B.
B.P. ci ricorda che le ore più felici del campo sono quelle della sera, tutti assieme attorno al fuoco. Ecco perciò l’importanza di saper riempire la cassa di espressione per trasformare le serate in momenti indimenticabili pieni di fantasia, impegno e buon umore. Notate la differenza tra una scenetta preparata con attenzione, curando anche e soprattutto i costumi e le scene, rispetto ad una normale rappresentazione… magari di una barzelletta sui matti! Per fare un altro esempio, durante la gara di cucina un piatto anche non perfettamente preparato può rivelarsi uno strepitoso successo se accompagnato da una presentazione degna di questo nome, che faccia già pregustare la delizia della pietanza prima ancora di averla assaggiata. Comunque può risultare molto utile sapere come cavarsela e, con un po’ di fantasia, creare l’opportuno contorno ad ogni cosa.
Il Materiale
L'elenco del materiale di squadriglia per le attività di espressione...
- pennarelli
- carta da pacco bianca per cartelloni
- carta crespa di vari colori
- spille da balia
- scotch, puntatrice, forbici, colla…
- quaderno di squadriglia
- matite, gomma, biro, ecc....
- trousse da trucco o colori a dita, alcune palline da ping-pong, pennelli e matite da trucco
- nastri colorati
- federe e scampoli di stoffa per eventuali costumi
- cappelli, cravatta, gonna, pigiama, parrucche, finte collane (magari fatte da voi) con perline o fatte con la pasta…
- telo con anelli per preparare un eventuale sipario o per ombre cinesi
- cartoncino nero e bastoncini per spiedini da usare per creare la struttura di sagome per il teatro d’ombre
- candele e ceri (anche vecchi), vecchie latte vuote di olio o altro da
utilizzare come paralume (meglio se imbiancate all’interno)
- una calzamaglia e maglietta nera ed una maschera bianca in plastica per il mimo
- metro da sarta e necessario per cucire
- alcuni piccoli strumenti musicali: 2 kazoo, 1 armonica a bocca e bacchette da batteria, borghi, tamburello, maracas… Inutile ricordare a chi suona la chitarra che va sempre portata ed usata!
TRUCCHI
categorie di costumi: 1. un tipo romano – medioevale - rinascimentale in cui si possono sfoggiare tuniche, camicioni, mantelli, E’ bene averne di due tipi: quelli a pastello (da conservare nelle loro scatoline); quelli a tubetto da stendere con le dita. I primi sono molto utili per marcare i contorni degli occhi o per fare dei disegni particolari, mentre gli altri si usano per stendere il colore di fondo su tutta la faccia. Utile torna pure possedere del cotone idrofilo ed una confezione di crema per il viso, sia per struccarsi, che per proteggere la pelle. Tutto questo materiale dovrebbe essere conservato in un contenitore a sé stante, tipo una cassettina di quelle che si usano per il pronto soccorso.
COSTUMI
Il loro posto è sul fondo della cassa, meglio se racchiusi in buste di plastica con un’etichetta, per proteggerli dalla pioggia e per poter individuare facilmente il contenuto. Nel tempo il parco costumi si può arricchire di nuovi elementi, per cui potrebbe essere utile tenere una sorta di elenco, che oltre ad indicarci il nostro avere, può indicare le combinazioni per le quali sono stati utilizzati determinati pezzi. A grandi linee potremmo dire che ci sono tre o quattro armature… Per questo tipo può essere utile, come base, la tunica: si va dal sacco di iuta forato in alto e lateralmente per lasciare passare braccia e testa, alla vera e propria tunica cucita.
2. il tipo odierno, con vestiti più o meno attuali
3. un tipo futurista, tutto alluminio o plastica.
Per questo tipo si può usare la carta d’alluminio, la plastica, fili
elettrici, lampadine a pila…
EFFETTI SONORI
Spesso è utile un giradischi, per intervallare od aprire la rappresentazione con un canto di montagna o western, o con alcuni pezzi di musica classica e così via. La cosa migliore è però disporre di un registratore e registrare tutto in anticipo. Per i rumori, ecco alcuni trucchi da "professionisti":
- il tuono ed il temporale: scuotete una lastra di latta da un metro, oppure percuotetela con un bastone foderato di lana.
- La pioggia e la grandine: barattolo di vetro pieno di fagioli, o sassolini buttati sulla latta.
- Gli uccelli ed il fruscio degli alberi: turacciolo bagnato sfregato su di
un vetro od uno specchio.
- L’acqua del mare, le onde: travasare l’acqua da un secchio pieno ad un
vuoto, scotendola con la mano. Ricordate anche le sfumature e le applicazioni dei cori a bocca chiusa, dei piedi battuti su un tavolato di legno, e del rumore del tamburo.
ILLUMINAZIONE
L’illuminazione, nelle rappresentazioni al chiuso, avviene per mezzo di
lampade. Possono bastare delle comuni lampade da 60 watt. Queste lampade, tutte unite ad uno stesso filo, si dispongono per terra, sul limite del palcoscenico, montate entro grondaie, più o meno
raffinate, per schermarle dalla parte del pubblico. A seconda dell’effetto che volete ottenere, mettete sulle grondaie delle strisce di carta plastica trasparente (gelatine da teatro) di vario colore, rosse, azzurre, gialle, verdi. Un tecnico delle luci penserà ad accenderle e spegnerle a seconda delle scene.
Altre volte può servire un riflettore per illuminare un personaggio od un angolo della scena lasciando tutto il resto al buio. Per farlo, il modo
più semplice è quello di montare una forte lampadina in un cilindro di latta o di cartone molto lungo e stretto. Ricordate che un bellissimo numero male illuminato, non rende nulla. È sempre bene che la scena sia intensamente illuminata (e questo vale anche per i Fuochi di Bivacco!!), e che il pubblico resti al buio.
ACCESSORI
I migliori numeri di espressione scout sono quelli che non richiedono alcun oggetto sulla scena, se non gli scout stessi. Per cui è sempre meglio evitare tavoli, sedie ed oggetti disparati, limitandosi a qualche particolare che caratterizzi il luogo dove si svolge l’azione.
Ad esempio, per ambientare una scenetta di tipo messicano: posare sull’orlo del palcoscenico un poncho piegato e sopra un sombrero, o disegnare sullo sfondo il profilo di un enorme cactus spinoso.
Una scenetta alla stazione: appendere sul fondo un tabellone di orari, e piantare una bandierina rossa sul davanti.
Una scenetta per la via: in un angolo della scena un lampione.
Una scenetta sulla scuola: una lavagna nera sul fondo.
MASCHERE
In genere le maschere, siano esse di cartoncino, cartapesta o gesso,
sono degli elementi abbastanza fragili, soggetti a schiacciarsi e a
rompersi, per cui è bene che siano tenute in una sorta di "doppio fondo" che le protegga dalla pressione del contenuto della cassa.
Se questo non fosse possibile, vanno fissate con degli elastici o del cordino al coperchio della cassa. Lo stesso discorso vale per i cappelli.Effetti speciali per il fuoco Volete fare un fuoco che lasci stupiti tutti gli altri? Eccovi alcuni consigli per ottenere degli effetti speciali davvero sorprendenti... Se dovete preparare l'intrattenimento per un fuoco di bivacco è necessario che usiate tutta la vostra fantasia e le risorse di espressione che possedete. Una cosa che può contribuire alla realizzazione di un fuoco spettacolare sono gli effetti speciali.
Alcuni di questi per esempio possono essere utili per ottenere delle fiamme colorate. Per fare questo servono degli elementi chimici. Sotto trovate l'elenco di quelli che servono per ogni colore.
Per le fiamme colorate:
- Fuoco giallo:
- Nitrato di potassio
- Cloruro di sodio (sale grezzo)
- Resina
- fuoco viola:
- Cloruro di litio
- Fuoco rosso:
- Nitrato di stronzio
- Polvere di nero fumo
- Fuoco verde:
- Borace
- Nitrato di bario
- Solfato di rame
- Fuoco arancione:
- Cloruro di calcio
- Fuoco azzurro:
- Polvere di zolfo
- Fuoco bianco:
- Polvere di magnesio
La supervisione dei capi per le polveri è d’obbligo, perché gli spettacoli dei vostri fuochi serali siano scoppiettanti, ma non troppo! Per ottenere scintille - Color argento:
-P olvere di alluminio
- Color oro:
- Limatura di ferro Per ottenere dei flash:
- Verde: nitrato di potassio, acido borico, polvere di magnesio e polvere di bosco (parti in ugual peso);
- Rosso: nitrato di stronzio e polvere di magnesio (parti in ugual peso).
E al campo – direte voi- mica ci possiamo portare tutto questo!!
Se non possedete un TIR per il trasporto del materiale, cosa per altro
probabile, entra in gioco la valigetta, meglio se di quelle vecchio stampo, rigide di cartone, nella quale inserire una sezione dei materiali più gettonati, avendo cura di disporli con lo stesso criterio che nella cassa di espressione.E ora "che lo spettacolo cominci"!… Il Fuoco di Bivacco C’è una leggenda indiana che narra di come, Ragazzo Tuono, riuscì a carpire il segreto del Fuoco all’Orsa, che viveva nell’altra parte del cielo. Il suo popolo era da sempre minacciato dalla completa oscurità notturna ed egli, con un atto veramente coraggioso, riuscì a raggiungere l’Orsa e a metterla nel sacco! Donò il Fuoco al suo Popolo, gliene insegnò l’uso ed esso non ebbe più paura delle bestie feroci e della notte. Anzi ballò e cantò intorno al Fuoco!
Il Fuoco portato da Ragazzo Tuono non era la fiammella che serviva per cuocere la cacciagione; era il fuoco alto e maestoso che aveva reso la tribù un Popolo.
Quanto di questo Fuoco è giunto sino a voi, in Reparto! Ecco alcuni suggerimenti per preparare un buon Fuoco di Bivacco, e un’osservazione sugli errori che si possono fare: vi auguriamo di vivere dei Fuochi indimenticabili! Punti importanti per la preparazion del Fuoco di Bivacco
1. progettazione
- preparare sempre una scaletta con il programma della serata, in modo
da dosare bene canti, rappresentazioni, danze e giochi
- la durata complessiva della serata non dovrebbe superare le due ore
(massimo), perché dopo un poco l’attenzione tende a calare lasciando
spazio alla stanchezza e al sonno.
2. distribuzione corretta delle parti
3. preparazione dei costumi e materiali di scena
4. buona gestione dei tempi e dei ritmi
Se piove niente paura: si può organizzare una serata di gara tra una tenda e
l’altra con bans e canzoni, per esempio le squadriglie a turno devono
trovare e cantare una canzone su di un determinato tema.Alcuni errori più comuni sono:
- copiare la comicità squallida della televisione
- scegliere barzellette e/o scenette di cattivo gusto, solo perché la
"battuta grassa" fa comunque ridere
- essere approssimativi e superficiali nei giochi e nell’esecuzione dei canti La distribuzione delle parti deve essere ragionata, in
modo che tutti riescano a svolgere bene il compito loro assegnato.Nella recitazione delle scenette gli errori più comuni sono:- Sbagliare le battute (si rovina l’effetto comico)
- Bloccarsi dopo un errore (bisogna invece inventare
- Qualcosa per cavarsi dagli impicci)
- Sbagliare le "entrate in scena"
- Ssagerare la recitazione (l’esagerazione non paga mai)
- Parlare a bassa voce (gli spettatori faticano a sentire)
-volgere le spalle al pubblicoI Fuochi di Bivacco ambientati: organizzateli come se fossero un avera "festa del tempo"Ad esempio:Far West: saloon con bottiglie con la scritta "Whiskey, sfide all’O.K.Corral (una pallina di carta in tasca, un tot di passi e chi colpisce prima l’avversario), canti alla "O Susanna", vecchietto del West che racconta di carovane, soldati blu e grigi che narrano la guerra di secessione….Indiani: Pow-Wow con pipa della pace, danze della pioggia e del sole, prove di resistenza e di abilità, cerimonia di consegna della piuma da guerriero, bans indianiMago Merlino: costruire una spada nella roccia, tornei di ccavalieri (scalpo a cavallo, giostra del saracino, con il cavaliere bendato che deve colpire un bersaglio, guidato dalla voce del cavallo), filastrocche di formule magiche…Mafeking: rappresentare i bastioni della città, razioni di assidio da
distribuire durante il Fuoco di Bivacco, ricezione di messaggi Morse
luminosi, racconti di ambientazione africana, giochi di decifrazione di
messaggi, bans africani, danze di guerra Zulù.Set cinematografico: costruire cineprese, megafoni per regitri, ciak… rappresentare sets di vari films, con gli attori che litigano tra loro e con il regista, canzoni di films famosi, giochi "a torte in faccia" e simili, assegnazione degli Oscar (per l’esploratore/guida più imbranato/a, per il/la più veloce…).
Montare un fuoco da Campo - Lo spazio adatto al fuoco serale è una spianata leggermente concava, possibilmente con il fondo non troppo terroso: si evita così di alzare un polverone tremendo ogni volta che ci si alza in piedi tutti assieme per fare una danza o un gioco.
- Il braciere (o più volgarmente lo spazio dove si accende il fuoco vero e proprio), deve essere messo al centro, in un posto dove il vento soffi parallelo agli spettatori: il fumo così non dovrebbe dare fastidio. Se il reparto è molto numeroso, si possono mettere due braceri, ai lati dell’anfiteatro.
- Per sedersi, il modo migliore è quello di stare per terra su di un poncho. Se si vogliono costruire dei sedili, devono essere comodi.
- Può essere molto utile prevedere un fondale da usare come scenario. Dovrebbe essere composto di due o tre elementi, di cui uno centrale
costruito da un telo bianco utilizzabile per le ombre cinesi.
- È importante che la legna per il fuoco sia abbondante e conservata
in un posto dove non Se piove niente paura: si può organizzare una serata di gara tra una tenda e l’altra con bans e canzoni, per esempio le squadriglie a turno devono trovare e cantare una canzone su di un determinato tema.Alcuni errori più comuni sono:
- Copiare la comicità squallida della televisione
- Scegliere barzellette e/o scenette di cattivo gusto, solo perché la
"battuta grassa" fa comunque ridere
- essere approssimativi e superficiali nei giochi e nell’esecuzione dei canti La distribuzione delle parti deve essere ragionata, in modo che tutti riescano a svolgere bene il compito loro assegnato. Nella recitazione delle scenette gli errori più comuni sono:
- Sbagliare le battute (si rovina l’effetto comico)
- Bloccarsi dopo un errore (bisogna invece inventare
qualcosa per cavarsi dagli impicci)
- Sbagliare le "entrate in scena"
- Esagerare la recitazione (l’esagerazione non paga mai)
- Parlare a bassa voce (gli spettatori faticano a sentire)
- Volgere le spalle al pubblicoI Fuochi di Bivacco ambientati: organizzateli come se fossero un
avera "festa del tempo"Ad esempio:Far West: saloon con bottiglie con la scritta "Whiskey, sfide all’O.K.Corral
(una pallina di carta in tasca, un tot di passi e chi colpisce prima
l’avversario), canti alla "O Susanna", vecchietto del West che racconta di carovane, soldati blu e grigi che narrano la guerra di secessione….Indiani: Pow - Wow con pipa della pace, danze della pioggia e del sole, prove di resistenza e di abilità, cerimonia di consegna della piuma da guerriero, bans indianiMago Merlino: costruire una spada nella roccia, tornei di ccavalieri (scalpo a cavallo, giostra del saracino, con il cavaliere bendato che deve colpire un bersaglio, guidato dalla voce del cavallo), filastrocche di formule magiche…Mafeking: rappresentare i bastioni della città, razioni di assidio da
distribuire durante il Fuoco di Bivacco, ricezione di messaggi Morse
luminosi, racconti di ambientazione africana, giochi di decifrazione di
messaggi, bans africani, danze di guerra Zulù.Set cinematografico: costruire cineprese, megafoni per regitri, ciak…
rappresentare sets di vari films, con gli attori che litigano tra loro e con il regista, canzoni di films famosi, giochi "a torte in faccia" e simili, assegnazione degli Oscar (per l’esploratore/guida più imbranato/a, per il/la più veloce…).
Montare un fuoco da Campo - Lo spazio adatto al fuoco serale è una spianata leggermente concava, possibilmente con il fondo non troppo terroso: si evita così di alzare un polverone tremendo ogni volta che ci si alza in piedi tutti assieme per fare una danza o un gioco.
- Il braciere (o più volgarmente lo spazio dove si accende il
fuoco vero e proprio), deve essere messo al centro, in un posto dove il vento soffi parallelo agli spettatori: il fumo così non dovrebbe dare
fastidio. Se il reparto è molto numeroso, si possono mettere due braceri, ai lati dell’anfiteatro.
- Per sedersi, il modo migliore è quello di stare per terra su di un poncho. Se si vogliono costruire dei sedili, devono essere comodi.
- Può essere molto utile prevedere un fondale da usare come scenario. Dovrebbe essere composto di due o tre elementi, di cui uno centrale
costruito da un telo bianco utilizzabile per le ombre cinesi.
- È importante che la legna per il fuoco sia abbondante e conservata in un posto asciutto.
Maschere
Maschere di Cartone
È di facile e immediata realizzazione. Un modello fondamentale di questa maschera è quello del disegno.
Sul cartone si aggiungono decorazioni di vario tipo, ma dato il carattere definitivo di queste maschere esse si prestano a
costruzioni più complesse e artistiche. Infine di cartone o di feltro potrete anche costruire l’anima di barbe e baffi finti, che spesso sonopiù utili delle maschere vere e proprie. A: misura dell’ampiezza della fronte da un’orecchia all’altra. 1,2,3: estremi e centro degli occhi distanti 2 cm l’un l’altro.
L’asse xy è diviso esattamente in 3 parti da B e C. B è l’altezza
degli occhi. C l’altezza della bocca. Le altre misure sono in funzione
a queste secondo la figura. MN: larghezza del Na: nastro adesivo forte o carta per rinforzare la parte. E: elastico alto. Maschere di Cartapesta
Si strappano dei pezzi di carta di giornale (si strappano non si tagliano: i bordi della carta sfilacciata contribuiscono a fare migliore presa).
Si immerge in una bacinella d’acqua un pezzo di carta alla volta, lo si
strizza, lo si dispiega e lo si appoggia nello stampo già pronto o su un
palloncino gonfiato (e fissato in qualche modo!) cercando di farlo aderire bene alla superficie. Le dimensioni dei pezzi di carta devono essere proporzionate alla dimensione della maschera e alla forma dei vari punti in cui si devono collocare. Nell’esecuzione del primo strato, è comunque buona norma fare dei pezzi non troppo grandi in modo da evitare pieghe che comprometterebbero la perfetta levigatura di quella che sarà poi la superficie esterna della maschera.
Dopo aver appoggiato il primo pezzetto di carta nello stampo lo si cosparge completamente con un pennello ben intriso di colla.
La colla da usare può essere sia del vinavil che della colla da tappezzeria. Va bene anche la colla preparata in casa con acqua tiepida e farina cotta sul fuoco.
La cartapesta deve asciugare completamente prima di poterla estrarre dallo stampo. Se ben asciutta la maschera si sfila con facilità, se si avverte qualche resistenza vuol dire che la cartapesta è ancora umida
ed è meglio non insistere per evitare strappi.Rifiniture:
Con una spatolina e dello stucco da legno o muro si correggono le eventuali imperfezioni e si sottolineano ulteriormente le linee più caratteristiche della maschera. Le parti stuccate devono poi essere lisciate con della carta vetrata.
Per ottenere una maschera perfettamente liscia si possono passare alcune mani di vinavil lasciando sempre bene asciugare una mano prima di passare a quella successiva.
Per creare le espressioni e sporgenze (rughe, sopracciglia…) si può anche creare con la cartapesta stessa insistendo su quei punti da accentuare.
Una buona finitura è costituita da un impasto di gesso e caolino che va steso a pennello o con la spatola su tutta la superficie della maschera e poi va lisciato con la carta vetrata.
Le maschere di cartapesta possono essere dipinte con qualsiasi tipo di
colore. Cartapesta macerata
Si stappa la carta di giornale e la si mette a bagno in una catinella per una notte in modo che si impregni bene. Poi, sempre lasciandola a bagno, la
strapperemo in pezzi sempre più piccoli che faremo macerare ancora un po’. Bisogna riuscire a ridurre la carta in una poltiglia. A questo scopo, se è possibile, si può usare un normale frullatore da cucina. Si mette la carta già ben macerata e sminuzzata nel frullatore con abbondante acqua e la si frulla poca alla volta, in modo da ottenere quasi una pasta di carta. A questo punto si strizza bene con le mani l’impasto ottenuto in modo da fargli perdere tutta l’acqua possibile e si aggiunge colla. Si rimesta bene la carta con la colla così da ottenere un impasto omogeneo, liscio e abbastanza denso.
Si riveste lo stampo con la cartapesta per uno spessore di circa 1 cm.
Si lascia asciugare completamente e si estrae dallo stampo. Maschere di Gesso Materiale: acqua, rotoli di bende gessate, cotone, forbici, vaselina. Si spalma di vaselina la faccia del "paziente" (o su una forma), usando le proprie dita oppure un batuffolo di cotone. Questo accorgimento, una volta asciugato il gesso, permette il distacco della maschera dal viso: è opportuno, quindi spalmare anche sopracciglia e palpebre. Vi consigliamo di non risparmiare vaselina: se la maschera non si distacca, son dolori… Le bende vanno tagliate in pezzi e tenute pronte per l’uso. Con le dita bagnate si inumidiscono le bende e si applicano sulla faccia. È importante che la persona, con molta pazienza, non si muova. Quando vi sembra di aver applicato abbastanza strati di bende, la persona si può alzare e, cercando di tenere il viso in posizione orizzontale, si mette al sole. Dopo alcuni minuti, la maschera si distacca spontaneamente: potete allora verniciarla e usarla come preferite. Maschere in Gommapiuma Col nome di gommapiuma
intendiamo indicare, con un termine poco tecnico, una serie di materiali
soffici e spugnosi quali il, moltopren, l’eliocel, il guliprene.
Questi materiali sono in vendita in fogli di vari spessori o in blocchi e hanno diversi tipi di consistenza e larghezza. Il tipo di gommapiuma più rigido, è adatto per essere scolpito partendo da un unico blocco e usando un coltello ben affilato o un taglierino.
Lo strumento più adatto è però senz’altro un coltello di acciaio a lama lunga e stretta che potremo affilare a pietra ogni volta che durante la lavorazione sarà necessario.
I coltelli di acciaio inossidabile non sono adatti.
Il tipo di spugna più morbido è adatto per costruire maschere partendo dal materiale in fogli. Il metodo di lavorazione da seguire è allora un po’ analogo alla confezione di un vestito.
Prima di tutto bisogna scegliere lo spessore più adatto al tipo di risultati che vogliamo conseguire: spessori maggiori danno origine a maschere piuttosto rigide e stabili, spessori minori possono essere adatti per maschere di piccole dimensioni o quando si ricerca una certa mobilità.
Poi dobbiamo realizzare un modello in carta. Dobbiamo cioè cercare di
immaginare lo sviluppo in piano della maschera che dobbiamo costruire.
Oltre che a un’esperienza di cartamodelli da sartoria sarà allora utile fare riferimento allo sviluppo di alcuni solidi geometrici come il cubo, il cono, la sfera, il cilindro e cercare di vedere la nostra maschera come una composizione stilizzata di queste forme.
Per fare pratica, potrà essere utile fare dei modelli di dimensioni ridotte in carta o in spugna molto sottile in modo da studiare i possibili
tagli e le eventuali piegature.
Una volta identificata la forma che ci interessa sul piano possiamo riportarla a grandezza naturale in carta e quindi sul foglio di gommapiuma appoggiandovi sopra il modello in carta e tracciandone il contorno con un gesso colorato.
Attenzione a non segnare con pennarelli o con la biro che lasciano tracce indelebili e che non possono essere nascosti nemmeno dai colori che useremo per dipingere la maschera. Dopo aver segnato tutti i pezzi,
possiamo ritagliarli servendoci di un taglierino o di un paio di forbici a lama lunga e ben affilata. Possiamo poi passare a incollare i vari pezzi fra loro con il bostik avendo l’avvertenza di stendere la colla solo sui bordi inferiore e superiore del taglio in modo che una volta incollati tutti i pezzi fra loro, la forma possa mantenere morbidezza ed elasticità anche lungo le linee di unione.
Il bostik si applica su tutte e due le facce da attaccare insieme che verranno accostate premendo bene dopo aver lasciato asciugare la colla per qualche minuto.
Le maschere fatte in spugna, sia da un pezzo solo che dai fogli possono
essere ulteriormente rifinite incollando pezzi ritagliati in forma di occhi, bocca, nasi, sopracciglia, capelli, orecchie. Queste parti staccate e tutti i particolari possono essere lavorati separatamente a forbice.
Per dipingere la spugna useremo i colori alla nitro in vendita nei colorifici già pronti in bomboletta spray. Con questi colori si possono ottenere begli effetti di sfumatura e il materiale mantiene la sua elasticità.
Le maschere di gommapiuma possono anche essere rivestire di peluche o di altri tessuti un po’ elastici, tipo maglia o filanca. Volendo, per esempio, realizzare un costume completo da papero, dopo aver ritagliato la gommapiuma nella forma del corpo e del cappello e aver incollato i vari pezzi, ritaglieremo la stoffa secondo lo stesso cartamodello solo tenendo circa un centimetro in più per gli orli.
Cuciremo insieme i vari pezzi in modo da ottenere una specie di fodera, della forma esatta del modello, per rivestirlo.
Naturalmente per poterla infilare agevolmente dovremo lasciare aperta qualche cucitura che chiuderemo direttamente sul costume cercando di fare dei punti nascosti.
Maschera di pappagallo: Prima si prepara un supporto in cartoncino solido. Si ritaglia la forma seguendo il modello in carta.
Si praticano i tagli lungo le linee tratteggiate, si appoggia sulla testa il cartoncino e con la pinzatrice si chiudono i tagli.
Si sceglie la carta crespa dai toni vivaci.
Senza disfare il rotolo lo si taglia a pezzi di 8-10 cm di lunghezza. Si
praticano poi dei tagli verticali si arrotondano i bordi poi si srotola la striscia e la si fa con tutte le strisce che poi verranno attaccate sovrapposte. Alla fine si applica il becco e gli occhi.
Rifiniture
Occhi:La forma degli occhi è molto importante ai fini della determinazione del carattere di una maschera: basta un diverso taglio degli occhi, un’inclinazione piuttosto che un’altra per far diventare triste anche una maschera sorridente.
Per ottenere due occhi simmetrici bisogna fare un modello in carta e
segnarne il contorno direttamente sulla superficie della maschera, prima a destra e poi capovolgendo il modello in carta a sinistra. Per aiutarci potremo anche tracciare una o due linee trasversali al naso.
Nel caso di maschere piuttosto lisce gli occhi possono essere ritagliati alla fine del lavoro. Se le maschere sono molto modellate gli occhi vanno segnati sin dall’inizio.
Per ritagliare gli occhi ci si può servire di strumenti diversi a seconda dei diversi materiali impiegati per costruire le maschere. Per la carta e il cartoncino basteranno delle forbici dalla punta ricurva, per gli altri materiali ci si può servire di un taglierino o di un bisturi.
Per la cartapesta si può anche procedere a caldo incidendo la sagoma degli occhi con un ferro reso incandescente, meglio ancora se modellato nella forma desiderata e saldato a un bastoncino che funge da manico.
Oltre che ritagliati gli occhi possono essere applicati sulla maschera. Per fare questi globi oculari potremo usare palline da ping-pong forate, sferette di polistirolo o gomma spugna ritagliata.
Vi sono anche delle maschere in cui le fessure per vedere gli occhi della maschera non necessariamente coincidono. Infatti, se si vuole dare molto risalto allo sguardo di una maschera si possono dipingere o modellare dei grandi globi oculari e, al disopra o al disotto di questi, praticare le fessure per la visuale.
È questo un accorgimento che serve a conferire una particolare espressività alla maschera senza sacrificare la visuale di chi la porta. Pittura: In generale, possiamo dire che nel dipingere una maschera cominceremo con lo stendere per primo il colore di fondo e, solo quando questo sarà bene asciutto, passeremo ai colori successivi.
Se dobbiamo eseguire dei disegni un po’ complessi sarà bene, dopo aver
steso il fondo e averlo fatto asciugare, segnare a matita i contorni delle forme che vogliamo dipingere. Poi con un pennello abbastanza sottile e dalla punta arrotondata potremo dipingere i particolari.
Notiamo che i colori chiari mettono in risalto tutte le caratteristiche di una maschera, mentre i colori scuri le attenuano. Quindi, se una maschera presenta qualche difetto o non soddisfa completamente, non dipingiamola di bianco perché tutte le imperfezioni verrebbero evidenziate. Oltre che dipinte in un solo colore le maschere possono essere truccate, disegnate, decorate con i più vari motivi e secondo la fantasia personale. Disegni e decorazioni contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione di un prodotto originale.
Acquerelli: colori molto delicati adatti per sfumature leggere sulle
guance o sulle palpebre. Si possono usare su garza e cartapesta non
cosparse di colla sulla superficie esterna.
Tempere e acrilici: vanno bene sia per dipingere le maschere in tinta
unita che per realizzare decorazioni. Le tempere richiedono una mano
finale di fissativo che può essere lucido o opaco. Gli acrilici sono da
preferire soprattutto per dipingere l’interno delle maschere perché una
volta asciutti sono indelebili. Sia le tempere che gli acrilici non sono
adatti per essere usati sulle maschere di spugna.
Olio: con questi colori si possono realizzare bellissime decorazioni e
sfumature così da trasformare, quasi, la maschera in un quadro.
Impiegano molto tempo ad asciugare, ma danno alla maschera un
aspetto semilucido molto gradevole che può essere eventualmente
rinforzato con una vernicetta.
Smalti: possono essere lucidi o opachi. Sono adatti per realizzare
maschere in tinta unita. Non devono essere usati sulla garza e sulla
spugna.
Colori a spray: anche questi esistono in versione lucida o opaca. Vanno
benissimo per fare sfumature su garza e gommapiuma perché, essendo
molto leggeri, non tolgono al materiale le caratteristiche di porosità ed
elasticità. Decorazioni: I nostri lavori possono essere completati e variati con numerosi e diversi materiali.
Paillette: possono essere direttamente incollate sulla maschera fino a
ricoprirla interamente (è allora consigliabile l’uso delle paillette in
vendita a metro, cioè già cucite tra loro) o essere disposte solo in alcune parti come per esempio sopra gli occhi, in modo da simulare un trucco, o a formare decorazioni di forma varia.
Porporina o brillantina: più economica delle paillette, ma comunque di
effetto. Si trova in vendita nei colorifici. Per applicarla uniformemente
si stende uno strato di vinavil e poi si butta sopra la porporina avendo
cura di non lasciare colla scoperta. Si lascia asciugare senza toccare e
poi si scuote via l’eccesso. Se si vogliono ottenere motivi decorativi si
traccia il disegno con un pennello intriso di vinavil o usando lo stesso
beccuccio del barattolo della colla e poi si cosparge di porporina.
Strass e pietre specchio: sono in vendita nei negozi di bigiotteria. Sono
delle pietre di vari colori che sotto la luce brillano e mandano vivaci
riflessi. Bastano alcune di queste pietre a creare dei begli effetti di luce sulla maschera. Si applicano a una a una incollandole con una colla
molto tenace a base di cianocrilato..
Perline. Anche queste vanno attaccate con una colla forte a base di
cianocrilato. Si possono applicare a una a una o in fili. Esistono anche
delle frange di perline già confezionate, da incollare sul bordo inferiore delle maschere, che coprono solo gli occhi o metà viso.
Piume. Le piume vanno incollate con del vinavil partendo dai bordi
esterni della maschera procedendo poi verso l’interno, eventualmente
alternando i colori. Una maschera potrà essere interamente rivestita di
piume(per esempio con piume di fagiano si può ottenere una realistica
maschera di gufo) Oppure parzialmente: in questo secondo caso
preferiamo alle piume delle penne di varia lunghezza. Si prestano bene
e sono economiche quelle di gallo che si trovano in vendita già dipinte
in tutti i colori, ma anche di pavone.
Tessuti. Pizzo, veli di vario genere sono adatti a completare le
mascherine che coprono solo gli occhi. Tessuti più rigidi come il
taffettà si prestano bene a eseguire decorazioni pieghette che orneranno la sommità della maschera. Stracci di vario genere, o iuta sfilacciata , possono diventare una specie di criniera o di parrucca che completerà la maschera. Capelli:
i capelli sono un complemento della maschera ma possono essere necessari quando si voglia coprire completamente la parte posteriore della testa.
Numerosi sono i materiali che si prestano a essere usati a questo scopo.
Stoppa: si trova in vendita nelle drogherie in matasse che potremo
tagliare della lunghezza voluta e incollare con del bostik o altra colla
tenace sui bordi della maschera. La stoppa può essere colorata con i
colori a spray. Lana: è meglio usare la lana in matasse in quanto già pronta in fili che vanno solo tagliati nella lunghezza voluta.
Con la lana si possono fare parrucche anche molto lunghe, trecce e
altre pettinature. La lana può essere incollata direttamente sul bordo
della maschera come la stoppa oppure si possono ritagliare i fili nella
lunghezza desiderata, appoggiarli a una fettuccia che verrà poi
ripiegata in due e cucita in modo da trattenere tutti i fili. La parrucca
ottenuta la incolleremo poi al bordo della maschera.
Anche la ciniglia in matasse, la rafia, il cotone si adattano alla
realizzazione di parrucche di questo genere.
La scelta del materiale dipenderà unicamente dal tipo di effetto che
vogliamo ottenere.
Stoffa: delle semplici strisce di stoffa, anche sfilacciate possono essere utilizzate come capelli. Se vogliamo dare loro maggiore consistenza basterà prima di usarle inamidarle con acqua e vinavil o con acqua e colla di pesce. Del tessuto leggero tipo velo può servire come turbante.
Carta: in maniera molto economica si può decorare una maschera con
delle strisce di carta di giornale incollate ai bordi della maschera. Delle capigliature più ricche e variopinte le faremo invece con della carta crespata ritagliata a strisce di varia lunghezza, larghezza e colore, e arricciata con le lame della forbice.
Plastica: dei sacchetti di plastica trasparente o del cellophane
opportunamente tagliato a strisce ed eventualmente intrecciato può
dare origine a delle simpatiche acconciature.
Capelli veri e sintetici: possiamo attaccare alla maschera per ottenere
un effetto quasi realistico dei ciuffi di capelli veri o sintetici (crespo in vendita nelle profumerie specializzate in trucchi teatrali). La maschera può anche essere attaccata direttamente al bordo di una parrucca.
Frange: i negozi di passamaneria e merceria vendono a metro delle
frange di varie lunghezze (fino a 40 cm circa) con cui si possono fare
delle belle capigliature stilizzate. Anche delle nappe incollate tutto
intorno al bordo della maschera possono costruire una acconciatura.
Il Trucco nel Teatro Il trucco professionale nasce proprio nel teatro. Sia a causa dell’illuminazione che della distanza che intercorre tra il pubblico e gli attori, è necessario che il trucco abbia delle caratteristiche ben precise.
Attraverso di esso i ruoli vengono più definiti; è come se ogni personaggio portasse la sua "maschera". Sono stati soprattutto il teatro classico e le opere di musica lirica ad imporre degli stereotipi fissi che poi furono ripetuti e oramai assimilati.
E’ alquanto importante per un attore caratterizzare il proprio personaggio in modo da accentuarne le caratteristiche ed assumere, attraverso la mimica facciale, determinate espressioni con un
grosso vantaggio per l’interpretazione e la coreografia nel suo insieme.
Bisogna innanzi tutto tenere conto della rappresentazione stessa, del periodo nel quale si svolge la storia, conoscere il tipo di costume, i suoi colori ed il genere di spettacolo al quale è destinato il lavoro. Non meno importante la scelta dell’illuminazione che può stravolgere completamente l’intervento dando un effetto non desiderato. Il ruolo principale del trucco da palcoscenico è quello di esagerare le linee essenziali che caratterizzano il volto dell’attore e del personaggio da interpretare. L’esagerazione nel trucco è direttamente proporzionale alla distanza che divide il pubblico dal palcoscenico. Si deve cercare di caratterizzare un personaggio con poche linee ben tracciate; molte tenderebbero a confondere il disegno. Non è necessaria l’assoluta precisione, in quanto la distanza è tale che certe imperfezioni non vengono lette, ma è importante la definizione delle linee ed il contrasto dei chiaroscuri. Per quanto riguarda il colore della base ci si può mantenere sulla stessa tonalità di pelle dell’attrice, per quanto riguarda la donna; si può scurire un po’ l’incarnato, per l’uomo. Le ombre si possono re
alizzare con polveri su tutti i toni del marrone e terracotta, e nero per gli occhi. Le sopracciglia vanno enfatizzate e, se è il caso, corrette con polveri o matite nere o marroni. Per l’occhio, il trucco teatrale di base è lo stesso sia per l’uomo che per la donna, ma ovviamente nella donna è molto più carico e si possono utilizzare ombretti colorati, glitter, paillettes, ciglia finte, mentre nell’uomo
ci si limiterà solamente a fare le ombre per dare più risalto all’occhio stesso.
Dopo aver steso la base (per la donna un Pan - stick, per l’uomo un Pan-cake) si può procedere al trucco dell’occhio: si comincia con la bordatura superiore, che deve essere abbastanza consistente, portata verso l’esterno di i cm.; nella donna può andare verso l’alto, nell’uomo deve essere il più dritta possibile. Quella inferiore va disegnata leggermente staccata dalla radice delle ciglia e continuata anch’essa verso l’esterno, seguendo l’andamento dell’occhio, senza però mai congiungersi con quella superiore. Lo spazio rimasto tra le ciglia e la bordatura va riempito con del bianco (matita o fondo). Questo accorgimento permette, grazie alla distanza che divide gli
attori dal pubblico, di ingrandire gli occhi quasi a piacere. Si crea poi la sfumatura sulla lunetta dell’occhio con degli ombretti marroni; se il sopracciglio è stato coperto lo si ridisegna a piacere e si può andare a ricreare lalunetta dell’occhio sul sopracciglio precedentement e coperto. A questa sfumatura se ne possono aggiungerne altre con ombretti colorati (solo nella donna); é meglio evitare di mescolare
più di due colori eccessivamente carichi. Si schiariscono, con del fondo
avorio, i punti luce che devono essere molto nitidi. Per dare più risalto
all’occhio si usano le ciglia finte sia sotto che sopra; in certi casi si possono anche ridisegnare quelle inferiori. Invecchiamento Teatrale Pittorico Con l’andare del tempo la pelle del viso perde il suo colorito, si schiarisce e tende ad ingrigirsi. Si ha un cedimento dei muscoli e della pelle che mette in evidenza l’ossatura del viso. Viene rimarcato l’incontro tra il piano orizzontale e quello verticale del viso (Io spigolo della tempia). Lo zigomo diventa molto sporgente e gli occhi si incavano; il naso e le orecchie sembrano più grandi; naso e mento tendo verso il basso.
Il contorno del viso non è più diritto e sodo ma diviene ondulato e forma i bargigli. Le rughe sono piuttosto profonde e formano dei reticolati. Nell’uomo le sopracciglia si infoltiscono; nella donna si diradano.
A livello del collo si evidenziano gli anelli della carotide, i tendini e i muscoli (sternocleidomastoi de). Le rughe sono dei volumi del viso; per poterli riprodurre bisogna evidenziarne la profondità e i rigonfiamenti giocando con i chiaroscuri; nel massimo dell’infossatura della ruga ci sarà il colore più scuro che andrà poi degradando e contro ombreggiato per darne profondità.
La base deve essere piuttosto chiara, tendente al grigio; l’intervento pittorico può essere fatto con i fondi grassi (più facili da sfumare) oppure con le polveri (più tenuta). Si usano i toni del marrone piuttosto scuri per segnare le rughe e poi si sfumano utilizzando anche i colori più chiari. Si può mettere del nero sui punti da rendere più intensi ma facendo attenzione alla quantità: un invecchiamento con colori troppo scuri non darebbe l’effetto desiderato.
Se l’attore su cui si fa un invecchiamento dovesse avere altre parti del corpo scoperte (collo, décolleté, mani), l’invecchiamento andrà realizzato anche su di esse, in modo da non creare dei bruttissimi contrasti. Il trucco andrà completato con parrucca (oppure con la colorazione dei capelli) e posticci, i quali contribuiscono a rendere più veritiero il tutto.
scuriscono i lati inferiori e, volendo, anche quelli superiori con del marrone; e importante sfumarlo bene perché non deve sembrare una linea ma una sfumatura.
Costumi
Sig.ra Pancia e Sig. Ombelico:Il trucco è semplice: Dipingiti la faccia sulla pancia Col cartone da scatoloni costruisci un cappello Per tenerlo su usa due bretelle Completa il tutto con una giacca legata in vita
Ricordati di fare sul cappello i buchi per gli occhi.Copricapo indiano:
Procuratevi una striscia di cartone ondulato, adattatevela attorno al capo e praticatevi due tacche; vedi disegno.
Vi serviranno da fibbia ogni volta che vorrete… piumatevi o spiumatevi.
Piegate ripetutamente un cartoncino e disegnatevi su le piume in modo da centrarle sul filo esatto della piegatura.
Così potrete ritagliarle in blocco e incollarle alla striscia. A questa applicate poi un ritaglio di pelliccia. Colorate
vivacemente il voto copricapo. Costruzione della tunica:
Misurare (con sufficiente abbondanza, in modo che la tunica sia utilizzabile da più persone) la lunghezza della tunica, seguendo il disegno come modello per disegnare il taglio.
Cucire prima i bordi laterali, poi le spalle, lasciando i fori per le
spalle e il collo, con il taglio tondo o a "V". Aggiungere alla scollatura
eventuali lacci di chiusura (scollatura a "V"). Cucire le maniche.
Cucire le maniche alla parte a tubo.Costume greco-romano: tunica corta senza maniche, al ginocchio, con cintura in cuoio, se maschile collo a
girocollo con collana dorata o pendaglio legato a cordicella di cuoio, se femminile a "V" con arricciature e collana. Sandali di cuoio o spadrillas con legati nastri o cordicelle di cuoio che salgono ad
intrecciarsi lungo il polpaccio (eventualmente aggiungere un mantello).
Tunica lunga senza maniche, sino alle caviglie, maschile a girocollo, mantello drappeggiato su un braccio, femminile molto drappeggiata, scollatura a "V", con mantello a pieghe agganciato alle due spalle.Costume medioevale: Maschile: tunica senza maniche, corta, con disegnato davanti il simbolo della casata, cintura di cuoio larga
a cui appendere la spada, maglia a maniche lunghe di colore uniforme, calzamaglia, stivali o spadrillas, mantello eventualmente con ripetuto il simbolo della casata, scudo "triangolare" dipinto.
Si possono anche ricoprire le braccia di carta di alluminio, ma bisogna fare attenzione ai movimenti.
L’elmo si costruisce con i fustini rotondi di detersivo o con le scatole di
pandoro, ricoperti di carta d’alluminio o dipinti con vernice argentata, si ritagliano le fessure per gli occhi e per la respirazione, si aggiunge
eventualmente un pennacchio o delle ali laterali (sempre ricoperte di
alluminio e dipinte) di cartone, attaccate nella posizione delle tempie.
Eventualmente l’armatura si costruisce con cartone sagomato e ricoperto di carta d’alluminio o dipinto in vernice metallica.
Femminile: tunica lunga, abbastanza larga, fascia larga alla vita, cintura in metallo che si prolunga di un lato sino a metà gamba, diadema alla fronte o cappello a cono alto con velo, mantello.
Costume da mago: tunica lunga con le maniche, blu o nera, senza cintura, con incollati simboli zodiacali, stelle o simboli magici in carta metallica, cappello a cono dello stesso colore con simboli disegnati. Costume ebraico: tunica lunga con le maniche lunghe, fascia avvolta in vita, eventualmente fascia che va dalla vita ad una spalla e dietro ancora sino alla vita. Copricapo maschile costruito con un pezzo largo di stoffa che viene fissato con la corda o fascia laterale, aggiungere un velo che scende sulle spalle.Costume arabo: tunica lunga con le maniche, fascia avvolta in vita, mantello agganciato al collo, kefia tipo palestinese che ricade a coprire il collo.
Il Canto
Insegnare un canto:1. non si insegnano canti ai Fuochi di Bivacco
2. preparate un cartellone con scritto chiaramente il testo, in nero su carta chiara
3. oppure, fotocopiate il testo in formato Quaderno di Caccia.
4. insegnate solo canti che conoscete bene
5. accompagnate il canto con la chitarra
6. eseguite prima la strofa da soli, poi invitate a farlo tutti insieme
7. eseguite il ritornello con lo stesso metodo
8. ripetete queste ultime due fasi più volte
9. cantate il canto tutti insieme (voce guida e cantori)
10. fate eseguire il canto solo ai cantori, senza voce guidata.Lanciare un canto:
1. fate sentire l’accordo iniziale dello strumento
2. unite la voce per far sentire la prima frase
3. comunicate ai cantori quante strofe, se non tutte, volete fare del canto
4. se da una strofa all’altra si sale di un tono, è opportuno ricordarlo
5. se il canto è a canoni, ci vogliono voci guida per ogni canone; le diverse voci devono stare separate
6. il canto riesce molto meglio se lo imparano a memoria.
Il Mimo
Il mimo è un’arte complicata. Spiegarlo in due parole è quasi impossibile, però questi suggerimenti possono essere utili.
Considera il tuo corpo come un insieme di segmenti che si possono combinare tra loro in molti modi. Per capire quali sono le parti e come si muovono l’una rispetto alle altre, ripeti più volte i movimenti dei disegni.
Il mimo è imitazione, quindi osserva bene quello che ti accade intorno e come si muovono le persone, animali cose.
Se il pubblico è lontano da te, amplifica tutti i tuoi gesti.
Le Marionette
Su un foglio di carta disegna lo scheletro della marionetta Riporta su di una tavoletta di compensato dello spessore di 10 mm le varie parti che formano il tronco, la testa e le gambe.
Per le braccia usa un compensato più sottile, es. 5 mm
Prima di montare il tronco, fissa la testa sulle spalle come nel disegno
Poi assembla il tronco Per costruire il libero movimento delle
articolazioni di braccia e gambe, fissa le parti mobili con un perno di legno a pressione, non incollato.
Le braccia si uniscono alle spalle con degli anelli a vite 2 pezzi 1 pezzo 1 pezzo 4 pezzi 2 pezzi ognuno Per unire le gambe al tronco usa come perno un unico listello tondo che passi da una parte all’altra Ricopri la marionetta con un vestito di stoffa, poi decora la testa e la faccia.
Per dare spessore alla testa usa del polistirolo incollato al legno con del vinavil Applica i fili, questi sono raccordati ad una crociera che
si tiene con una mano, mentre con l’altra si muovono i fili.
Difficile?? Forse. Ma il risultato è di grande effetto!
I Burattini
Se ami le cose più semplici, prendi un foglio di cartoncino e forma un cilindro. Decora il burattino come meglio credi. Per muoverlo, applica all’interno del cilindro una bacchetta di legno che si tiene da sotto.