Inferno
( In foto l' attrice e modella alternativa Chiara Pavoni)
Ho freddo. Ho terribilmente freddo.
Un gelido vento primaverile mi colpisce dritto in faccia come giro l’angusto vicolo che mi porterà a casa come ogni sera da vent’anni a questa parte.
Mi guardo attorno: sono completamente sola in quel deserto di mattoni e pietra.
Eppure mi sento osservata.
Percepisco la presenza di un essere umano vicino a me...
Inizio ad avere paura.
Tremo.
Le gambe iniziano a cedermi. Non ho più la forza di continuare a camminare né di compiere alcun movimento.
Sono paralizzata.
Esausta chiudo gli occhi.
Sento un fremito nel cuore.
Apro gli occhi e non vedo nulla davanti a me se non una nuvola di fumo che si muove lenta e inesorabile dietro massi di cemento lasciati incautamente in un angolo della stretta via in cui mi trovo ora da qualche operaio del comune che, finito il suo orario di lavoro, non aveva avuto evidentemente voglia di buttarlo negli appositi cassonetti.
Lentamente una luce dorata si fa strada in quel barlume di colori cupi e di cianfrusaglie vecchie e ormai da rottamare.
Incuriosita da quel richiamo comincio a muovere i miei piedi in quella direzione.
D’improvviso il timore di essere aggredita da qualcuno scompare dalla mia mente.

( In foto l' attrice e modella alternativa Chiara Pavoni)
Mi sento spavalda e pronta per chissà quale avventura.
Con un balzo scavalco un masso dietro l’altro fino a quando non raggiungo l’oggetto che emana quel strano luccicare che lì per lì mi acceca.
Non mi perdo d’animo e cerco di poterlo sfiorare: immediatamente una sensazione di calore si impadronisce di me.
Sento salire schegge di fuoco nelle mie mani e nelle mie braccia che sembrano ormai non poter fare più a meno di quello strano contatto.
Inizio a muovermi con sempre maggiore ingordigia con la speranza di riuscire a impadronirmi di lui.
Non so che cosa realmente sia quel oggetto ma io lo desidero ugualmente!
Lo bramo ardentemente e so che se non potrà essere mio potrò impazzire.

( In foto l' attrice e modella alternativa Chiara Pavoni)
In un batter di ciglia mi butto a capofitto in quell’incendio e reggendomi a malapena in piedi mi metto a lottare tra le fiamme che paiono crescere insieme al mio desiderio di possesso.
Lancio un gemito: mi sono scottata una gamba, rimasta scoperta dalla gonna che indosso.
Alla fine tutti i miei sforzi sono accontentati quando una scatolina di latta rossa appare quasi per magia nella mia mano destra.
Come la tocco le fiamme si spengono completamente e le mie ferite, diventate ormai copiose, scompaiono con esse.
Guardo con aria stupita le pietre che fino a poco prima mi osservavano fiammeggianti.
Le sfioro con le mani: sono gelide.
Pensando di aver sognato tutto e di essere stata colta da una fortissima febbre che spesso si impadronisce di me in questi giorni, mi strofino gli occhi e mi sfioro la fronte: no, non ho la febbre.
Ho solo visto l’inferno in terra.
Laura Gorini
( Ringrazio di tutto cuore Chiara Pavoni per aver rappresentato con la sua eleganza la mia novella)
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