VATA - costituito principalmente dall’elemento Aria e secondariamente dall’Etere. Viene definito come l’umore ARIA.
La parola Vata deriva dalla radice sanscrita del verbo "va" che significa movimento.
E’ la forza motrice degli altri due Dosha, che sono considerati incapaci di muoversi da soli.
E’ la forza principale del sistema nervoso.
Governa il nostro equilibrio sensoriale e mentale e il nostro orientamento motorio.
E’ alla base dell’adattabilità mentale e della comprensione.
E’ la forza vitale fondamentale (Prana) che deriva primariamente dal respiro, forza “energetica” di tutto l’organismo.
Nella sua condizione naturale, Vata sostiene tutti gli sforzi, la respirazione, l’eliminazione dei materiali di scarto, l’equilibrio dei tessuti e il coordinamento dei sensi.
L’aria è contenuta nell’etere, che è lo spazio. Vata è localizzato soprattutto negli spazi vuoti del nostro organismo, come il colon o le porosità delle ossa e riempie i canali sottili del sistema nervoso.
Anche la mente rappresenta uno spazio. Vata è la forza vitale che muove la mente e fa fluire i pensieri.
Nel corpo, la sede principale di Vata è il colon. Le altre sono: cosce, anche, orecchie, ossa.
Un eccesso di Vata nel corpo causa emaciazione, debilitazione, desiderio di calore, tremori, costipazione, insonnia, disorientamento sensorio, linguaggio incoerente, vertigine, confusione e depressione. Si perde il contatto con il corpo, i tessuti si disperdono. La mente si separa dal corpo: dissociazione mentale, depressione,decadimento fisico.
La carenza di Vata può causare sensazioni di pesantezza, pigrizia e cattiva circolazione.
PITTA – costituito principalmente dall’elemento Fuoco, ma anche da un po’ di Acqua. Viene definito come l’umore FUOCO. Significa “colui che digerisce le cose”. Deriva dalla radice sanscrita tap, che significa “cuocere”, “riscaldare” o “trasformare”.
E’ responsabile di tutte le trasformazioni chimiche e metaboliche del nostro organismo.
Non solo digerisce la materia (alimentazione, sostanze ingerite, tossine, tessuti, ecc.), ma anche la “non-materia”, cioè impressioni, immagini, suoni, parole, ecc.
E’ quindi alla base della nostra capacità di percepire la realtà, di comprendere le cose così come sono.
Pitta governa la percezione visiva, la sete, la fame, il colore dell’incarnato, la comprensione della mente, l’intelligenza, il coraggio.
Nel nostro corpo, Pitta, il Fuoco, esiste nei fluidi acquosi o oleosi. Questi liquidi mitigano la forza combustiva del fuoco, che non potrebbe esistere come tale dentro di noi.
Si manifesta come elemento acido e caldo, nel sangue e nello stomaco.
La sede principale di Pitta è l’intestino tenue. Le altre sedi sono: stomaco, fegato, bile, ghiandole sebacee, sangue, linfa.
Un eccesso di Pitta nel corpo causa colorazione gialla delle feci, delle urine, occhi e cute, causa fame e sete, sensazione di bruciore e difficoltà a dormire.
Si accumula come calore interno e si manifesta come febbre e infiammazione, ma anche fermentazioni, infezioni, sanguinamenti ed eccessiva sudorazione.
La carenza di Pitta porta a una diminuzione generale delle funzioni metaboliche del corpo.
KAPHA – costituito dagli elementi Acqua e Terra. Viene definito come l’umore ACQUA. Da un punto di vista etimologico significa “colui che tiene insieme le cose”. E’ la forza di coesione presente nel nostro corpo ed ha una natura “collosa” e “adesiva”.
Nutre, procura la sostanza e dà supporto.
E’ responsabile della parte grossolana del nostro corpo.
Sul piano mentale, sostiene le nostre emozioni e governa sentimenti come l’amore, la pazienza e il perdono.
E’ il veicolo, il contenitore, il substrato su cui agiscono le altre due forze.
Dona stabilità e lubrifica.
E’ il Dosha indispensabile per il buon funzionamento delle articolazioni.
L’acqua esiste grazie alla terra, che la contiene. Il nostro corpo è composto principalmente da acqua che è contenuta entro i limiti di vari tessuti (Terra). L’acqua ha quindi bisogno della forza limitante della Terra. Anche la Terra da sola sarebbe troppo pesante e bloccherebbe il fluire delle funzioni metaboliche del nostro corpo, senza l’aiuto dell’Acqua.
La terra nutre le piante solo se si aggiunge l’acqua che ne diluisce i nutrienti e li rende facilmente assorbibili dalle radici.
La sede principale di Kapha è lo stomaco. Le altre sedi sono: polmoni, gola, testa, pancreas, linfa, naso, lingua.
Un eccesso di Kapha causa depressione del fuoco digestivo, nausea, letargia, pesantezza, raffreddamento, debolezza degli arti, tosse, respiro difficoltoso e eccessivo sonno. Il peso aumenta, si accumula acqua e grasso. Si diventa inerti, pesanti, congesti, “stagnanti” e gradualmente sempre più immobili.
La carenza di Kapha porta a una mancanza di stabilità, mancanza di lubrificazione e forza del corpo.
I Subdosha
Ogni dosha a sua volta si suddivide in cinque subdosha, che hanno sede in una specifica parte del corpo dove si possono manifestare dei disturbi in caso di squilibrio. Essi sono importanti al fine di effettuare una diagnosi con maggiore precisione ed agire con il rimedio più opportuno.
Prana Vata (che respira) è la forza vitale. Ha sede nel sistema nervoso centrale.E’ anche localizzato nel cervello, nella testa e nel torace. La più importante funzione di Prana Vata è quella di controllare il corretto funzionamento della mente ed i processi della respirazione. Presiede al funzionamento dei sensi, come l’abilità di pensare e di avere sentimenti. Oggi, per la vita frenetica e piena di stimoli che conduciamo, quasi tutti i malesseri hanno la loro radice nel deperimento di Prana Vata, l’indebolimento della forza vitale.
Udana Vata (che muove verso l’alto) ha sede nella gola e nel torace. È considerato la forza del movimento che va verso l’alto ed è responsabile dell’espirazione, dell’emissione della voce, della funzionalità delle vie respiratorie, della vitalità e dell’entusiasmo. Favorisce la forza fisica e rafforza l’intelletto e la memoria.
Samana Vata (che equilibra) ha sede nello stomaco e nell’intestino tenue. È responsabile delle diverse fasi della digestione, esso alimenta il fuoco digestivo ed è responsabile dell’assorbimento del cibo digerito. Porta equilibrio e tranquillità alla mente e alle emozioni.
Apana Vata (che muove verso il basso) ha sede nel colon, nei reni e nella vescica. È la forza del movimento che spinge verso il basso ed è responsabile dell’espulsione dell’urina e delle feci, ed è altresì responsabile delle mestruazioni, eiaculazione e del processo della nascita. Sostiene la crescita del feto.
Questo è subdosha che tende ad essere maggiormente scompensato poiché l’aumento di Vata va sempre a localizzarsi nella regione del colon.
Vyana Vata (che pervade tutto) pur essendo localizzato in tutto il corpo, la sua sede principale è nel cuore e nei vasi sanguigni. È responsabile della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. È la forza biologica che muove qualunque eccesso di dosha verso le parti più deboli del corpo.
Pachaka Pitta (che cuoce) ha sede nel tratto digestivo, responsabile della digestione e dell’assimilazione del cibo. Pachaka si manifesta sotto forma di acidi dello stomaco ed enzimi del pancreas.
Questa è la sede principale di Pitta dove tende ad accumularsi e a causare problemi.
Shadhaka Pitta (che porta realizzazione) ha sede negli emisferi cerebrali, ma secondo l’antica Tradizione Ayurveda è concentrato nel cuore dove è considerata essere la sede della coscienza. È responsabile delle funzioni discriminative ed intellettive. È il fuoco dell’intelletto che permette il metabolismo dell’attività mentale e crea contentezza e fiducia in se stessi.
Ranjaka Pitta (che colora) ha sede nel fegato, nel pancreas e nella milza. Nel fegato è sotto forma di bile e nella milza sovrintende alla produzione dei globuli rossi. È responsabile della produzione degli ormoni pancreatici e brucia le tossine che si sono accumulate nel sangue. Ranjaka Pitta è associato anche alle funzioni del fegato.
Alochaka Pitta (che permette la visione) è localizzato negli occhi ed è responsabile della percezione visiva.
Il bagno di Ghee agli occhi, Netra Tarpana o Netra Vasti, è il miglior rimedio per questo Subdosha
Brajaka Pitta (che dà lustro) è localizzato nella pelle. Quando è in equilibrio la pelle è luminosa e radiosa, quando è aggravato produce arrossamenti e irritazioni. Brajaka è collegato alla capacità di essere consapevoli dei sentimenti altrui.
Tarpaka Kapha (che dà soddisfazione) ha sede nel sistema nervoso centrale e più precisamente nei ventricoli cerebrali. Fornisce il fluido cerebrospinale per armonizzare il cervello e il midollo spinale, umidifica e rinfresca gli occhi ed il naso. Tarpaka è l’umore che dà appagamento e gioia interiore. Nei testi antichi si dice che nello stato di illuminazione, Tarpaka Kapha si trasforma in Amrita, il nettare dell’immortalità.
Bodhaka Kapha (che dà gusto) ha sede nella bocca e nel cavo orale, è responsabile della produzione della saliva, dei fluidi della ghiandola parotide e dei fattori anticorporali in essa contenuti. Nella bocca è responsabile del sapore.
Avalambaka Kapha (che sostiene) ha sede nel mediastino, nel cuore e nel rivestimento dei polmoni. È responsabile della maturazione dei linfociti nel timo, dà supporto e lubrifica le membrane. Avalambaka dà forza alla schiena, al petto, al cuore e alla flessibilità del corpo.
Kledaka Kapha (che inumidisce) ha sede nello stomaco ed è responsabile della produzione del muco gastrico, protegge i tessuti dello stomaco dall’azione digestiva di Pitta. Si mescola con il cibo e fornisce una lubrificazione intera.
In Ayurveda, per migliorare la digestione lenta di Kapha è consigliato bere ogni mezz’ora un sorso di acqua calda, precedentemente bollita con due o tre rondelle di zenzero.
Slesaka Kapha (che unisce) ha sede a livello delle giunzioni intercellulari e delle articolazioni. Slesaka lubrifica le articolazioni del corpo e ne facilita i movimenti. L’aggravamento produce indebolimento, gonfiore o liquido alle articolazioni. Slesaka Kapha è responsabile della cooperazione immunologia tra le cellule e della produzione di interferone e del liquido sinoviale.