggio, egli possedeva una delle poche automobili in circolazione e che affittava agli — “spericolati turisti” che poi volevano provare “l’inebriante velocità” dell’automobile —.


Menaggio 1929: Il corteo funebre del bisnonno Isidoro
mentre passa davanti al negozio dello zio Serafino

Il loro padre Isidoro (1849-1829) aveva invece lavorato come artigiano nella conciatura delle pelli, attività che fiorì tra il 1870 e la fine di questo secolo, grazie anche alla collaborazione con i cognati di Pavia (f.lli Beretta). Infatti il bisnonno si era sposato nel 1881 proprio a Pavia con la bisnonna Angela Beretta.
Con Angela ebbe 8 figli, 4 maschi e 4 femmine: Serafino 1882-1968, Maddalena (zia Lena) 1884-1938, Teresa 1885-?, Maria 1887-1923, Giuseppe Luigi (Peppo) 1888-1918, Riccardo 1890-1992, Giuseppina 1896-1971 e Andrea 1897-1975.
L' attività del mio bisnonno Isidoro era abbastanza legata a quella del mio trisnonno Andrea (1814-1880) che da calzolaio era diventato uno stimato negoziante tra il 1845 fino alla sua morte. Andrea si sposò a Menaggio nel 1836 con Marianna Erba, figlia di una importante e facoltosa famiglia di Menaggio, e da lei ebbe molti figli.
Il primo, Domenico, nel 1837 e l'ultimo Onorato nel 1859. Si dice che furono in tutto 21, di cui 2 femmine (Paolina e Margherita), ma nei registri di battesimo ho trovato soltanto 13 registrazioni. Due di questi figli furono addirittura sacerdoti: Don Faustino (1840-1917) arciprete nella parrocchia di Isola ad Ossuccio e Don Luigi (1845-1889) parroco a San Salvatore in Como.  Non ho molte altre notizie sulla famiglia del mio trisnonno Andrea ma l'epitaffio inciso sulla tomba dovrebbe riassumere abbastanza significativamente la sua esistenza:
"REQUIE \ SELVA ANDREA \ FU SOCIEVOLE LEALE \ NEGOZIANTE UOMO INTEGRO \ DOPO LUNGA INFERMITA' CONFORTATA DALLA FEDE E DALLA PIETA' FILIALE \ SPIRO' IL 29 LUGLIO 1880 D'ANNI 66". Abbastanza significativo anche quello della trisnonna: "A \ MARIANNA SELVA \ MADRE \ PIA OPEROSA BENEFICA \ VISSUTA 63 ANNI \ IN PROSPERARE LA FAMIGLIA \ SPIRO' DA TUTTI COMPIANTA \ IL 23 DICEMBRE 1878 \ I FIGLI RICONOSCENTI \ PREGANDO PACE \ QUESTO TRIBUTO D'AFFETTO \ PP"
Ad aprire la dinastia dei Selva residenti a Menaggio fu pero' il padre di Andrea, Domenico nativo di Grandola (1788-1845) e figlio di Giuseppe, che, sposatosi nel 1808 con Margherita Bolgiani di Nobiallo, in tale data era già residente in Menaggio facendo il mestiere di calzolaio.


 
Ecco come doveva apparire agli occhi dei miei antenati Menaggio nella prima metà dell '800.
Da un quadro di Silvio Poma (1840-1932)

In una mia visita all' Archivio di Stato di Como, dall'elenco dei possessori estimati, ho trovato quali erano i possedimenti di Domenico Selva (1788-1845) nei primi anni 30 del XIX sec. costituiti dai terreni e fabbricati relativi ai mappali 200, 314 e 315.
In un atto di compravendita datato 14 novembre 1826 Domenico Selva acquistava da Antonio Cariboni di Loveno " Nominativamente di un pezzo di terra coltiva ed avitata ... con piante di gelsi della misura censuaria di pertiche 2 tavole 5 all'estimo di scudi 18.3 .... Questa vendita fu fatta e accettata per convenuto prezzo di Milanese lire 3000... "
Questi beni passarono poi in eredità nel 1845 ai figli Andrea (mio trisnonno), Francesco, Antonia, Marianna e Margherita. Con un atto notarile del 1850, poi Francesco cede tutta la proprietà al fratello Andrea.
Su questo terreno sito nell'attuale via Stoppani, fu costruita e sorge tuttora la vecchia casa dove ha vissuto il mio bisnonno Isidoro e dove è nato mio nonno Andrea.
In questa casa, al piano seminterrato funzionava la conceria che sfruttava l'acqua corrente del Senagra e che allora aveva una piccola derivazione che correva lungo la via Stoppani e da cui le botteghe prelevavano acqua e forza motrice.

 
Mappa del catasto teresiano


Il trisnonno Andrea ha vissuto probabilmente nella casa posta in via Leoni dove ancora abita la zia Dominga. Ciò si desume anche dalle iniziali A.S. visibili sulla decorazione in ferro battuto presente nell'arco del portone di ingresso.


Attraverso alcune opere reperite in biblioteca e che riporto più avanti ho cercato di ricostruire una documentazione storica e fotografica di Menaggio dell'epoca. Il primo volume Menaggio e la sua Valle, di cui ne riporto un estratto, è uno dei più completi. Opera dal Lion's Club di Menaggio è la trascrizione di un manoscritto di Carlo dell'Acqua che presenta una bellissima quanto efficace immagine di Menaggio come doveva essere nel 1870.
Un altro pezzo importante della storia di Menaggio è costituito dalla Ferrovia Menaggio Porlezza. Ogni tanto mio zio Luigino (classe '22) mi racconta che da piccolo ha fatto un paio di viaggi su questa che doveva essere una bellissima e spettacolare linea ferroviaria.

 

Grandola: 1780-1800
Prima del 1808, esaminando i registri parrocchiali di Menaggio e andando a ritroso fino ai primi '700 Non c'è nemmeno una registrazione relativa a persone con il cognome Selva. Per tale motivo ho iniziato la ricerca da quelli della parrocchia di Grandola, località dove ancora oggi sono presenti numerose famiglie con questo cognome.
È sorprendente notare come anche qui, dopo aver evidenziato le tracce di due o tre generazioni e 4 o 5 distinti nuclei famigliari sparsi tra le varie frazioni di Grandola e cioè Codogna, Cardano, Gonte e Velzo nelle registrazioni che partono dalla seconda metà del '700 alla prima metà dell'800. Prima di questo intervallo di tempo le registrazioni anagrafiche relative ai Selva scompaiono indicando che Grandola non è il vero luogo d'origine.
Come detto pocanzi, Domenico Selva era nato a Grandola il 23/2/1788 nella famiglia di Giuseppe Selva (1759-1818) e Marianna Rizzi dei quali pero' non ho trovato gli atti di nascita provenendo entrambi da Loveno.
Come Giuseppe altri sui fratelli come, Carlo Antonio (1757-1825), Francesco (1762-1841), Margherita (1771-1842), Pietro (1776-?), Domenico (1784-1828) nacquero a Loveno ma ebbero famiglia e conclusero la loro esistenza a Grandola, lasciando così presupporre una massiccia migrazione di questa famiglia verso quest' ultima località,
I Selva citati sopra, oltre che alla mia famiglia, penso abbiano dato origine anche ai numerosi Selva delle frazioni di Grandola, oggidì distinti da caratteristici e simpatici soprannomi quali possiamo citare i "Chechinöo" e i "Carpiic" di Velzo, i "Presctinèe" di Cardano , e i "Fràa" e "Zepöo" di Codogna.
Gli atti di nascita di tutte queste persone non esistono negli archivi della parrocchia di Grandola ma ci sono alcuni riferimenti sulla loro provenienza dalla località di Loveno.

Loveno: 1680-1780
Il passo successivo è stato quindi la visita alla parrocchia dei Ss. Lorenzo ed Agnese di Loveno dove ho potuto completare un altro pezzo della mia ricerca.
Dall' esame dei registri di questa parrocchia e dall'analisi dei dai dati "presi in prestito" da un' altro albero genealogico trovato casualmente su internet relativa ad una famiglia Selva ora residente in Argentina e precisamente a Ushuaia, ho condotto i passi successivi nel risalire il mio albero genealogico.
Il collegamento di questo albero avviene tramite il padre di Giuseppe, Domenico Selva (1727-1796), il cui figlio primogenito Giovanni Carlo (1755-1810), avuto con Anna Maria Rebola, fu capostipite di questa famiglia argentina. Giuseppe, invece, capostipite del mio ramo, era nato dall'unione in seconde nozze tra Domenico e Giovannetti Domenica, avvenuta presumibilmente poco dopo la morte della prima moglie intorno al 1755/56.
Da questa seconda unione nacquero quindi Carlo Antonio (1757), Giuseppe (1759), Giovanni (1761), Francesco (1762), Margherita (1771), Pietro (1776). La maggior parte di essi si trasferirono e vissero a Grandola e tra costoro Giuseppe che vi si trasferì sicuramente prima delle sue nozze con Marianna Rizzi, celebrate nella Parrocchia di Loveno nel 1782, poichè nel relativo atto di matrimonio si dice chiaramente che Selva Giuseppe apparteneva già alla comunità di Grandola.
Nell'atto di Battesimo di Domenico Selva, padre di Giuseppe, datato 17 Agosto 1727, come in quelli di alcuni suoi fratelli, Giuseppe Antonio Maria (1731), Giovanni Giuseppe Maria (1736) compaiono i nomi dei genitori e cioè Giovanni Selva di Valsassina e Maria Maddalena Rebola. Ebbene, in alcuni di questi atti e' indicato chiaramente l'origine di Giovanni Domenico e cioè la Valsassina. Ma Giovanni Domenico deve essere nato anch'esso a Loveno, avendone trovato l'atto di nascita datato 19/5/1692, e in cui si specifica che è il padre Domenico, ad essere originario della Valsassina. Questo pone alcuni dubbi sull'esatta ricostruzione dell'albero genealogico.
La difficoltà principale risiede nel fatto che questi atti di battesimo e morte, mancano spesso rispettivamente di informazioni importanti quali il cognome della madre oppure il cognome della moglie non permettendo una sicura identificazione della persona in questione. Oltretutto la poca fantasia nella scelta dei nomi propri non aiuta certo. Era poi in uso negli atti di battesimo mettere più nomi (forse per non scontentare nonni e o padrini) con un minimo di 2 o 3 fino a al caso clamoroso di Selva Gaspare Giovanni Maria Domenico Agapito e nell'arco della vita usarne uno qualsiasi senza poi escludere il caso di cambiarlo strada facendo! Non dimentichiamo poi che, dato l'alto tasso di mortalità dei bambini, non era infrequente che un nome venisse riciclato dopo la morte di un figlio precedente.
Per avere un quadro della presenza dei Selva a Loveno analizzeremo gli Stati d'Anime redatti dai parroci di allora nel 1707, 1714, 1738 e 1744.

1707

In casa dei fratelli Carlo, Giovanni e Pietro Forni abitanti in Milano vi habitano:
Liberata moglie del fu Andrea Selva d'eta 49
Sue figlie
Carla figlia d'eta d'anni 25
Maria figlia d'eta d'anni 20
Maria figlia d'eta d'anni 7

In casa delli heredi del fu Sig. Gio:Battista Guaita di Cardano vi habita la seguente famiglia
Domenico Selva d'età d'anni 45
Angela sua moglie d'età d'anni 36
Caterina figlia d'età d'anni 5
Gioanni figlio d'età di mesi 21

1714

In edibus Mathei Fioroni ab Angela Uxore q.m. Dominici Silva conductis habitant
Angela Silva filia q.m Horatij Silva et Uxor quondam Dominici Silvae de Vallessassina annorum 46
Maria Catharina Silva eorum filia annorum 11
Joannes Silva eorum filus annorum 9

In edibus heredum q.m Francisci de Furnis habitant eorum Massaria:
Liberata Tandardina filia q.m Pauli et uxor q.dam Andreae Silva annorum 63
Carola Silva eorum filia ut supra annrum 30
Maria Silva eorum filia ut supra annorum 27
Maria Silva eorum filia ut supra annorum 13

1738

In casa del Sig. Giovanni Forni che stà in Milano
Liberata Selva massara del detto Sig.re d'anni 80 (Detta Liberata è morta)
Carla Figlia di detta Liberata d'anni ?
Maria Figlia come sopra è morta d'anni 50
Maria Caterina Figlia come sopra d'anni 37
Maria Caterina Abbiatica di detta Liberata d'anni 20

In casa parimenti del fu Sig. Francesco Carouelli habita un altro Massaro con sua famiglia:
Gioanni Selva massaro come sopra d'anni 34
Madalenna moglie di detto Gioanni d'anni 45
Domenico Figlio de detti coniugati d'anni 10
Antonio Figlio come sopra d'anni 6
Giuseppe Figlio come sopra
Angela Selva madre di detto Gioanni d'anni 61
Maria Catherina Figlia di detta Angela d'anni 40

1744

In casa delli heredi del fu Sig. Gio.Battista Forno q.m Francesco
Carla Selva di Valsassina massara de detti Heredi d'anni 61
Maria Caterina Selva Sorella della medesima d'anni 45
Carlo Ortello ammogliato e nipote delle Sorelle
Sua moglie Maria Caterina Selva d'anni 27
Angela Maria figlia de medesimi maritati d'anni 5
Gianni Maria figli de medesimi maritati d'anni 3
Domenica Aferoldi dell'Aquaseria Serva d'anni 17

Vediamo quindi che dal 1707 al 1738 esistevano 2 famiglie la prima delle quali, formata da Andrea Selva e Liberata Tandardini, ha sempre vissuto nella casa della Famiglia Forni come massari mentre la seconda, costituita dai coniugi Domenico e Angela Selva ha vissuto prima in casa Guaita, poi in casa Fioroni, sempre come massari. Sia per Andrea che Domenico Selva è indicato che sono originari della Valsassina.
Per quanto riguarda la famiglia di Domenico, miei antenati, nel 1738 rimasero in casa Forni la famiglia del figlio Giovanni con la moglie Maddalena (Rebola). Il padre, Domenico, era deceduto fin dal 1714 a 48 anni mentre l' anziana madre (Angela) abitava ancora con loro.
Nel 1744 rimaneva una sola famiglia discendente da quella di Andrea e Libareta, mentre quella di Domenico e Angela non esisteva già più essendone i componenti deceduti od emigrati in altre località.
Anche se non menzionata in questo stato d'anime, Angela Selva doveva essere ancora in giro visto che il suo atto di morte riporta che essa era deceduta nel 1749 a Loveno all'età di 80 anni circa.

Valsassina: 1400-1680

Negli atti visionati a Loveno si fa chiaro cenno alla Valsassina come luogo di provenienza ma, purtroppo, non c'è nessuna indicazione su quale sia la località precisa da cui i Selva emigrarono. Non è nemmeno noto per ora se i vari personaggi che si sono trasferiti sulla sponda occidentale del lago siano stati fra di loro parenti.
Possiamo per ora fare solo delle congetture, basate sul pregevole lavoro di Andrea Orlandi (1869-1945) "Le famiglie della Valsassina", apparso nel 1932, in cui si citano alcune famiglie di Selva presenti in circa una dozzina di località della Valsassina in varie epoche a partire dall'inizio del '400. In questo libro, sebbene indicato chiaramente Cortabbio come luogo d'origine dei Selva, dove anticamente portavano il cognome "Della Silva", la località più promettente per ciò che riguarda la mia ricerca è quella di Cortenova di cui riporto quanto affermato dall'Orlandi:
"Nel sec. XVI. Forse da Cortabbio. Nel 1647 alcuni erano forastieri. Un ramo emigrò a Porlezza pochi anni prima del 1696. Ramificazioni a Grandola nel sec. XVIII; a Bindo nel 1832; a Magliasco in Canton Ticino nel 1904; più tardi alla Bonacina di Lecco."
Sarà quindi la Parrocchia di Cortenova la tappa successiva della mia ricerca.

 

1200-1400

Riprendiamo le notizie a proposito del cognome e facciamo un salto indietro di alcuni secoli. Risulterebbe che a Bellagio nel '200 esisteva una famiglia Selva. Questa notizia è avvalorata anche da uno scritto, Breve Cronica, di Beltramolo Selva, notaio Sondriese vissuto nel 1300, in cui si afferma che alla costruzione delle mura di difesa della città di Sondrio, contribuirono anche una Casa Selva de Belaso, e una Casa Selva di Egano.

(continua....)

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