Brescia, Teatro S. Barnaba "36^ Stagione concertistica G.I.A. -Giovani Interpreti Associati-": "Raramente è capitato di ascoltare un Concerto nel gusto italiano dai tempi giusti e brillanti, con un Adagio sostenuto e accorato, tutto cantante, solido e un Presto finale dal tempo estremo, scarlattiano e pieno di estro. Un Bach eseguito in perfetto stile cembalistico con convincente sensibilità barocca e tecnica eccezionale, musicalità vibrante e istintiva, emozionante. La Sonata Op. 35 di Chopin, fiera e dolorosa, rapsodica ed epica, con canto sempre in evidenza, suono bello e raffinato è stata affrontata con incredibile spontaneità e maturità, esaltandone la specifica drammaticità di ogni movimento; basterebbe il Presto finale, quel chiacchiericcio fra le due mani eseguito in modo strepitoso, per seguire un simile musicista nella carriera che gli si può aprire.”

 Bergamo, Sala Piatti "103^ Stagione concertistica della Società del Quartetto": "Federico Colli, a cui non difetta la tecnica, si è mosso con la scaltra disinvoltura di chi conosce tutti i più sottili accorgimenti per uscire vincitore anche dai passi più ostici e insidiosi. Perentorio nel nitore delle linee, spumeggiante nella ricchezza delle combinazioni sonore con alcuni affondi al basso di rara bellezza e stacchi di tempo molto originali, ha dimostrato un potenziale decisamente interessante che potrebbe convergere in una direzione vincente."

 Brescia, "2° Festival Lediecigiornate, 6^ giornata - Mozart: i demoni del genio": "Il giovane Federico Colli ha eseguito la Sonata in sol maggiore KV 283, nella quale sono state ammirate, davvero, la levità del tocco, essenziale in Mozart, la colorazione del canto e la perfezione ritmica richiesta dai tre tempi, col finale "Presto" ad aprire l'Anima e a sciogliere il lungo applauso."

 Città di Cantù, "Concorso internazionale per pianoforte e orchestra" edizione 2008: "Con la vittoria del pianista italiano Federico Colli, torna l'Italia al Concorso Città di Cantù. Al Teatro Fumagalli, gremito in ogni ordine di posto, la Giuria riscatta il tricolore: è una doppia vittoria, è tutta italiana e porta il nome del bresciano Federico Colli. Il giovane pianista, non ancora ventenne, si è aggiudicato il 1° premio nella sezione concerti classici e l'altrettanto massimo riconoscimento nella sezione concerti romantici; ciò gli ha consentito di maturare anche lo speciale Gran Premio della Cassa rurale e artigiana di Cantù. Il bresciano ha convinto la Commissione ed entusiasmato il pubblico già nella prima finale, con un'interpretazione lucida, spiccata e decisamente personale del Concerto K 595 di Mozart, giudicata tecnicamente ed espressivamente superiore alle interpretazioni degli altri finalisti. Nella seconda finale, Federico Colli sapeva di dover bissare tensione, emozioni e fatiche con il celeberrimo Terzo Concerto di Rachmaninov: e il mezzo migliaio di persone che gremivano il Fumagalli ha accolto con un applauso, quasi un'ovazione, la sua interpretazione così decisamente intensa e profonda, così carica di emozione e di approfondimento. "Un Concorso così bello non si era mai ne visto, ne sentito!", ha commentato il Maestro Vincenzo Balzani, Direttore artistico del Concorso giunto alla 18^ edizione. Il Musicologo Enzo Restagno, Presidente della Commissione, ha dichiarato in chiusura che, dopo due travolgenti serate nelle quali il livello di preparazione dei candidati è parso eccezionalmente alto, soprattutto da un punto di vista tecnico, hanno vinto anche la Musica e la Città di Cantù.
Federico Colli, un talento straordinario, ha passeggiato attraverso la musica colta nella Sala Regina della Villa d'Este di Cernobbio la sera dopo essere stato proclamato Vincitore. Finalmente un formidabile italiano si è imposto, all'unanimità e per la prima volta, nella manifestazione canturina! Federico ha dimostrato di possedere un controllo intellettivo e fisico eccezionale, oltre a evidenziare un continuo coinvolgimento emotivo. Il suo programma, a Cernobbio, ha spaziato tra i Grandi della Musica, dando dimostrazione di un eclettismo straordinario. La Sonata KV283 di Mozart è stata eseguita con suono e fraseggio stilisticamente esatti, deliziosi. La Grande polacca brillante preceduta da un Andante spianato, di Chopin, è stata esaltata nella sua complessità, spesso rapsodica tra volute salottiere (eseguite in modo limpido e senza compiacimenti) e il virile, eroico tema della Polacca. La trascrizione di Busoni del Preludio n. 4 su un Corale d'organo di Bach, dal corale sempre presente con un suono caldo e netto, contrappuntato da un velocissimo e staccato moto perpetuo dal disegno sempre uguale, richiamava le esecuzioni di Glenn Gould. In conclusione, la Sonata Op. 57 n. 23 di Beethoven (Appassionata) veniva accolta con il boato dei presenti, così grati e ammirati da tante bellezze ascoltate."

 Manerba del Garda, "XII Festival Armonie sotto la rocca" - Associazione "Francesco Soldano" di Brescia: "Si dice che chi suona Mozart debba disturbare la Musica il meno possibile, per non rovinarne la perfezione. Ascoltando Federico Colli disegnare al pianoforte forme e geometrie del Concerto mozartiano in si bemolle maggiore K 595, il detto non si è mai rivelato più vero. Non per fragilità esecutiva, ma per rispetto e devozione, in punta di dita Federico Colli tratteggia con soffi di cristallina trasparenza delicati paesaggi sonori, quasi limitandosi ad aprire una finestra su un panorama di composta e rara bellezza. Il Direttore Marek Mos e la Aukso Polish Orchestra lo seguono. Tessono, cuciono… incantano."

 Bergamo, Sala Piatti "105^ Stagione concertistica della Società del Quartetto": "La fiducia che l'Associazione bergamasca ha voluto riconoscergli riproponendolo a distanza di soli due anni dalla precedente esibizione del 2007, trova riscontro nella constatazione della sua crescita artistica. E' apparso infatti evidente quale salto di qualità abbia compiuto non solo la sua tecnica, molto più fluida e aggressiva, più ricca di sonorità e di affondi, ma soprattutto l'attenzione con cui sono percorse e scavate le ragioni musicali ed espressive di ogni brano. Così, anche in una pagina carica di un certo spirito salottiero come l'Andante spianato e Grande polacca brillante Op. 22 di Chopin, egli riusciva a miscelare in modo avvincente e ad arringare con ragioni melodiche e timbriche anche i passi in cui è alto il rischio di retorica e banalità. Lo stesso, nonostante difficoltà tecniche più alte, accadeva nei tre Etudes-Tableaux Op. 39 di Rachmaninov, che Federico Colli riusciva a rendere oltrepassando i vincoli delle difficoltà: egli non si è fermato a far vedere la sua bravura, ma ha raccontato il rovello poetico di queste ardue pagine. E su questa strada è stata riproposta con una brillantezza scintillante pure la Sonata n. 7 di Prokofiev, corrusca, inquieta e trascinante. Infine, anche il temibile Carnaval Op. 9 di Schumann ci ha detto di una personalità artistica che si va definendo in modo pieno ed adeguato. Il recital, applauditissimo, conferma quindi che il ventunenne pianista bresciano è da considerarsi una vera promessa del pianoforte."

 Parigi,  Salle Cortot - "Association Animato": "L'italiano Federico Colli, originario di Brescia, compirà 21 anni il prossimo Agosto. Attualmente si perfeziona con Konstantin Bogino e ha da poco vinto il Premio speciale per la miglior interpretazione della musica romantica al "XIème Rencontre internationale des jeunes pianistes - Paris 2008". Senza dubbio, egli possiede una personalità musicale originale, che si rivela sin dai primi passi della 24^ Sonata "A Teresa" di Beethoven, eseguita con sonorità adorabili. I due brevi movimenti acquisiscono qui una dimensione insospettata, attraverso una lettura che abbandona a volte l'insieme per rendere evidente il particolare. Se nella breve introduzione sono ben rese sia la necessaria intensità del clima che la richiesta compostezza, e l'esecuzione del primo tema traspira di delicata tenerezza, è sul secondo tema che Federico Colli dimostra la sua maturità, attraverso la costruzione di un microcosmo di grande suggestione. Ciò non è ovviamente possibile senza una spiccata articolazione tecnica e un pieno controllo del suono (ottima la qualità dei "piani"), caratteristiche che il giovane pianista dimostra di possedere senza alcun problema. Nel 1° Mefisto valzer di Liszt, l'italiano conferma audacia e temperamento, imponendosi sia per la liricità dei passaggi, che per il vigore delle pagine veloci. Federico Colli conclude il suo concerto con una ricca interpretazione della 7^ Sonata di Prokofiev, caratterizzata da una interpretazione inquieta e triste nell'Allegro, raffinata e cantabile nell'Andante e tecnicamente eccezionale, senza esagerazione o esasperazione, nel Precipitato finale. Buona sia la chiarezza che la tenuta ritmica e bene anche il fraseggio, in un contesto nel quale è dimostrata una concezione musicale molto solida. La Sonata K146 in sol maggiore di Scarlatti, eseguita come bis, arricchisce il recital di allegria e avvolgente delicatezza. Se questo pianista, come parrebbe, continuerà a lavorare passo dopo passo, il suo avvenire è da considerarsi estremamente promettente."

 Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi "Festival internazionale MiTo 2009": "Federico Colli ha dimostrato di essere un pianista di grande talento, in possesso di un eccellente potenziale artistico e di superba maestria. Il suo Prokofiev è risultato essere focoso e avvincente, particolarmente ricco in potenza e inquietudine, altresì traboccante di tensione e autentica pulsione."

 Lecce, Teatro Paisiello "13° Mendelssohn Festival": "E' stato uno splendido concerto quello offertoci dal pianista Federico Colli al Teatro Paisiello di Lecce. Seppur giovanissimo, il giovane interprete ha già raggiunto una incredibile maturità musicale, associata ad una spiccata personalità concertistica e grande carisma artistico. Sinceri complimenti a questo splendido talento che, nel prossimo futuro, potrebbe raggiungere traguardi importanti preclusi alla maggior parte degli attuali giovani pianisti." 

 47° Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo: "-Ravel e l'anima delle cose- è l'ultimo libro di Enzo Restagno, insigne musicologo e direttore artististico, presentato nell'ambito del Festival in due interessanti ed articolate conferenze concerto tenutesi nel Ridotto dei Teatri Grande di Brescia e Donizetti di Bergamo. Nel corso delle brillanti conversazioni, Federico Colli ha proposto "Pavane pour une infante défunte" e "Ondine" da Gaspard de la nuit, sfoggiando il suo splendido suono in interpretazioni magiche e avvincenti, dal fraseggio calibrato e finissimo, colorato con le difficili tinte dell'acquarello. Lunghi applausi da parte di un pubblico assai numeroso in entrambi gli appuntamenti."

 Bergamo, Auditorium S. Alessandro - Aprile 2011: Federico Colli, dopo la vittoria del Premio Mozart di Salisburgo, è tornato a Bergamo, città nella quale si è già fatto precedentemente apprezzare con due recital alla Società del Quartetto. Da allora, il cesello del suono è cresciuto fino a diventare quasi un'ossessione: un punto d'arrivo, perseguito con inflessibile puntualità. Non ci sono note casuali, non c'è fraseggio pennellato dall'estro momentaneo; soprattutto, il disegno tra le due mani è accurato e minuzioso, quasi scandagliato con la lente di ingrandimento. Tutto ciò si è udito non solo in Mozart, dove è quasi fisiologica una cura settecentesca del suono, ma ancor più nella Sonata Op. 2 n. 1 di Beethoven, nella quale Federico Colli ha allargato ed intensificato fino all'inverosimile i potenziali espressivi. Un consistente, interessante passo avanti del giovane bresciano, accolto da una platea che non ha lesinato applausi più che calorosi e meritati.

 Bergamo, Sala Piatti "108^ Stagione concertistica della Società del Quartetto": era lecito augurarsi che il ventitreenne pianista bresciano Federico Colli, tornato in Sala Piatti per il Quartetto, avesse fatto passi avanti in una pur già brillante carriera, ed in questo senso il suo programma lasciava intendere alcune evoluzioni: non solo Beethoven e Mozart, ma anche altri compositori, come Skriabin e Ravel. Il recital, applauditissimo, ha fornito diversi nuovi spunti.
Federico Colli ha confermato la sua grande, acuta e minuziosa cura per i colori ed il timbro: emblematica la sua Sonata K 309, dove i cristalli limpidi si mescolavano al velluto, in un gioco di innocenza che è la quintessenza dell'estetica mozartiana. Incredibilmente, questa cura quasi ossessiva ha avuto ancor più conferme nella Sonata n. 10 di Skriabin, esaltata nella sua dimensione visionaria e spettrale dal fraseggio debitamente articolato e condotto con rigida definizione. Molto interessante è stato il suo Gaspard de la nuit, nel quale, con molta acutezza e con strategia matura, ha miscelato il tratto nitido dei contorni e la fluttuazione delle sonorità complessive, creando riverberi e suggestioni di rara forza. Interessanti e di eccellente fattura anche le Variazioni Brahms-Paganini I Libro, proposte come bis, in una prospettiva generale sulla quale ci sembra ben procedere.

 Verona, Teatro Filarmonico "Stagione 2011 - 2012": consistente e felice conclusione di stagione con l'ultimo concerto della Fondazione Arena di Verona, il cui programma includeva il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore Op. 73 per pianoforte e Orchestra di Beethoven. Nella sua esecuzione beethoveniana, il giovanissimo pianista Federico Colli riesce a metter d'accordo l'Orchestra dell'Arena di Verona, guidata da Francesco Lanzillotta, sia nei particolari che nel clima generale. Veloce e brillante risulta così il suo Quinto Concerto, il celebre "Imperatore", non spogliato del senso di imperiale monumentalità. La sua interpretazione nel tempo intermedio, l'Adagio un poco mosso, è concentrata sul suono e sul fraseggio, non priva di una naturale eleganza. Federico Colli mostra di avere stile, tecnica, un suono nitido e nello stesso tempo antico, per niente asettico, riscuotendo così caldi applausi.


29.04.2012