Recensione

 

L'Arte dei Colori di  Vincenzo Del Duca

 

Pittore autodidatta,. Interessante ammirare le sue opere e il suo modo di fare pittura. La non facile tecnica e uso del pastello dà vita ad intense cromie, grazie ad infiniti accostati tratti. I paesaggi evocano qualcosa di E.Mung, un tratto orizzontale verticale movimento e stasi, una sua passione. Un vento di colori tesse, diventa,completa. Temperamento e spontanea analisi artistica il “grido” di Del Duca sembra raccontarci la favola del tempo e dell’Arte che si ricrea. Raf Ianzano

 

IL SEGNO DI VINCENZO DEL DUCA CHE DOMINA PANORAMI E MITIZZAZIONI.

Disegnata con la luce di linee ancestrale memoria ogni tavola di Vincenzo del Duca è colma di significati, indicazioni concettuali, numerose ragioni per raccontare gli "stati d'animo", le sensazioni si trasformano in evocazioni (vedasi l'Attesa); il territorio iconograficamente è una mappa con elementi significativi (ecco L'albero che indica il Sud e ha le foglie come criniera); i sentimenti si codificano come ne "Il rincorrere il vento"; svetta un campanile romantico ed aggrega intorno la natura striata dalla luce del sole; la linea sottile di un corpo di donna galleggia sul mare accarezzando le onde che sfilano nello spartiacque creato dalla dolce linea femminile.     Il colore fa da corredo al viluppo delle sensazioni  create dal segno grafico, mentre i contenuti strumentalizzano la formula coscenziale per renderla più prorompente e invadente. Sono "momenti" di vita che trovano nella significazione pittorica gli elementi che da un arcaismo spirituale giungono al dinamismo futurista e all'impasto informale di quell'"Arte concreta"che non nega del tutto la figura ma la emblemizza. Osservandola attentamente la pittura di Vincenzo Del Duca non si ferma al "segno"(ancorchè dominante) in quanto contiene il senso "cinetico" del vivo e del tragico, del misterioso e del mitico, del realistico e condizionato, come un elegante "ex voto" che conserva memoria, sentimento, motivazione di gratitudine. Viene da lontano la sua arte, che si completa nel tempo, sfiora movimenti succedentisi, vince lo spazio e conserva un romantico afflato sia nelle figure che nel contesto ambientale; sfiora o completa il modo di rappresentare oltre i canoni della pittura medesima e vi trova condizione e costruzione. 

Prof. Antonio CAGGIANO

 

     Tratti marcati, segni decisi, armonia e forza espressive sono gli elementi peculiari dell’opera di Vincenzo Del Duca. Autore legato all’immagine ed al suo carico di emotività appare attento e rigoroso nell’equilibrare i differenti elementi che concorrono alla composizione dei suoi lavori. Scevro da fronzoli pedanti e ridondanti ricorda nella ricerca più recente elementi marcatamente espressionisti mediati ad un particolarissimo gusto ed una forte personalità nelle scelte cromatiche. Tralascia, a tratti, con grazia e sapienza la ricerca della descrizione oggettiva del soggetto per concentrarsi, piuttosto, sul reale vigore narrativo del segno. Sorprendente ed accorto nell’uso del colore immagina e gioca con contrasti, anche forti, sostenuti da un percorso tecnico in continuo divenire.Ecco dunque, grazie all’utilizzo di linee curve, di brevi tratteggi e di misurati tocchi di colore, delinearsi opere nelle quali l’elemento espressivo è ben coniugato con la capacità di attrarre ed ammaliare lo sguardo, una sorta di costruzione concentrica dell’opera che viene spezzata dall’utilizzo di nette linee di demarcazione, contorni che, ben misurati, raccontano elegantemente di soggetti quanto meno eterogenei. Un “Paesaggio del sud”, con i suoi colori caldi e le sue atmosfere avvolgenti e magnetiche si affianca a lavori nei quali la carica simbolica è forte almeno quanto il sentimento che ne emerge (è il caso de “L’attesa”).Coesistono nell’autore urgenze estetiche e comunicative, purezza d’intenti e chiarezza di dialogo con lo spettatore. Si potrebbe parlare per il lavoro di Del Duca di una ricerca di semplicità, apparente, di ordine, reale, e di nitore dell’insieme. Non è, infatti, infrequente scoprirsi, osservando questi lavori, a provare una sensazione di appagamento e di chiarezza… una sorta di soddisfazione per una semplicità di lettura, anche quando la composizione si fa più complessa, che permette tanto al fruitore più avvezzo al ragionamento, quanto all’osservatore distratto, di provare quel senso di compiacimento dovuto alla comprensione. Come però è evidente ad una analisi accurata ogni opera ha differenti stadi di lettura, in ogni quadro coesistono diverse anime. Non si pensi, per tanto, che Vincenzo Del Duca sia semplicemente votato alla ricerca di un’estetica semplice e dai toni pacati, in grado di soddisfare un po’ tutti e di volgere a suo favore, furbescamente, la semplicità. Del Duca tende ad instaurare con chi vuole realmente “vedere” le sue opere un rapporto più profondo, più attento a quegli aspetti della percezione vicini alle corde del sentimento, alle passioni, alla reale essenza delle cose e delle persone. Si tratta, sovente, di una sensazione inattesa, indecifrabile ma forte e coinvolgente, un risveglio di ataviche e sopite passioni riportate ala luce con garbo dall’autore.Sergio Innocenti

 

Vincenzo Del Ducaè artista che predilige rappresentare i moti dell'animo umano attraverso la descrizione di una natura permeata d'intensità tragica. Il Del Duca è abile nel descrivere i tumulti delle emozioni e dei sentimenti più profondi e veri, che rendono unica la nostra vita e ci inducono a rapportarci ad essa con impeto riflessivo e lo fa  "umanizzando" per così dire il paesaggio, gli elementi naturali, rendendoli cioè vivi e carichi emotivamente.Questo moto interiore ha in Del Duca una forte influenza sull'intero processo creativo, che si realizza proprio attraverso un'intensa e personalissima reinterpretazione pittorica della realtà, con particolare predilezione per l'elemento naturale e paesaggistico che acquista una valenza simbolica forte e densa di rimandi psicologici. Opere come "Vortice" rappresentano al meglio la sintesi estrema di questa singolare "poetica" pittorica: il dipinto, suddiviso in tre intensi piani di rappresentazione spaziale, esprime concettualmente il complesso universo emotivo che caratterizza la vita dell'uomo, protesa tra passato, presente e futuro in un vero e proprio "vortice" emozionale, che l'artista rappresenta con una marca stilistica originale ed animata, basata su linee concentriche sottoposte a forze centripete in contrapposizione a  tratti che al contrario sembrano trascinati via da un vento cosmico, che li solleva attraverso abili giochi di movimenti centrifughi. Così, la vita e la sua evoluzione psico-emotiva, vengono intensamente rappresentate nei dipinti di Vincenzo Del Duca, attraverso una tavolozza calda e mediterranea. L'attaccamento per la terra del Cilento, con le sue dolci, assolate colline degradanti verso il mare, permea numerose opere come lo splendido dipinto ad olio " Alba rossa" o "Paesaggio del sud", rievocando una dimensione di universale, primigenia conciliazione con il mare e la terra, in forza di un legame arcaico, dal sapore forte che ha del mitico e religioso insieme. Una natura, la cui forza ed energia ha ispirato l'artista a tal punto da consegnarli la volontà di trascendere dal dato oggettivo della rappresentazione figurativa. Così la pittura del Del Duca rivela un incisivo potere simbolico, e si fa arte del sentire, del percepire attraverso i sensi, i moti dell'animo umano.Mutuando il concetto di volontà come cieco ed irresistibile impeto che tanto fu caro al filosofo Schopenauer, il Del Duca rappresenta con le sue opere proprio quell'impulso irrazionale e viscerale che sembra regnare in tutti gli esseri viventi e lo racconta, dipingendolo attraverso il forte e caotico dinamismo delle forme e il vivace cromatismo, spesso anche attraverso commistioni di tecniche ed esiti di tipo materico. L'arte di Vincenzo Del Duca è dunque arte della volontà, di una volontà irrazionale e cieca che difende il senso della vita, al di là e al di sopra di ogni accadimento; volontà immanente nella natura, segno della forza e dell'energia che spinge l'uomo a desiderare, agire, lottare, soffrire; situata fuori dallo spazio e dal tempo, in un "caos vitale" che rigenera e si rigenera, giorno, dopo giorno…Katia Girini

 

Le operepittoriche dell'Artista Vincenzo Del Duca……Aria acqua terra fuoco sono gli elementi primigeni di cui tutte le cose e gli esseri viventi, a sentire gli antichi, sono stati fatti. Potrebbero essere anche, più semplicemente, le voci del dizionario essenziale di un solitario custode di greggi, che ha fatto la scelta di vivere i suoi giorni tra impervi altipiani e profonde forre, con il leggero bagaglio di una scatola di colori.Gli alberi, sotto il suo sguardo incantato, disvelano fattezze umane; messi vorticose sferzate dal vento acquistano il guizzo di mostri immaginari; il cielo funge spesso da specchio fedele degli incubi che la notte non risparmia. All'improvviso, tra quei boschi scuri fa capolino uno spicchio di mare, e l'odore lontano di salmastro emana lieve dalla tela. Espressionismo, vorticismo, arte naif: non applicate, vi prego etichette preconfezionate su questa pittura, magari nel lodevole intento di nobilitarla. Una pittura così intensa, così personale, così impregnata dell'anima di chi dipinge e di chi è dipinto, non ha bisogno di etichette né di didascalie.Sfiorate, se vi è consentito, la superficie di questi lavori, apprezzate la consistenza del colore applicato a piccole pennellate, e rimodellato poi da una punta sottile che, come un aratro, scava solchi paralleli dove i pigmenti sono sepolti e rivoltati, quali semi che germineranno una vita del tutto nuova.Cambiate punto di vista, spostandovi piano di lato o all'indietro, e vi appariranno immagini impreviste e imprevedibili, perché così è il reale, sempre diverso a seconda da dove lo guardate, a seconda dell'ora in cui lo guardate. Fermatevi un attimo davanti a "la donna e il mare", affondate lo sguardo in quel cielo così vivo, salite sugli scogli pietrosi per tuffarvi nell'acqua turbolenta. Questo dipinto è così concreto, così intriso di materia che non vi turberete quando, ad un certo punto, vedrete la linea della costa trasformarsi nella sinuosa figura di un corpo femminile disteso. Sarà come assistere alla nascita per metamorfosi di una nuova creatura, non ancora umana, non più terrigna. Lasciatevi rapire un poco dalle visioni del nostro, finchè il mondo esterno non si dissolva ancora una volta nei suoi elementi costitutivi, aria acqua terra fuoco………….          Claudio DV

 

 

MEDITERRANEE APPARENZE

DI UNA NATURA ELOQUENTE E SILENZIOSA

Reminiscenze munchiane scandiscono la produzione pittorica di Vincenzo Del Duca, che nel moto perpetuo del segno racconta se stesso, le sue sensazioni, i suoi pensieri. Le forme arcuate, apparentemente quiete, arginano un temperamento vulcanico dalla fervida introspezione psicologica. I paesaggi umanizzati di Vincenzo si presentano come una Natura sconvolta dalla tempesta interiore dell’essere e, al tempo stesso, vivificata da un palpito emozionale di straordinaria bellezza.

Le tele di Vincenzo Del Duca divengono il grande teatro delle emozioni, il cui palcoscenico ideale trova un perfetto equilibrio tra fantasia e realtà. Le opere dell’Autore rievocano la cultura mediterranea attraverso l’abile impiego cromatico, nel quale si scorge il caldo respiro solare che con una luce abbagliante s’imprime nel segno, morbido e vellutato, suggerito da una fluente pennellata di sapore espressionista.

Protagonista della sua pittura è tuttavia il racconto, dove la narrazione della Natura diventa storia universale di colori e simboli. Sabrina Falzone

Pittura meritevole di attenzione in quanto la lirica espressione dei contenuti plastici e formali ben si inseriscono nella contemporaneità, distaccandosi dalle numerose proposte cui il panorama Artistico letteralmente è inflazionato: “un silente messaggio interiore avvolge l’intimistica espressione della sua tavolozza, ricca di vibranti riflessi che emergono e danno vita a numerose sensazioni interiori. La sintesi compositiva è verosimilmente descritta con una padronanza della sua tecnica: una delicata stesura tonale che dona all’opera quel phatos personale che racchiude mille fantastiche emozioni!!” F. Chetta
Cromature dense accompagnano la sua stesura, ricca di elementi surreali che determinano la rivelazione interiore del suo paesaggio. Un’artista che ama sottolineare la metamorfosi del suo sogno cromatico, colpito dalla luce e dalle armonie intriganti della sua evocazione visiva.M. Belgiovine

 

SOGNARE A COLORI

Sicuramente Vincenzo Del Duca sogna a colori e lo fa anche nel suo mestiere di pittore, ogni volta che ha tra le mani la tavolozza ricolma di pigmento e quella frenesia creativa, che viene da dentro e che trascina il suo gesto in vortici e sferzate di colore. Per Vincenzo Del Duca un paesaggio non è mai solo una finestra sulla natura aperta dall’artista, ma immagine di se stesso, dell’uomo immerso nel mondo, trasportato nel cielo, fra le fronde degli alberi, nei boschi che mutano vestito alle foglie in ogni stagione. Ecco perché, osservando i suoi dipinti, li sentiamo subito nostri: quei tetti rossi sono la casa dove vorremmo vivere, le distese verdeggianti sono il prato che sempre avremmo voluto percorrere, spensierati, innocenti, liberi. Dalle pitture di Del Duca emerge proprio questo: una fantasia primordiale e felice, naif si usa dire, ma con un tocco in più, di diverso, un fondo di inquietudine consapevole per la bellezza del mondo effimera e volubile, che dobbiamo inseguire, proteggere, toccare, entrando a far parte di quel vortice di luce e colore che disegna lo spazio, che rende eterno il tempo. Questo raccontano le sue pennellate rapide, a volte frenetiche, il suo segno inconfondibile e vibrante che cattura il momento e un’idea immortale del bello. (Guido Folco)

 

L’arte autentica di Vincenzo Del Duca

 

Paesaggi riscoperti e reinterpretati attraverso un intenso impeto segnico e una sorprendentemente vivace tavolozza cromatica.

Così, Vincenzo Del Duca concepisce e realizza opere di piacevolissima ed originale composizione iconografica.

Al centro della poetica di Del Duca, in qualità di musa ispiratrice e di privilegiato soggetto da ritrarre e “scomporre” nella sua quintessenza originaria e archetipica c’è la natura ed il suo arcaico potere simbolico e magico.

Emblema della vita stessa che appare perlopiù scandita da un tempo interiore capace di mutare finanche la realtà stessa di uno spazio, di un luogo.

La natura è ciò a cui Vincenzo Del Duca dedica la sua arte, capace di prendere forma e di “tingersi” di palpitanti colori filtrati dalla mente di volta, in volta, in un processo di generazione di senso che procede per evocazioni e richiami spesso autentici desunti dalla realtà dei luoghi rappresentati.

In questo modo i paesaggi di Del Duca sono luoghi che si trasformano in spazi emblematici di lontana memoria, a cui alludere di essere stati o sognare di voler ritornare.

Un viaggio dentro e fuori dal sé, in cui l’artista rievoca intensamente la propria esperienza ed il proprio vissuto e riesce magistralmente a trasferirla sulla tela, dopo un tormentato processo di ricodifica e di rivisitazione della realtà da raffigurare, che nasce certamente dal profondo, dall’inconscio dell’artista e che si alimenta di un’innata e superba arte dell’introspezione, in grado di filtrare ogni accadimento e ogni cosa e di “magnificarla” in virtù di un processo di continua elaborazione e analisi interiore, che rappresenta l’anima profondamente meditativa e trasformatrice della realtà dell’artista.

Così, il paesaggio delle aspre e volitive colline del Cilento di infantile e adolescenziale memoria diventa una serie concentrica di spazi delimitati che ricordano le acerbe venature di un tronco d’ulivo, cui l’artista offre una complessa rappresentazione attraverso una tessitura compositiva e cromatica propria ed originalissima, fino a raggiungere esiti antifigurativi di apprezzabile unicità e valore espressivo.

Quasi a voler rappresentare un “non luogo”, Vincenzo Del Duca reinterpreta il reale ed i suoi elementi secondo processi scompositivi di matrice espressionistica che originano differenti livelli di significazione e di possibile lettura dell’opera.

La pittura di Vincenzo Del Duca esprime dunque una carica emotiva di cui l’artista ravvisa e conosce tutte le potenzialità espressive e le fa sue, padroneggiandole sin dai primi segni sulla tela, quasi a voler “incidere” lo spazio attraverso gesti segnici che talvolta delimitano e tal altra sembrano, al contrario, voler espandere la superficie pittorica ben aldilà e al di fuori della finitezza e compiutezza del quadro.

Un vero e proprio “caos” di primigenie emozioni che trapela in ogni opera e la rende sorprendentemente “vera” ed al contempo “fuori dal tempo” e dal determinismo della rappresentazione oggettiva del reale.

Il figurativo è pertanto rivisto in chiave simbolica ed espressionista, secondo una tecnica altamente caratterizzante.

Le opere di Vincenzo Del Duca sono quindi sempre estremamente riconoscibili, perché intimamente legate, connesse all’artista e al suo vissuto emotivo.

Occhi esperti e meno esperti riescono così immediatamente ad attribuirne l’autore, segno questo di una coerenza stilistica eccelsa.

Questa è da sempre una caratteristica che solo i veri artisti possiedono e di cui Vincenzo Del Duca può fregiarsi di possedere. Capaci cioè di essere riconosciuti ed apprezzati oltre ogni critica, anche attraverso cambiamenti di stile e di gusto, perché la loro arte è per l’appunto innanzitutto autentica.Katia Girini

 

“Raggio di sole” Tecnica mista

Li chiamano “Chiaristi”: sono pittori milanesi che, negli anni Trenta, riconquistano una scioltezza di tratto di ispirazione post-impressionista e cromie libere da sovrastrutture chiaroscurali, limpide e pure. Anche Vincenzo Del Duca possiede una tavolozza acquosa e trasparente,leggera e ventosa, da cui spirano aliti di rinnovamento figurativo. Primitivismo e innovazione: Vincenzo Del Duca convince per fantasia e idea. Guido Folco   

 

L’emozione della luce

E’ il sole del Cilento che riscalda ed anima dipinti di Vincenzo Del Duca, del resto chi ha una tale sensibilità pittorica e ha vissuto la calda terra meridionale non può non trasferirne le avvolgenti sensazioni sulla tela. Il supporto è percorso da un segno marcato che evidenzia, come piombo di una vetrata, le varie tessere di colore, il quale si presta  a cangiantismi e trasparenze. Davanti a opere come “Vortice”, in cui il nero segna il turbinio del cielo donando profondità alla composizione e l’energia si espande trasferendosi negli alberi dalle chiome lussureggianti, ci sembra quasi d’ammirare un’opera xilografica, invece è tutto realizzato tramite il sapiente uso della pittura. Parimenti in dipinti quali “Paesaggio del sud”, Del Duca, crea una composizione a volo d’uccello dove è ancora la calda atmosfera salernitana, con le frastagliate coste tirreniche e le poetiche insenature, a riscaldarci lo sguardo e a donarci una sensazione mista a dolce abbandono e fermento dovuto alla forza degli elementi. La tela è interamente cosparsa di piccoli tratti ognuno di colori differenti, quasi un ritorno al divisionismo. Veri e propri filamenti di materia che costituiscono la trama e l’ordito di un prezioso tessuto. La stessa sensazione si ricrea nella “Casa dell’operaio”, di qualche anno più tardi, in cui ritroviamo lo stesso soggetto ma affrontato con maggiore enfasi ed energia: le coste scoscese, sulle quali sono arroccate piccole costruzioni, affondano nel mare e il cielo è sconvolto da una forte tempesta di vento. Tra gli elementi caratterizzanti dell’opera dell’artista troviamo l’albero, componente simbolico della sua pittura, emblema della vita, nonché allegoria delle radici familiari ed emozionali. Queste affondano nel terreno e percorrono l’intero dipinto, traendo proprio dall’humus della terra il nutrimento necessario per crescere e rendersi più forti di fronte alle intemperie e alle stagioni della vita. Tra i sui ultimi dipinti notiamo in atteggiamento diverso, i colori accesi e vivaci si affievoliscono lasciando spazio quasi a monocromi, dove comunque si percepiscono i piccoli tratti, ma dove ancora le coste del Vallo di Diano sono ritratte con amore e nostalgia e un timido raggio di sole accarezza i declivi brulli e solitari.

(Dott.ssa Teresa Francesca Giffone)

 

 

Lo scrigno (olio su cartoncino 84x60

Nella semplicità del paesaggio, di una natura resa come tutti la sognamo, bella e pura, Vincenzo Del Duca ci mostra tutta la poesia di cui è capace la pittura, che rende un’immagine comune come un canto all’eternità del creato. Vincenzo Del Duca indaga il paesaggio come si trattasse di una presenza sacrale e intoccabile. Il termine “scrigno” è usato non a caso, come elemento evocativo di una natura materna, protettiva, primordiale che asseconda l’uomo, lo protegge fra mura di alberi e colline preservando il tesoro della vita. L’uomo farà altrettanto? (Guido Folco)

 

LA casa dell'operaio ( olio su masonite 60x80)

Vincenzo Del Duca, pittore di autoformazione, sensibile alla forma ed al colore, realizza opere di vibrante

espressionismo. Il "furor" artistico si manifesta nella dinamica e nell'incisività del segno, nella gestualità che

espande le forme quasi

oltre le anguste delimitazioni del campo pittorico. Pur privilegiando le soluzioni iconiche, lo stile dell'Artista verte ad

una sintesi che spinge le soluzioni verso effetti al limite dell'informale, senza sconfinare oltre il leggibile.

Prevale il naturalismo, ma spesso Del Duca introduce argomenti umani e sociali. Lopera "La casa dell'operaio" riflette i

sentimenti dell'autore e l'attenzione ai turbamenti e alle problematiche che agitano le umane percezioni interiori

(Enzo Papa)

 

La pittura come sogno e rifugio dell’anima

Nella poetica di Vincenzo Del Duca prevale un lirismo incantato al cospetto della natura, assoluta protagonista dei

suoi dipinti. I continui e susseguenti piani prospettici delle composizioni, accentuati dai tonalismi modulati, creano

non soltanto profondità di spazio, ma anche una simbolica visione del mondo, da scoprire, indagare, percorrere con la mente e con lo sguardo, fino a ritrovare se stessi. Del Duca è pittore intimista e gioioso, rasserenante e profondo nel raccontare sensazioni vissute, nel regalarci la sua interpretazione dell’esistenza. Un filare di alberi protegge un paese in lontananza, nuvole si addensano nella gola stretta tra i monti… metafora della vita che non hanno bisogno di parole, perché l’arte e la pitura spiegano e svelano molto dell’autore, come in una rivelazione, in un’epifania ell’Uomo (Guido Folco)

 

Alcune opere sono disponibili presso la gallerie d’Arte:“Saletta Celeghini”, via Valobra, 141 – Carmagnola (TO)


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