| ANDREA
TESTO SCRITTO DA LUIGIA MANZO CLASSE 2^C - ITG VANVITELLI DI CAVA
Un giorno Andrea vide i genitori litigare, così per la rabbia prese la sua bici e cominciò a correre per le strade della città. Era un ragazzo molto sensibile dagli occhi castani e quel fatto l'aveva colpito nel profondo del suo cuore come una fucilata.
Ad un tratto decise di andare in un vicolo a senso unico;mentre correva, si vide una macchina venirgli addosso, così per schivarla fece un movimento sbagliato cadendo dalla bici riportando una frattura alla gamba. Subito l'autista,che aveva assistito alla scena,lo portò in ospededale facendo avvisare la famiglia. Quella mattina l'ospedale era molto affollato: c'era un andirivieni di autombulanze che con le loro sirene erano le uniche a farsi sentire.Invece le persone arrivavano con gli occhi tesi, senza parlare,con l'unica intenzione di trovare il reparto in cui era ricoverato un loro caro. In poco tempo arrivarono i genitori e alcuni dei suoi amici ,che mostravano sul volto i segni della preoccupazione.
Il litigio tra i genitori,quel giorno, era stato veramente forte: era scaturito dal fatto che la moglie rimproverava il marito di non passare troppo tempo in famiglia e di trascurare anche il figlio.In effetti la coppia stava per dividersi;Andrea,così, essendo molto fragile,decise di scappare facendosi prendere dalla sua emotività.Lui era stato cresciuto dalla nonna per il semplice motivo che i genitori, per alcuni anni,erano stati lontani dalla città per motivi di lavoro.Era cresciuto,quindi, senza l'affetto vero che solamente i genitori possono dare.
I genitori ,rendendosi conto della loro colpevolezza, capirono e accusarono il colpo : - E' meglio -disse la mamma-che non discutiamo più per queste cose inutili, per noi stessi ma soprattutto per il bene di Andrea. - Hai ragione , mi dispiace tanto e cercherò di cambiare.
FURIUS DI MEMOLI CARLO 2^A ITG VANVITELLI DI CAVA
Marco era un anziano signore di 74 anni di Cava de' Tirreni, una città in provincia di Salerno.Anche se non sembrava dela sua età, era un uomo pimpante che amava andare a ballare e a fare passeggiate per ore intere della giornata insieme al suo cane Furius, un bassotto tutto bianco con una macchia marroncina sull'occhio destro.
Marco era molto affezionato al suo cane , perciò non lo lasciava mai da solo.Quando andava in balera, lo lasciava in affidamento a Maria, una vicina di casa di cui si fidava molto anche se aveva un piccolo problema di vista.
Una sera l'anziana signora uscì appunto con il suo cane recandosi nella villa comunale per fare quattro passi.Incontrò delle sue amiche e, liberato il cane dal guinzaglio, si mise a chiacchierare. Ad un tratto s'accorse che Furius non c'era più.Subito si agitò ed entrò in panico : con molta preoccupazione iniziò a cercarlo insieme alla sua amica.Fortunatamente fu avvistato : stava inseguendo un gatto nero. Per raggiungerlo si buttò in strada inconsapevole dei rischi che poteva subire.Una macchina lo investì.L'autista e Maria subito decisero di portarlo da un veterinario.
Dopo un pò , Maria avisò Marco in quanto si era resa necessaria una piccola operazione alla zampa posteriore destra.
Marco, arrivato lì, senza rendersi conto della dinamica dei fatti cominciò a rimproverare Maria e l'autista.Non senbrava capire più niente e , dopo una lunga discussione, decise di querelare l'uomo per la mancata attenzione nella guida.
-E' stata tutta colpa mia,lui non poteva fare niente-spiegava la signora cercando di difendere l'autista . Ma Marco si dimostrò testardo e non volle saperne di nulla.
Dopo qualche mese si rividero in tribunale e Marco fece notare al giudice il danno che l'autista aveva recato al povero animale: era vero che il suo cane aveva attraversato velocemente la strada ma era altrettanto vero che la velocità dell'autista era sostenuta in un centro abitato.Il giudice deliberò dichiarando colpevole l'uomo che fu costretto a ripagare Marco con una somma in denaro.
OPERAZIONE RANA
DI SORRENTINO LUIGI 2C ITG VANVITELLI
Quell'anno ci fu un'estate da favola, calda e fresca allo stesso tempo, giorni sereni e senza pioggia, insomma un' estate da favola che portò all'avventura i nostri due protagonisti. Sandro e Nicola sono due ragazzi di undici anni e fisicamente l'uno l'opposto dell'altro. Sandro : grassottello, capelli neri , basso e nonostante tutto un'agilità innata .Nicola , invece, è magrolino,capelli neri occhi chiari , alto e con una grande intelligenza . I due fin da piccoli sono vissuti insieme trascorrendo ogni giorno giù allo stagno che era poco lontano dalle loro case in una campagna a venti chilometri da Londra.
Un giorno, mentre i due coetanei stavano giocando a riva dello stagno, videro tornare due uomini con dei sacchi pieni di rane. Sandro e Nicola rimasero stupiti perché non avevano mai viste tante rane messe insieme , e allora volevano informarsi come prenderle perché a loro piaceva molto pescarle.
-Scusi - disse Nicola - ci potete dire come avete fatto a prenderle tutte queste rane? -Si - risposero -le abbiamo prese lì , dove c'è quel cespuglio di canne di bambù. -Ce ne sono molte? -fece Sandro incuriosito . -Sì ,ma… non è cosa per voi. Pensate a divertirvi voi!
I due uomini si allontanarono. Nicola e Sandro avevano una gran voglia di prendere tutte quelle rane che stavano lì, ma purtroppo si era fatta ora di cena e dovevano ritirarsi, e poi a loro non era nemmeno permesso di andare lì. Dopo un po' di riflessione si organizzarono per una spedizione notturna: -Sarebbe bello andare lì - disse Nicola. -Ma i nostri genitori non ce lo permetteranno mai -rispose Sandro. -Ma chi lo ha detto che glielo dobbiamo dire? -Non capisco .Cosa vuoi fare ? - continuò Sandro. -Senti,ora ti spiego il mio piano :stasera dopo cena andiamo a letto e verso un certo orario vieni da me e andiamo in quello stagno. Ok . Sandro aveva un po' paura ad andarci ma dopo un po' di esitazione accettò e disse : -Ci vediamo verso mezzanotte.
Dopo cena i due ragazzi andarono a letto e ...
Verso mezzanotte nelle due case regnava il silenzio. Sandro silenziosamente scese dal letto e si avviò verso la casa di Nicola. -Ohi, finalmente sei arrivato- disse Nicola. -Scusa , mi ero appisolato. -Su ora andiamo.
Era la più bella notte che si fosse mai vista in tutta l'estate: il cielo era tappezzato di stelle, una più luminosa dell'altra, a fare luce c'era una luna piena che illuminava tutto e si sentiva solo il verso di un gufo. I due senza alcun timore si avventurarono per la strada che portava verso il lago . -Ecco il cespuglio - disse Nicola -finalmente siamo arrivati !!! -Sì!Sì! Che bello! - faceva Sandro molto eccitato. Sandro e Nicola subito si avventurarono nel lago sguazzando qua e là ,e si misero alla ricerca di rane : -Guarda ne ho trovata una !Guarda com' è grossa!! - E tu guarda questa. I due si divertivano molto.
Sandro poi, preso dall'entusiasmo,cominciò ad allontanarsi senza accorgersene: stava andando a largo dimenticandosi che lui non sapeva nuotare . All'improvviso, mentre stava per acchiappare una rana, Sandro cominciò a non tenerci più piedi. Agitandosi nell' acqua ,subito chiese aiuto a Nicola, che prontamente prese una canna di bambù allungandola a Sandro. Quest'ultimo non ce la faceva perché era preso dal panico, ma Nicola ,facendolo calmare, gli disse :
-Calma !! !Non ti agitare ! - Come faccio a stare calmo !Non vedi … sto per affondare !Vedi di fare qualcosa e sbrigati!! -Stammi ad ascoltare - urlò Nicola a squarciagola- stendi le braccia e le gambe cercando di distenderti sull'acqua e non ti agitare… muoviti se non vuoi affogare! - Ok , così va bene ? - Ora devi cercare di agitare leggermente le mani e i piedi e cerca di venire a riva , mi raccomando non ti farti prendere dalla paura e stai calmo… Dopo molti sforzi Sandro ,grazie all'aiuto di Nicola, riuscì a sfuggire ad un annegamento sicuro. Sandro scoppiò in un pianto a causa dello spavento subito. In seguito, dopo essersi calmati ,si avviarono verso la strada di casa bagnati e sporchi con una grande paura da parte di Sandro e una quasi gioia da parte dei due.
Molto tempo prima a casa dei genitori di Sandro e Nicola…
La madre di Sandro nel letto cominciò ad agitarsi .All' improvviso si svegliò perché aveva fatto un brutto sogno sul figlio. Si alzò per andare in bagno e passò per la camera di suo figlio. Volendogli sistemare le coperte , si accorse della sua mancanza . Subito andò a svegliare suo marito che ,alle parole della moglie, accorse nella camera del figlio per vedere se aveva lasciato qualche indizio ma non trovò niente . Il padre di Sandro decise così di avvisare anche i vicini e controllare se anche il loro figlio stava lì ,ma scoprì che era successa la stessa cosa. Le due famiglie scesero giù per vedere se stavano lì ma purtroppo non c'erano. Il padre decise di andare sul lago per vedere se erano andati lì. I quattro si avviarono, ma all'improvviso riuscirono a vedere due ombre avvicinarsi e, dopo essersi avvicinati, scoprirono che erano i loro figli tutti sudici e sporchi. Inizialmente scamparono alla ramanzina da parte dei genitori , ma il giorno dopo da parte delle mamme ebbero una bella punizione: niente uscite sul lago per una settimana e faccende domestiche a tempo pieno.
SORRENTINO LUIGI |