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ABRUZZO SENZA OSPEDALI? di G. Larosa
Da qualche tempo si parla della chiusura di quasi tutti gli ospedali d' Abruzzo, rimarrebbero solo quelli delle citta' piu' grandi, per un totale di 8 ospedali.
Non e' un problema solo abruzzese, abbiamo ricevuto dalle RDB campane di Caserta analoghe notizie con la differenza che li' la contestazione ha un livello piu' alto e piu' credibile, con proposte concrete di miglioramento, alcune anche molto innovative e facilmente applicabili.
Qui da noi si sono mobilitati alcuni comitati ed alcuni uomini politici locali specialmente a Guardiagrele e Giulianova.
Perche' vogliono chiudere questi ospedali? La ragione e' che si deve rientrare del debito stratosferico provocato dalle precedenti amministrazioni.
Vero e' che il debito e' dovuto solo in piccola parte alle spese per il mantenimento di tante strutture sanitarie minori mentre il grande e' dovuto alle convenzioni con i privati ma trovo ipocrita barricarsi sempre dietro un problema "altro" per evitare il confronto nel merito.
Onestamente tutte le strutture non si possono mantenere con i costi che hanno e con i debiti spaventosi che abbiamo, i debiti, infatti, non sono di chissa' chi, ma sono sulle spalle e sulle tasche di tutti gli abruzzesi le cui tasse e i tagli ai servizi servono anche per pagare queste spese.
Che fine faranno gli ospedali che verranno cancellati? Mistero, alcuni, si dice, saranno riconvertiti ma a cosa non e' chiaro, altri saranno proprio dismessi e gli stabili saranno venduti.
Se chiudono i piccoli, nei grandi resta la carenza di organico, quindi, una parte del personale sanitario dei piccoli ospedali potrebbe essere riassorbito ma questa e' una nostra ipotesi, non c'e' nulla di sicuro.
Quali criteri sono stati scelti per la selezione delle strutture ospedaliere? Ci si rifa' alla normativa nazionale che prevede che ciascuna struttura faccia una istanza di "accreditamento" presso la ASL di competenza, in questa istanza l'ospedale deve dimostrare di avere determinato requisiti, in particolare:
1)organizzazione
deve possedere un Sistema Qualita', procedure informatiche per la gestione del servizio e delle apparecchiature sanitarie, ecc..
2)strutturali
l'edificio deve essere certificato come antisismico, deve avere il Certificato di Protezione Incendio aggiornato, gli impianti tecnologici devono essere certificati, devono essere rispettati i criteri di abbattimento delle barriere architettoniche ecc...
3)assistenza
devono essere impostate procedure che prevedano ben determinati "profili di assistenza", criteri di miglioramento continuo del servizio erogato, indicatori di qualita', protocolli diagnostici e terapeutici, ecc..
4)attrezzatura
per ogni reparto viene individuata l' attrezzatura che deve essere presente e le caratteristiche tecniche di essa.
Tutto questo e' stabilito dalla legislazione nazionale e dalle attuazioni regionali (LR 32/2007, LR 5/2008, Piano Sanitario Regionale 2008 - 2010) che sono analoghe in tutte le regioni.
Quanto detto e' saggio e giusto in apparenza ma non in sostanza, perche', a ben vedere, forse nessun ospedale potrebbe avere i requisiti sufficienti per essere accreditato e questo non solo in Abruzzo.
Percio' si e' scatenata la battaglia tra poveri: ognuno cerca di fare il massimo rumore o cercarsi il piu' alto santo in paradiso per salvare il "suo" ospedale.
Abbiamo tentato di impostare un minimo di ragionamento tra gente di "movimento" per stabilire NOI dei criteri oggettivi da proporre per salvaguardare le strutture ospedaliere piu' rilevanti e piu' importanti per il territorio.
Risposte? Nessuna! Guardiagrele continua a strillare per il suo ospedale, Santuomo di Giulianova continua a spingere per salvare il suo ospedale di Giulianova e ognuno cerca di tirare il bidone all' altro senza dirlo apertamente.
Questo e' il livello del "governo" della regione e questo e' il livello dell' "opposizione". I primi si nascondono dietro norme complesse e inapplicabili per fare piazza pulita salvando i propri clienti e i secondi cercano di salvare i propri clienti contestando le stesse norme.
Ora noi chiediamo a tutti i lettori di scrivere, adoperarsi in qualche modo perche' si cerchi una linea di difesa unitaria e credibile a livello regionale, superando tutti i particolarismi, questo per il bene di tutti e soprattutto perche' solo cosi' possiamo rialzare la testa e sperare in un futuro diverso.
In particolare ci aspettiamo un gesto intelligente da parte di chi e' gia' impegnato in questa battaglia: se non chi ci lavora dentro o chi conosce bene il problema, chi puo' essere piu' interessato e piu' adatto per risolvere il terribile problema di salvaguardare al massimo il livello di servizio sanitario e occupazionale e contemporaneamente contribuire a ridurre sensibilmente il famoso debito? Attendiamo risposte concrete che fin ora non abbiamo ricevuto.
Giulio Larosa
Comitati Duesicilie Abruzzo
FERRAGOSTO TERRA MIA TI CONOSCO! di Giulio Larosa Oggi vi parliamo di un piccolo paese, Pescosansonesco, che oggi e' un piccolo borgo isolato. La ricchezza della storia e dei monumenti del paese, pero', mostrano come una volta queste zone montane dell' Abruzzo interno fossero tutt' altro che povere e remote, anzi, esse erano ricche e sulla via di intensi traffici. Queste zone sono state ricche e prospere fino al 1860, l' anno della invasione delle Duesicilie, da allora, dopo la terra bruciata fatta dall' esercito invasore e dalla infame legge Pica che ridusse alla miseria tutti i piccoli centri delle Duesicilie, inizia una decadenza brusca e tremenda. La fine dei commerci, il crollo dell'industria tessile, lo spopolamento, l'emigrazione, hanno ridotto questi paesi a piccoli borghi dove una popolazione generosa e coraggiosa resiste, lavora e si impegna per lo sviluppo del paese in armonia con la magnifica natura circostante. Buona gita a Pescosansonesco COCULLO CULTURA NON FOLCLORE Il primo giovedi' di maggio si tiene la festa di San Domenico a Cocullo, piccolissimo paese che sta, per l' appunto, su un cocuzzolo.
L'evento, quest' anno caduto il primo maggio, e' tra i piu' importanti dell' Abruzzo, i pellegrini sono migliaia, da Pescara parte anche un treno speciale.
Il rito e' eccezionale perche' il solo che ha resistito nei secoli, infatti, l' impiego delle serpi nei riti religiosi in eta' pagana era abbastanza diffuso, specie nella Marsica, Plinio infatti sostiene che la parola Marsi significhi "serpari", manipolatori di serpenti.
Diciamo subito che la festa non e' in onore di S.Domenico perche' e' il santo che protegge dalle serpi, la festa e' in onore di San Domenico perche' il santo opero' negli Abruzzi per gran parte della sua vita, fondando monasteri, chiese, organizzando le comunita' dei montanari.
S.Domenico mori' a Sora nel 1031 e in tutto l' Abruzzo sud occidentale lascio' uno straordinario ricordo ed una notevole devozione.
Dato che il rito dei serpenti era gia' in uso dai secoli piu' remoti, probabilmente inizialmente le serpi venivano portate in chiesa, cosi' come prima erano portate nei templi pagani. e dato che al santo furono subito attribuiti miracoli di guarigione da vari mali, in particolare dal morso delle feste, ecco l' associazione San Domenico-serpi ed ecco che in onore del santo si e' continuato il rito della processione con le serpi.
Una seconda informazione importante e' che e' i serpenti usati nella processione non sono velenosi. Si tratta di biscioni di montagna, denominati il Cervone che puo' essere molto lungo, anche come un uomo, la biscia dal collare ed altri simili.
Una tradizione profana dice che se i serpenti si aggrovigliano sulla testa del santo e' cattivo segno per l' anno in corso, se invece stanno in basso ai suoi piedi o comunque non coprono la testa e' buon segno.
Ma Cocullo non e' solo serpari e serpenti, c'e' un magnifico Museo delle Tradizioni Popolari, una fontana ed una torre medievale, la chiesa della Madonna delle Grazie e quella di San Domenico.
Il borgo, infine e' bellissimo, e' un borgo fortificato medievale eccezionale.
Infine finitela col considerare Cocullo e i cocullesi una sorta di folcloristici trogloditi! La festa del santo ha un significato trascendentale molto complesso come si puo' apprendere visitando il centro studi annesso al Museo delle Tradizioni Popolari.
Ormai il primo giovedi' di Maggio e' passato, a ferragosto alle volte si tiene una seconda manifestazione religiosa, preparatevi ma soprattutto prendete prima contatto con la Proloco allo 0864490004 o col comune 086449449 informatevi su come e quando visitare il famoso Museo.
Relativamente alla festa qualche critica va all' organizzazione: pochi anzi rarissimi bagni chimici per migliaia di persone.
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