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Grande
Sono venuto per dare e ho ricevutoSono venuto per suggerire,e mi sono abbeverato della tua saggezzaPensavo di trovare un debole e ho scoperto un blocco di granitoCredevo di essere forte e mi sono sentito deboleSe fossi stato triste mi sarei ricredutoSono disponibile al sorriso ma tu di piùGli anziani insegnano, sempre, basta saper impararePrendiamo atto dell’ignoranza che ci pervadee memorizziamo quanto ci diconoNon partiamo con la solita supponenza,ma ascoltiamo attenti quel che diconoIn due minuti ci ridicolizzano, non volendoLa loro saggezza è allarmante, a confronto della nostra,spesso inesistenteTi hanno tagliato un pezzo di gamba, e tant’èMa la testa ti è rimasta, e ben piantata sul colloE il cervello stride da quanto lo fai lavorareCome i freni di una macchina messa a dura provaMa reagisce ancora alle tue domande, al tuo amore,alla tua voglia di non cedere, maiGrande, non ho altre parolePeccato non averti conosciuto quando eri in piena forma,e anch’ioTi ascolto cercando avidamente di capire il più possibile,ma tu sei troppo in altoHai una capacità di espressione che ti rubereiHai un cuore che batte potente, anche dopo mille traversìeSai cosa vuol dire la fame, e noi non lo sappiamoSai cosa vuol dire la povertà, e noi non lo sappiamoSai cosa vuol dire lottare, e troppi di noi non lo sannoSei sincero, e quanti dovrebbero esserloSei generoso, e troppi non lo sonoSei grande.-----------------------------------------------------------------------
A chi
A chi è solo e consapevole della sua solitudineA chi non piange perché non ha più lacrimeA chi non ride perché non ne vede il motivoA chi non festeggia una ricorrenzaperché un giorno vale l’altroA chi non sa più vedere l’arcobaleno a coloriA chi non vede più il cielo azzurroperché c’è sempre la nebbiaA chi non canta perché non ha più voceA chi non ascolta un pianto perché non ha più cuoreA chi non prende la mano a chi la tendeperché ognuno per se e Dio per tuttiDicoDa soli la strada è troppo lunga e noiosaPiangere aiuta ad accettare gli ostacoliRidere distoglie dai doloriI giorni devono essere tutti diversiL’arcobaleno è bello solo a colorie i colori sono il bello della vitaLa nebbia è momentaneae poi deve tornare l’azzurro del cieloSe proprio non vuoi cantare almeno parla, che tiene svegliIl pianto lo devi ascoltare, e farlo smettere, con dolcezzaSe ti tendono la mano, accoglila nella tuaNon costa nullaCamminare in compagniaGuardare il sole negli occhi di una donnaSentire il calore in un sorrisoApprezzare il vento nei capelliGioire al freddo di un’albaRiflettere alla serenità di un tramontoBere le lacrime di un amico ricambiandole con un abbraccioStringere una mano scambiandosi emozioniFallo, ti sentirai meno solo, e, soprattutto, vivo.------------------------------------------------------------
Così piccoli
Pensiamo di essere chissà cheCi ergiamo una spanna ancor più suGuardiamo tutto e tutti con indifferenzaAnche con supponenza, con arroganzaI problemi non ci toccanoGli altri… poveriniFino a quandoQualcosa gira al contrarioGuarda caso… tocca a noi, stavoltaNon è possibile, non ci credoPerché a me?Ma è così , ed è bene farsene una ragioneEd ecco che il mondo si tinge di neroColore finora sconosciutoO solo nella pennamagari per scrivere cattiveriema, se la scampiamo,tutto il male non viene per nuocereforse ne trarremo giovamentoalmeno nel cuore e nell’anima…macché!Tutto inutileL’ho sfangata, è stata solo una parentesi accidentaleImmeritataMa la dea bendata stavolta ha visto beneMi ha graziato…Ed ecco che il fato si accanisce su un altro individuoPerché non può esistere sosta alcunaMa è…un altro, non mi interessa.Il mio turno ormai è passatoTorno alla vita mondanaAlle feste, alle puttanate, al superfluo, all’inutile assolutoE' bene che siano gli altri a pensare alle pene, ai dolori,alle traversìe, alla sfortuna…-------------------------------------------------------------------
Donna
Gioia e dolore. E’ vero.Se ce l’hai, non l’apprezzi come dovresti,vedi qualche pregio e molti difetti.Quello che fa è normale, sempre.Se esce dagli schemi ti insospettisci, o peggio.Se ride, quasi disturba.Se piange, decisamente ti indispone.Se parla va bene, ma che duri poco. Se non lo fa, meglio.Se prende iniziative deve sentire il tuo parere.Se non le prende, sei tranquillo.Se è bella sei geloso.Se non è bella, ma solo carina, vai sicuro, quasi sempre.Quando fai l’amore, spesso sembra per dovere.Stella cometa senza desiderio.Sole senza calore.Se non ce l’hai, la elevi all’infinito, col pensiero, e rifletti…Occhi che illuminano.Bocca che racconta.Sorriso che contagia.Cuore che riscalda.Seno che conforta.Fianchi che fanno sognare.Gambe che inebriano.Simbolo d‘amore.La stella va fatta brillare.Il sole va rifornito di energia vitale.Magari avessi una donna…Per vivere in duePer ridere in duePer piangere in duePer amarsi, per guardarsi negli occhi, per tenersi per mano…La lode del “se” ha la vita corta,E troppe volte conduce il timone della nostra vita.-------------------------------------------------------------------------
E se…
QUANTE SENSAZIONI, EMOZIONI, COLORI, SUONI, NON PRENDIAMO NEPPURE IN CONSIDERAZIONE,
Tu riflettessi su…gli occhi di un bambinouna stella nel buio del cielouna fronda che trema al ventoun tramonto incantatoun’aurora pungenteuna lacrima che nasce e scorre viauna ruga che nasconde la vitauna parola non dettauno sguardo che ti esplorauna smorfia di doloreTu imparassi…ad assaporare tutte le sfumature della vitaad abbeverarti della saggezza altruiad ascoltare chiunquea far tesoro delle notizie che assimiliad accettare gli ostacoli della vitaa concedere senza chiedere nulla in cambioa comprendere prima di giudicaread esaltare l’essere e ridimensionare l’apparirea vedere chi ti sta intorno senza il truccoa parlare e non urlareTu pensassi…a come seia cosa seia chi haia chi potresti esserea cosa potresti esserea chi potresti avere…se solo tu dessi un po’ di spazio al tuo cuore.--------------------------------------------------------------------
Felicità
Concetto soggettivo, senza alcun dubbioSempre e solo punti di vistaCondizionati dal nostro essereDal nostro raziocinioDal nostro cuoreDalla nostra animaDal nostro umoreDal tempo che faDalla fortuna che abbiamo avutoDa dove siamo natiDa dove viviamoDalle persone che ci circondanoNonostante tutto…Siamo noi i muratori della casa felicitàSiamo noi ad arredare le stanzeSiamo noi a riscaldarlaSiamo noi a difenderlaSiamo noi ad abbellirlaSiamo noi a farla durare a lungoSe qualche evento calamitoso si accanisceO lo ha già fatto…Su le maniche!RifondiamoRicostruiamoCome e meglio di primaAltrimenti…Tutto crollaE noi col tutto…ed è la fine!------------------------------------------------------------------------
La morte
ImparzialeInsensibileImpalpabileInimmaginabileImprovvisaImprescindibileSei come la pauraArrivi tutta insiemeNon avverti, tronchi, tarpi, annichilisciCome la paura nessuna ti aspettaSi crede tu non esista, fino allo scontroCome sempre, ma adesso conta,Chi non vede stenta a capireCome struzzi ci nascondiamoCome bambini ti beffeggiamoCome uomini ti sottovalutiamoMa non siamo supereroiAnche se facciamo di tutto per convincerciTu vinci sempre, per ko o per sfinimentoGodi più o meno ma godiMagari tu fossi una puttanaAnche d’alto bordo, ma a comandoMa i soldi non sono tuttoE tu implacabile come nessunoDeridi tuttiCascasse il mondo tu resistiE noi, nonostante tutto,non ti consideriamo neppureNon sei delusa?Onnipotente all’infinitoAl cospetto del nulla umanoSei meno di zeroViviamo talmente poco e maleQuasi sempre per colpa nostraChe quando arrivi…Non ci fai neanche un baffoTanto… chi muore non ci pensa piùE chi rimane ha altro da pensare…------------------------------------------------------------------
Nasseriya
La vita. L’esistenza. La morte. Che scorrere, mai certo, sconcerto, sempre. Morire. Quando, perché. Fai, costruisci, erigi, rompi, distruggi, per cosa. Mai chiedere. Non chiedere. La risposta può far male, tanto. Io, figlio, padre, povero, ricco, chi sono, cosa sono. Come sto, quando vivo, per cosa vivo. Credo, non credo, perché… faccio, obbedisco, sempre… o quasi. Assorbo quello che posso, elargisco quanto posso. Normalmente. Sensazioni belle, brutte, definite, indefinite. Penso. Questo è il dramma. Non dovremmo, ma dobbiamo, per restare vivi. Vivi, ma per cosa. 24 ore al giorno, ti chiedi, ti imponi, rifletti, obbedisci. I tuoi superiori, nel piccolo e nel grande. I superiori. Vai, fai, e… torna. Ma se non torni… è uguale, certo. La differenza è che sei un eroe, per tutti. Quasi per tutti, forse per coloro che ti devono considerare tale, perché fa comodo, per tamponare le parole di disprezzo, di costernazione, di debolezza, di umana considerazione. Ma i tuoi, quelli che contano, per loro, semplicemente, non ci sei più. Forse anche un eroe, ma non ci sei pià. Solamente… ti ricorderanno. Meglio un figlio “normale” vivo che un “eroe” morto. Della pecora forse non apprezzi nulla, ti limiti a vederla, nella sua semplicità , nella sua modestia, nella sua limitatezza. Del leone lodi la criniera, la forza, la fierezza… che fu. Per me padre, si, è vero. Per me uomo, no. Ho lottato, e lotto per vivere, ma per cosa. Voi avete vissuto e lottato per noi, per loro, per tutti. Avete dato un senso alla Vostra esistenza, breve, troppo breve, ma intensa, troppo intensa. Potessi mi cambierei con uno di Voi, che certo avrebbe da dare in misura grande. E invece io sono qui e Voi in una bara, magari bella, di noce, preziosa, ma distesi, senza un alito di vita. Morti. Senza appello. Meglio soli, in un viale coperto di foglie fradice, e col vento che ti sferza il viso, ma vivi, che esanimi, accompagnati nel fatidico viaggio da migliaia di persone, magari con un bel sole… Non lo so. L’incertezza mi pervade. Però a me il vento e il freddo piacciono… e poi, non sono un eroe, non lo ero, e non lo sarò mai. E le lacrime rubano spazio al raziocinio, fino ad esaurirsi, fino allo sfinimento, fino al dolore, che ti avvinghia il cervello, e ti fa capire tante cose che prima non prendevi neppure in considerazione. Siete morti per un’azione selvaggia e sconsiderata, consapevoli del rischio, e forti nel viverlo. Ora i forti devono essere quelli che restano. Non è facile, ma è più facile. Per qualche giorno resterete eroi, poi forse neanche storia. Per quella ci vogliono i grandi numeri. Nel cuore degli umili forse un po’ di più. Per adesso le lacrime, anche le mie. Se è vero che esiste un altro mondo, etereo, costruito apposta per le disgrazie, ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da ragazzo, come tutti, era un’illusione.Le parole delle canzoni, ma solo di alcune, erano le mie.Era facile appropriarsi delle idee altrui costruendoci sopra castelli di carta,cullando i sogni e le speranze giovanili.Poi è diventata un riempitivo dei rari momenti vuoti, ascoltata ma non capita.Rumori che neanche distraevano.In due, o tre, è una compagna docile, che non chiede mai.Da solo diventa crudele, interroga ad ogni nota, ti scava dentro, costringendoti a pensare,e rispondere a 1000 quesiti che non ti sei mai posto.Odiavo quella inglese, che non ho mai capito.Meglio la nostra, magari dei cantautori.Mi identificavo con loro, godendo delle parole, e quasi non considerando gli strumenti.Più belle le parole, come sempre pane quotidiano nella mia vita.Ora che le soppeso, ma mai come meritano, ancor di più.Mi immergo nei pensieri degli autori.Alterno felicità a tristezza e malinconia.Come mai l’uomo si crogiola più nel negativo che non nelle cose belle che gli capitano?Forse perché la proporzione è ingenerosa. Forse perché il male ti da di più.Spunti facili di commiserazione, e la comprensione di tutti, almeno nella fase iniziale.Poi tutto sfuma, ma resti comunque solo col tuo compagno/nemico che cerchi di combattere,convivendovi tuo malgrado.Poi una canzone che neanche conosci, ma che ti sferza il viso, magari con dolcezza.E pensi ancora a quello che eri, che sei, che potresti essere.E spengi lo stereo, con calma o con rabbia.Lo riaccenderai, quando avrai riacquistato la tranquillità,e il tuo io sarà nuovamente scevro dai soliti macigni che lo zavorrano.Una musica rilassante, senza sussulti.Magari con qualche rullo di tamburi ogni tanto, per mantenersi vivi,e vigili, nello scorrere del tempo.Quanto darei per ascoltarla assieme a te.Forse più di quanto possa credere.Senza senso, non lo merito, ma con tanto amore, con gli occhi che dolgono nel cercarsi.Col cervello che scoppia nelle tante emozioni che lo coinvolgono.Col sangue che ribolle di sensazioni da troppo tempo non provate.Ma nel rispetto della tua persona, di una donna che non esiste, almeno per me.E restano pensieri, solo pensieri.------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Notte Quando gli occhi ti bruciano dal vagare nel buioin una notte insonne trascorsa a pensareQuando le mani cercano un qualcuno che non c’èe il cuore batte per inerziaQuando il cervello va in fuori giridal turbinio caotico dei pensiericosì distanti, incoerenti,solidi come il fumo di una pipapericolosi come la cima d’un baratroInventi storie incredibili per non pensare al tic tac della svegliae contare le pecore non ti aiutae ascolti i rumori che non ci sonofino a sentire solo il tuo respiroe non ti muovi per ascoltarlo meglioNon accendi la luce per paura di vedere il nullae i muri della stanza ti soffocanoavvicinandosi sempre piùE ti pensi sdraiato sotto un faggio centenariosull’erba madida della prima rugiadafinalmente in compagniadei profumi quasi dimenticatidei suoni che credevi smarritidelle stelle che ti abbraccianodella brezza che ti accarezzaE vedi, alle prime luci,un cervo che maestoso chiama la sua femminae assisti al sacro rituale del corteggiamento,e due scoiattoli che lottano con una nocee un picchio che finalmente ti desta col suo battere incessanteE’ l’ora di alzarsi… e ti organizziin attesa di un altro sogno.-----------------------------------------------------------------------------------------------------
Perché? Parlo sincero e ascolto ipocrisiaSono limpido e incontro malignitàVivo modestamente e mi si ostenta il superfluoNon lecco ma inciampo nella saliva altruiNon posso correre, ma devo sforzarmi di farlo, per resistereGuardo con amore e raccolgo indifferenzaPenso agli altri, ma gli altri non pensano a nessuno, se non a loro stessiAborro l’apparire, ma la fa da padroneAmo l’essere, ma è sempre meno importanteCredo nella saggezza, ma che è?Capisco gli sfortunati, ma che ci stanno a fare?Come una fronda in balia del ventoCosì noi nel mondoUn piccolo, insignificante, bruscolo nell’universoChe ci sia o non ci siaPuò disturbare qualcuno, per qualche momentoPoi tutto passaE ci dimentichiamo dei problemi altruiCon la velocità della luceSono solo i nostri, di problemi, che veramente contanoMa quanto siamo piccoli?Come facciamo a non capire?Quale ottusità attanaglia la nostra mente?Ci chiedono aiuto, e latitiamoLo chiediamo, pretendendoloMuore un uomo, ci rattristiamo per un attimoMuore il nostro cane non troviamo paceGli altri sono malati, chissenefrega!Conta solo la mia, di salute…Tanti muoiono di fame, che fare?Io ho il frigo che trabocca…Ci sono tanti barboni, che mondo ingiusto!Io prendo 1000 euro al mese, ne vorrei il doppio…Perché un essere normale può pensare queste cose?Perché quando sta bene lui va bene così.Per il resto ci sono i giornali, e la politica, e la tvDiamo la colpa a loro, che è facileMa la sera, prima di addormentarsi, proviamo a pensare, se ci riusciamoQualcosa non va?Perché?---------------------------------------------------------------------------
Piccolo uomoNon so se sia fortuna o iellama hai visto la lucein questo mondo a tinte cupe.I tuoi, finora, hanno scansato spesso la dea bendata,ma tu li aiuterai a riconsiderare il mondo.Gente onesta, semplice, capace di tanto,di dare più che di ricevere.Paiono ingenui, e forse talvolta lo sono, ma di sicuro schietti,trasparenti come l'acqua di fonte,abituati a sopportare le angherie del vivere,ma felici nel godere il bene che si vogliono.Non sono più ragazzi e, in un sussulto di amore,ti hanno generato, convinti e consapevoli del miracolo che andavano creando.E così è stato, e si vede.Pronti a cullarti e proteggerti,fin d'ora rappresenti il faro per il marinaio nella nebbia,lo spiraglio di luce nelle tenebre di una grotta.Con te si risveglieranno le emozioni del vivere quotidiano,imporrai nuove scosse irridendo la monotonia, e ritmi finora sconosciuti.Un augurio a te, piccolo uomo,che tu possa diventare degno figlio di tali genitori,tenendo fede a quanto ti verrà insegnato,ma non dimenticare,l'importante è la stima in se stessi e in chi ti sta intorno,professando onestà e modestia.Voglio sperare, per il tuo bene, che il cuoricino dentro di tesia un clone di quello di babbo e mamma.Per il giorno che ti aspetta a breveaspettati confusione, complimenti a iosa, risate e tante,tante parole,ma non ci badare, è normale, non saremmo umani.Tu pensa solo a puppare, per ora, e crescere sano e forte.Avrai tempo per imparare a dimenarti in questo pazzo mondo,e con l’aiuto della tua buona stella saprai riconoscere il giusto e lo sbagliato,il bello e il brutto, il bianco e il nero,ma dammi rettatieni un angolo del tuo cuore disposto ad accettare anche il grigio.Che tu possa diventare umile, tollerante e generoso come tuo padree gentile, educato e disponibile come tua madre.Nonostante tutto sono straordinarie il loro pupo non potrà certo essere da meno.------------------------------------------------------------------------ Rinchiuso In queste quattro murama anche fuori, in verità,come una tigre relegata in gabbia,ma tranquillo, non rabbioso.Consapevole della situazione,avrei tanto bisogno d’affettoma non ne cerco,forse per paura o per pigrizia.Ho tanto detto…ma di più avrei da dire.Sull’onda della riflessione,memore degli errori commessi,prodigo nell’elargire la mia esperienzaanche se modesta, innocente,scevra dagli eccessi ormai ricorrenti.L’amore, qualora vi fosse,bisogna coltivarlo nel quotidiano,anche se fra il dire e il fare…Non credevo, ma mi manca…L’amore!Non so neppure cosa sia, in effetti,da quel che dicono è stupendo,e vorrei, per una volta,provare l’ebbrezza del perdere la ragione,anche solo per un momento!Ma ormai forse è tardi,non pretendo nulla,anche perché chi non fa non falla,e quindi ok, rimango consapevoledi questa mia mancanza, ma tant’è,esiste, ed io non posso fare altro chetamponarla.Nell’attesa del risveglio…e dello schiudersi di nuove porte.-------------------------------------------------------
La solitudine
Chi ha un gatto, chi un cane Chi un amico, chi un parente Chi solo tu, crudele, incorruttibile, altera compagna. Chi non ti conosce difetta Chi cammina al tuo fianco ha già un piede nella fossa Ci sei, si sente, eccome! Non ci sei…chi sei? Impalpabile eterea figura Per molto tempo sconosciuta Purtroppo adesso ombra mia Ti amo perché sei l’ultimo baluardo Ti odio pensando ai ricordi che furono Perché ti ho incontrato nel mio girovagare? Traguardo dei miei fallimenti Cosa ho perso per trovare te? Hai vinto l’ultima delle battaglie Sei diventata la mia regina Ed io il tuo lacchè Tu che vivi delle mie lacrime Tu che godi del mio patire Tu che ridi nel mio cuore infranto Tu che rodi ad ogni mio sussulto Tu che castri le mie pulsioni Tu che polverizzi l’intelletto Tu che inibisci i sogni e smorzi ogni impeto vitale Fammi almeno credere in una possibilità Permettimi l’ardire di poter cambiare, se non invertire, la rotta Dammi la forza di spezzare la catena dell’àncora e dai vigorìa ai colori della speranza il tempo non ti costa e quindi aspetta, ancora non sono pronto per vivere solo con te. Voglio riprovare le emozioni per uno sguardo, i fremiti per una carezza, l’imbarazzo per una parola. Voglio dimenticarti, a te non ho fatto neppure la promessa Di eterno amore, nel bene e nel male… ------------------------------------------------------------ Solo.
E’ una parola
Null’altro
Ma perbacco quant’è pesante
Solo è …
chi non s’accontenta mai
chi cerca di aiutare gli altri
chi ha i soldi ma non gli bastano mai
chi non li ha e lo deridono
chi non ha cuore
chi lo ha ma non lo fa vedere
chi ha una donna ma non la considera
chi non ce l’ha
chi si espone in prima linea
chi non ha il coraggio di farlo
chi è bello, ma fine a sé stesso
chi è brutto e non azzarda mai
chi ha un amico ma è lontano
chi ha una figlia ma non con sé
chi parla italiano ormai non capito
chi è fortunato ma inutilmente
chi è iellato per colpe non proprie
Solo.
Gira che ti rigira
tutti ci sentiamo soli
ma a torto.
Molti non lo sono ma non se ne rendono conto
Se lo fossero, eccome, se sentirebbero la differenza
Ma basta poco, ai Soli Veri,
per non sentirsi tali
una parola, un pensiero, un cenno
ed ecco che rinascono di luce propria
ma che si riflette intorno
illuminando questo mondo di fosche tinte
con un nulla, facendo credere ai Soli Finti
che è meglio che smettano con le loro teorie
e che si godano le realtà che hanno…
Nonostante tutto
Meglio soli Veri, consapevoli,
che in compagnia, ma veramente Soli!
----------------------------------------------------------------------------------- Sussulto
Ti ho visto quella sera
Inaspettata, uscivi dalla macchina
Tutta in ghingheri
Eri stupenda
Bei vestiti su di un corpo niente male
Accidenti…
Da anni non provavo quella sensazione
Mi pareva esser tornato ragazzo
Quando timido guardavo le forme
Che tanto mi inquietavano i sensi
Ma, allora, non sapevo che fare
Neanche le avessi viste nude a un palmo dal naso
Ed ora
Che forse qualcosa ho imparato
Mi manca il coraggio di azzardare un invito
Sconfitto in battaglie passate /
E forse anche nella guerra
Perché faccio così?
Per quale oscuro motivo il blocco permane?
Farò bene…farò male…
Ok, non lo faccio!
Perdio, uomo, mischiati alla calca
Non lo hai mai fatto
Ma forse è l’ora
Normalizzati, uniformandoti allo standard comune
Accantona reconditi preconcetti o paure ancestrali
Togli la sella e cavalca a pelo
Forse troverai quel pascolo paradisiaco
Che tanto vai bramando
Metti in un cassetto il big
Almeno in questa occasione.
----------------------------------------------------------------------------- Tristezza
Incompresa compagna di tanti amici in gioventù
Fedele amica dal giorno maledetto
Amore odio si intersecano nel nostro quieto vivere
accomunati dall’implacabile scorrere del tempo
Parliamo confrontandoci ma la spunti sempre
Lotto e mi dibatto, ma vacillo senza sosta
Sei l’alter ego della donna che fu
Mi guardo intorno e ti vedo spavalda
Sembri invincibile, dinanzi a me
Nulla, per ora, sembra farti paura
ma bada, bestia immonda,
sono saturo di te
la tua presenza mi infastidisce e mi soffoca,
mi ha frenato per troppi anni ormai,
e come Don Chisciotte contro i mulini a vento,
consapevole della mia pazzia
ti dichiaro guerra!
Senza remore, e scevro da ogni pregiudizio,
ti ripudio, disconoscendoti.
Anche se zoppicando, voglio camminare da solo.
----------------------------------------------------------------------- Budrio
La casa della tristezza, dell'angoscia, della speranza, della nuova realtà,ma anche della definitiva sconfittao della rinascita, seppur suffragata da artifizi tecnici.Esseri deformi,per genetica o per altro,tanti amputati di braccia, di gambe, di tutto, di più.Qualcuno per tristi scherzi della natura,oppure per scelleratezze in gravidanza.Di tutte le età,poco sollievo che i piccoli siano la minoranza...Uomini, troppi, donne, meno, ma tante.Ho visto...bambini innocenti guardare ilari le loro forme strane,bambini innocenti che neanche sapevano di esistere,persone prive di tutto, fuorché del tronco,ragazzi e ragazze bellissimi e pronti al tutto dalla vita,menomate pesantemente e che nulla avranno dalla vita...Decine sono i tecnici che lavorano costruendo arti artificiali a ritmo infernale;qualcuno, sempre di meno, si cala nell'umano,nell'aiutarci a stare seduti, o in piedi,o a reimparare a camminare.Quasi ventimila protesi l'anno, secondo le ultime stime,significa oltre cinquanta al giorno, domeniche comprese.Realtà nascosta, la nostra.Dove stanno tutti?Rintanati come belve pericolose,relegati nelle retrovie,impauriti dalle differenze.Una società, la nostra,del solo aspetto, del bello.Viva l'Italia, o Sparta, chiamatela come volete.Ma invece di un solo dirupoabbiamo strade, piazze, ponti, stazioni...Io, per come la vedo nel mio intimo,sono perché sono,e non perché appaio.Sono perché ho un cervello,un'anima, un cuore,delle sensazioni, delle emozioni...e non, come tanti, perché hanno gli occhi celesti,le spalle larghe, e sono atletici ed estremamente prestanti.La differenza è che loro, i belli, i novelli narcisi,hanno solo, e badate bene, solo... fortuna!E' questo che fa la vera differenza, la fortuna.Chi ce l'ha, ma non la considera neppure,e chi non ce l'ha, e si vede benissimo, basta guardarlo,e guardarsi.Ma basta un niente, perché tutto cambi,e il tutto, per molti, è troppo pesante.Inaspettato, pare intollerante.Ma non temano, i futuri sfortunati...non si muore, cambia solo... la vita.Siamo obbligati a...rifondare i muri portanti del nostro io,reinventare gli interessi e le amicizie,adattarsi ad un nuovo lavoro, se fortunati,imparare ad accantonare l'orgoglio, e ad abbassare sempre la testa,tacere quando mai l'avremmo fatto...Bisogna solo...abituarsi alla nuova realtà.Auguro a tutti di provarlo,certo non dal vivo,ma in un bel sogno, e che duri tutta la notte,e che al risveglio rimanga la paura di come potrebbe essere,e non dire... era solo un incubo, e scrollare le spalle,e continuare ad andare in culo al mondo.Dobbiamo ricordare sempre che la dea bendatanon si ferma mai a lungo in un posto solo!---------------------------------------------------------------------------Libertà
Fatemi tutto
ma permettetemi di pensare
Lasciatemi almeno la possibilità
di credere nelle mie convinzioni
e non imbrigliate il mustang
che mi conduce nella prateria sconfinata
Levatemi la patente
ma concedetemi di poter viaggiare con la mente
Anche senza carburante
mi sposterò ugualmente
La sorte mi ha tarpato le ali
ma chiudo gli occhi
e scendo ad ogni stazione
Ogni luogo non ha segreti
in un niente sono a levante come a ponente
All'unisono scruto New York, Londra e Pechino
Non ho bisogno della crociera
per vedere il blu del mare
o del volo last minute
per ammirare il verde dell'Irlanda
Come un'aquila che, sfrontata,
lancia la sua sfida dall'alto del cielo
pronta a carpire la preda
Così io, reso arido dal fato,
urlo, in silenzio, il mio esserci
E la mia voce, benché incruenta,
arriva all'osso prima che alla carne
E fa pensare...
------------------------------------------------------------------------------ Il vero tesoro
Sensazione unica...
Darsi senza pretendere dazio
ricevere senza dover rendere Scattare come per un figlio, l'uno x l'altro Le porte di casa sempre aperte
Quando parliamo... non ci sono segreti se tacciamo... bastano gli occhi
L'umore... si intuisce, sempre Le difficoltà... sono un poco più leggere Il dolore... si divide, e ti cedo la mia forza Il piacere... si raddoppia, e ne godiamo assieme La tua fortuna mi riempie di gioia Il tuo star male mi intristisce
E quando...
converso con la tua donna, ed è normale tengo in braccio tuo figlio, e ne gioisci mangio alla tua mensa, ed hai più appetito bevi un bicchiere in più, e non lo fai sovente ridi di gusto, e non lo fai spesso le ore insieme passano veloci, e non ci fai caso siamo distanti, ma uniti, anche solo da un filo Ma è sufficiente pensarci...
che eccoci lì, a fumare accanto l'un l'altro e dire cazzate a iosa
e tornare seri in un niente, in simbiosi quando ci salutiamo... a malincuore. Che fortuna averti come Amico!------------------------------------------------------------- Mamma
E' stato un crescendo di bordate pesanti Intervallate da momenti abbastanza tranquilli Hai fatto sempre la tua parte, con onesta serenità Con picchi di gratuita severità, che non meritavo, e che non ti si addiceva A onor del vero ti ha stressato di più il babbo Altero, irrequieto, supponente, a volte anche prepotente Ma senza mai alzare un dito, anche se la lingua fa male più degli schiaffi E tu, impassibile, paziente, assorbivi tutto e lo fai ancora Anche se ora è diverso, anche lui Buffo... Quando potevate darvi e darmi tanto, il piede era sul freno, inamovibile Ora, che le primavere sono già considerevoli E si affacciano pericolosi effetti collaterali Il fiume della vostra vita scorre lento, ma ancora forte E parlate, parliamo, ma mai abbastanza, come tutti Mi spiace, e tanto, di avervi abbreviato l'esistenza Quel giorno malefico vi è costato anni Il giorno dopo era già visibile, il cambiamento Così com'è stato per i nonni... Per loro ancora peggio, perché già carichi di acciacchi Nell'arco di 6 anni, da autonomi... Sono finiti rigidi, in orizzontale, alla mercè del nulla O al cospetto del tutto... Sai quanto c'ho pensato, mamma? Tantissimo, e talvolta mi pare un incubo... Ma non riesco a sentirmi responsabile E' una colpa che disconosco, e tu più di altri lo sai Il rammarico, certo, quello è rimasto Ma tuo figlio non ha mai avuto un buon rapporto con la dea bendata E nel tuo cuore conti le cicatrici Che io ho altrove Però resisti, ancora, e grazie a me, anche Che tante volte ti rimprovero di lamentarti troppo O di non accontentarti di quanto hai, di come sei, di come siamo Comunque sia... sei stata, e lo sei tuttora, forte Davvero. ------------------------------------------------------------------------ Francesca
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