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UN TONY "NEVOSO"
 
Tony e' nato a Citta' Sant' Angelo a due passi dall' autostrada di Pescara Nord, un uomo di mare, Nevoso di cognome ma anche musicalmente, la sua, infatti, e' una musica rocciosa, non solo nel senso di rockeggiante ma anche come contenuti: e' una musica ispirata, pensierosa, gli argomenti sono elevati, spirituali, ascoltandola ci si sente portati sulle vette delle nostre montagne, tra gli eremi arroccati, a due passi dal cielo.
Tony Nevoso e' uno come noi, non e' uno di quei fortunati scelti dalle case discografiche che possono vivere d'arte, e' uno che vive del suo lavoro. Nonostante tutto non ha rinunciato a sognare, si e' diplomato ad una scuola per cantautori ed ha partecipato ad alcuni eventi musicali importanti. E' suo l' "Emmanuel" l' inno ufficiale del giubileo dei giovani del 2'000. Nel 2005 ha un altro riconoscimento, la targa d'argento al premio Augusto Daolio di Sulmona e nel 2007 vince il premio della critica al Jammin Festival. Ma se volete conoscere davvero Tony Nevoso, leggete l' intervista che segue.
 
dove sei nato?
sono nato a città s. angelo ( Pescara)
vivi da solo o sei sposato?
sono single
che lavoro fai?
il grafico pubblicitario per vivere e il cantautore
per sognare...
Raccontaci un po' di questa iniziativa di
Ligabue, in cosa consiste la votazione ?
Lo sta_ di Liga ha pensato di lanciare
un contest per far esibire prima in ogni suo
concerto in giro per l’italia, una band, un
cantaurore. Il diritto ad esibisrsi come supporter
matura da una votazione online per mezzo
di facebook dove le persone sono invitate a
votare un video. Il video dell’artista che avrà
avuto più voti, salirà su quel palco.
Qual'e' il tuo rapporto con Ligabue?
Mi piacciono le sue canzoni, come le canta, la
poesia dei suoi testi
Qual'e' il cantante/gruppo italiano che
preferisci? Quale quello straniero?
Mi piacciono gli artisti appassionati, quelli
carnali, che scrivono cose autentiche che
riguardano il vivere della strada. Ligabue è uno
di questi. Tra le donne sono a_ascinato da
Fiorella Mannoia; se dovessi comprare un cd...
comprerei un cd di Mannoia, di Elisa.
Tra quelli stranieri, amo Michel Jackson, Bruce
Springsteen, Sting e tanti altri.
Qual è la principale fonte di ispirazione delle
tue canzoni?
Sicuramente la vita, i rapporti umani autentici
e, dulcis in fundo, Gesù Cristo.
Che cosa vuoi comunicare o esprimere
principalmente con le tue canzoni?
Mi piace scrivere piccole colonne sonore alle
mie emozioni e confrontarle con altri.
La condivisione di una gioia ne moltiplica i
frutti; la condivisione di una sofferenza ne divide il dolore.
A quale tua canzone si adatta di piu' a questo
tuo bell' aforisma?
Beh! Penso che il messaggio si adatti un po’ a
tutte le mie canzoni, nel senso che condividere
una canzone che parla di una gioia ampli_ca la
mi asoddisfazione. Condividere, invece, una
canzone che tratta uno stato d‘animo malinconico
mi solleva da quella so_erenza che diversamente,
nella solitudine, mi schiaccerebbe
La tua e' una musica melodica, in che senso
puo' anche essere considerata "impegnata"?
Le mie canzoni sono anche melodiche, ma
risentono di un imprinting di rocker gentiluomo;
hanno con loro il pugno del rock e la
carezza della melodia. La mia canzone è impegnata
in quanto mi impegno molto nello
scriverla... Nelle mie canzoni sono come sono
poi, i messaggi nei quali ognuno può e vuole
riconoscersi, vengono da soli.
La musica dell' ultimo '900 e' stata contraddistinta
fondamentalmente dall'estetica della
trasgressione: secondo te quale deve essere,
nel nuovo millennio, il messaggio che la
musica deve inviare al mondo, specie al
mondo giovanile?
Io lascerei alla musica il libero arbitrio. La
musica ha la capacità di toccare il suo fondo e
rinascere dalle sue ceneri, si esprime come
vuole. Anche i periodi bui della creatività
musicale sono stati il preludio di una ri-nascita.
Una cosa, però, vorrei ancora dire e criticare:
l’uomo si è impadronito di molti canali di
distribuzione e promozione musicali; le radio
non tutte, ma la maggior parte, e la televisione
sono subordinati al più forte dell’interesse
economico. Insomma alcuni uomini (pochi
uomini) decidono cosa altri uomini (molti
uomini) debbano ascoltare. Allora, dico, non
limitiamoci all’ascolto di quello che ci viene
proposto da chi la musica la commercializza,
ma andiamo alla ricerca della musica di chi la
musica la fa.
Qual è il tuo rapporto con la nostra tradizione
misicale popolare (folk) e, in particolare, con
la sua versione moderna?
La musica tradizionale abruzzese mi piace , mi
allieta, tuttavia non è la musica che ispira le
mie canzoni. Io sono nato con la musica country,
country rock, weast coast... non so perché,
ma è così.
Sei abruzzese, quanto conta per te l' appartenenza
a questa regione e alla cultura del
mezzogiorno di cui storicamente ed etnicamente
fa parte?
Sono sempre contento di dire che sono
abbruzzese... anche perché lo sono davvero,
ma sarei stato altrettanto contento e fossi stato
di un altra regione, di un altra città. Non sono
un campanilista. Stò bene qui dove vivo e amo
le diversità di chi vice altrove.
Km di vita e' l' ultimo disco, pensare alla vita
trascorsa a cosa ti fa pensare, quali sono, oggi,
le tue valutazioni sui Km percorsi e quali su
quelli da percorrere?
La domanda mi piace molto perché stimola a
fare questa riflessione come il viaggio di un re magio
moderno, non più con il dromedario, ma con la
sua moto. Un re magio come potremmo de_-
nirci noi oggi, alla ricerca di se stessi in un
viaggio che non è un “andare verso”, ma un
“tornare verso”, un viaggio al contrario alla
riscoperta del proprio essere più intimo e più
autentico.
Se dovessi scrivere un inno, una canzone
importante, a chi la dedicheresti?
Alla vita

 

 

 
 
ROCK OGM? SI GRAZIE di L.Ferretti
 
Teramo, 16/04/2010 – È disponibile dal 6 aprile 2010 “Emotivamente instabile”, primo album ufficiale per gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), la rock band abruzzese che ha saputo fondere vari stili musicali in un unico, proprio personale genere, da loro stessi ribattezzato “rock modificato”.
L’album raccoglie dieci anni di lavoro in sala prove, anni durante i quali i brani sono stati smontati e rimontati numerose volte, in un fine lavoro di “ingegneria genetica” applicata al rock. La band, messa insieme da Antonio Campanella, ex bassista degli Hiroshima Mon Amour, è composta da musicisti di collaudata esperienza, avendo militato in importanti formazioni degli anni ’90.
Alternativa, hard rock, new wave, punk e canzone d’autore: sono questi gli ingredienti base del rock modificato degli OGM, finalmente nei negozi di dischi con la loro opera prima “Emotivamente instabile”.

“Sono molto soddisfatto di questa nostra prima uscita discografica, prodotto di circa dieci anni di lavoro” ha dichiarato Antonio Campanella, portavoce della band, “visto che il nome OGM circolava in maniera importante solo per la nostra attività dal vivo, era giunto il momento di fissare su disco il nostro universo musicale”.
L’album in cd “Emotivamente instabile” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 6 aprile 2010 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, cdandlp, CdUniverse, ecc…), al prezzo imposto di € 10,00. Inoltre sarà possibile acquistarlo in formato digitale sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes). Per chi volesse acquistarlo direttamente dall’etichetta Danze Moderne, al prezzo di € 12,00 (€ 10,00 cd + € 2,00 di spese postali), può scrivere all’indirizzo e-mail info@danzemoderne.it
È possibile reperire informazioni di riferimento tramite la pagina web del gruppo www.ogmband.com, sulla pagina MySpace http://www.myspace.com/ogmbando sul sito dell’etichetta www.danzemoderne.it   
 
 
FOLK SI BIFOLK NO! di G.Larosa
 
La musica popolare o folk come e' spesso chiamata, ha avuto una interessante evoluzione negli ultimi anni che l'ha resa, per le Duesicilie, un genere di successo e musicalmente di alto livello.
In passato le cose non sono andate cosi'.
Nei tempi remoti dei nostri nonni, a parte la musica napoletana, col suo repertorio classico, il resto era roba da localita' remote, lontane dalla civilta' urbana e metropolitana.
Accanto a questa musica aracaico-etnica, c'era anche qualche raro esempio di musica popolare composta da qualche genio musicale dell' epoca, come Dommarco e Cesare de Titta.
Di fatto la musica popolare era patrimonio dei poveri e dei paesi remoti.
Nel dopo guerra fino alla fine degli anni '80 emergono altri esempi di musica popolare.
Anche qui, a parte l'eccezione della musica napoletana "alternativa" (NCCP) o rockeggiante (Pino Daniele e simili), la produzione nuova di musica popolare e' di pessimo livello e di pessimo gusto, e' un prodotto per "cafoni" urbanizzati o paesani che fossero.
Dagli anni '80, con lo sparire della musica popolare alternativa, inizia una produzione di nicchia, frutto di esperti musicologi, storici, etnologi, musica bella, di livello altissimo ma non per le masse, solo per esperti o appassionati del genere.
Recentemente invece sta emergendo, in tutte le Duescilie, una musica popolare di alto livello, modernizzante, pur mantenendosi fedele alla tradizione, di stampo decisamente metropolitano, o meglio, potremmo definirla etno-metropolitana.
I primi a sfondare questa porta sono stati i salentini con la riproposizione della pizzica tarantata che e' diventata, ormai, un genere di assoluto successo.
Altri hanno seguito questa strada in tutte le Duesicilie.
Per l' Abruzzo, tra i migliori rappresentanti di questo genere, vogliamo presentare gli "Anema me'" che gia' nel nome mostrano il loro programma.
Per avere un'idea precisa del gruppo ascoltate il pezzo di cui abbiamo dato il collegamento youtube: si tratta della celebre "Vola Vola", l' inno d'Abruzzo, ma che ritmo! Niente a che fare con la lamentosa e noiosissima versione che e' stata proposta dai vari cori montani negli anni precendenti ma una vera e propria canzone Etno-beat, un pezzo da suonare e cantare per le vie trafficate delle nostre citta', nei concerti affollati d'estate o nelle manifestazioni di protesta.
E' un capolavoro perche' unisce la tradizione alla modernita', in perfetto stile "Federmediterraneo" o, se vogliamo "Franconocellesco".
Ma chi sono gli Anema me'?
Nascono nel 1999 dopo che il fondatore ha passato qualche anno a sciacquare i suoi panni nel fiume Pescara e quindi nasce con un progetto che e' anche linguistico: identita' e universalita', modernita' tradizione, melodia e protesta. Vincono subito alcuni concorsi musicali e alcune loro canzoni sono usate per alcune colonne sonore di filmati dedicati all' Abruzzo. La loro musica e' anche denuncia, chiamiamola etno-ribelle, con sonorita' reggae e rock sciacquate, come detto, nel fiume Pescara o meglio, nel Sangro, visto che sono originari di quella zona.
Insomma, con la nostra musica ne abbiamo fatti di progressi e altri ne faremo ancora. Complimenti quindi con tutta l' anema me'!
 

 

 

La truffa dell' Unita'
 
Presentazione di Giulio Larosa
 
Il libro di Zitara parte dalla descrizione dell' Italia pre unitaria, una nazione arretrata ed estremamente disomogenea per portare le conclusioni alla situazione esistente ancora ai giorni nostri. Zitara con una documentazione inoppugnabile, spiega le ragioni per cui ancora oggi, dietro una formale unita' ed uguaglianza, si continui a nascondere una sostanziale dualita' che non e' soltanto economica e sociale ma e' soprattutto di ruolo, o meglio di gerarchia. Le Duesicilie sono una sorta di colonia interna in cui secoli di rapina e di assistenzialismo improduttivo hanno provocato una autentica catastrofe sociale che e' sotto gli occhi di tutti noi. Dice Zitara "Oggi Nord e Sud sono incatenati in un' unica e ambivalente sovranita', il capitalismo euroglobale che li vincola a stare in un unico meccanismo di mercato ma non li fonde. Nonostante la sovranita' unitaria, la mancanza di indipendenza del Sud da luogo a due societa' profondamente diverse..." 
Il libro, unico nel suo genere approfondisce tutti gli aspetti dell'economia del tempo, delle strategie finanziarie e politiche che precedettero e seguirono l' unificazione.
Due parole sull' autore per chi non lo conoscesse: Zitara e' calabrese, da giovane fu socialista, poi Psiup, ebbe il coraggio di opporsi alla degenerazione clientelare e mafiosa del partito socialista e soprattutto il coraggio di contestare la politica dei vertici del PSI e PCI del dopoguerra che miravano a portare al Nord i migliori esponenti per farli diventare, di fatto, null' altro che agenti del partito padano e in specie agenti della penetrazione delle ditte legate ai due partiti, organizzate nelle cooperative tosco emiliane.
Fu emarginato e costretto ad uscire dal partito. Altra colpa, ma per noi merito di Zitara e una diversa interpretazione dei moti di Reggio, inquadrati in un ottica diversa dalla volgare criminalizzazione di quel sorprendente movimento. Negli anni Zitara e' stato una delle teste pensanti del moderno duosicilianismo e di quello che viene chiamato separatismo rivoluzionario. Sue opere sono "Memorie di quando ero italiano", "Negare la negazione" e molti altri scritti di politica ed economia. Per chiedere informazioni scrivere a eleaml@tin.it
 
Comunicato di ELEAML per l'iniziativa editoriale
 
Il Ri-sorgimento toscopadano: una spinta dal basso in l'alto   
Alle radici del capitalismo toscopadano
Del  testo elettronico che segue possano essere tratte copie anche stampate, purché non se ne faccia un uso commerciale.
La gratuità con cui l'opera è offerta al pubblico ha il fine primario di contribuire a formare un'opinione separatista fra gli italiani del Sud. L'unità italiana è una truffa. Il dato formale dell'uguaglianza dei cittadini serve a nascondere la colonizzazione economica e la sopraffazione culturale.
Il libro è lungo, l'argomento è ostico, la sua lettura richiede tempo e un reale interesse al tema. L'autore ringrazia anticipatamente coloro che arriveranno alla  fine. Doppiamente grato egli sarà poi ai conterranei e agli altri lettori che invieranno un contribuito affinché il testo elettronico possa essere tradotto in francese, inglese e spagnolo, non sembrandogli giusto annoiare soltanto gli italiani.
Nel caso che i contributi superino le spese, l'eccedenza sarà spesa per scansionare e offrire in Web alcune opere  (non più in commercio) che l'autore ritiene importanti per la formazione di una cultura meridionale.      
Versare l'importo voluto sul conto corrente postale
n. 82 51 89 56
intestato a
Nicola Zitara
Via delle Magnolie 53
89048 Siderno
 
 
Pubblicazione a stampa
 
Si può prevedere una pubblicazione a stampa del libro, che sarebbe  messo in vendita a euro 25,00. Mille copie a stampa costano ero 6.000 (preventivo di massima). Non essendo in condizione d'anticipare la somma, l'autore propone un comitato con lo scopo unico di provvedere a detta pubblicazione (art. 39 del C.c.). Sede in Siderno, Via delle magnolie 53. Organizzatore lo stesso autore.
L'autore-organizzatore s'impegna a corrispondere in proprio una eventuale differenza in più sul costo di stampa ovvero di donare all'Associazione culturale Due Sicilie di Gioiosa Jonica un numero di copie per un  valore totale corrispondente a un eventuale risparmio.  
Il fondo di euro 6.000 sarà composto da 120 quote di euro 50 cadauna. Ogni sottoscrittore riceverà tre copie a stampa (75,00 euro) al suo indirizzo o anche a tre diversi indirizzi. Con il che l'associazione si esaurisce. Delle rimanenti copie (circa 640)  una parte sarà venduta per coprire le spese d'imballaggio e spedizione, e la parte residuale rimarrà di proprietà esclusiva dell'autore. Costituisco un bene non  alienato i diritti d'autore di Zitara.  
E possibile sottoscrivere più quote fino al limite massimo di 119.
 
Non inviare danaro. Questo sarà richiesto soltanto se e quando le adesioni raggiungeranno il totale indicato di euro 6.000.
 
L'adesione va datata e sottoscritta e deve seguire la seguente formula  
 
Il sottoscritto
Nome
Cognome
Data e luogo di nascita
Indirizzo postale e telefonico
      
 
aderisce al Comitato per la pubblicazione a stampa tipografica de "L'unità truffaldina" in numero di mille copie.
 Il sottoscritto elegge come organizzatore del comitato lo stesso Nicola Zitara.
In tale forma essenziale la dichiarazione va spedita per posta all'autore (Via delle magnolie, 53 - 89048 Siderno).
 
 
 
TUTTI COLPEVOLI, GRANDE MUSICA! di Gigio Rosa

 

Per i tifosi del Napoli e per chi segue il calcio con dedizione, la canzone "Sputtanapoli" non sarà una novità, grazie anche alle migliaia di richieste giunte alle emittenti radiofoniche e agli oltre 30.000 download mp3 in meno di una settimana. Il brano, dedicato al giallo degli incidenti del 31 agosto scorso alla stazione Termini di Roma, attribuiti ai tifosi azzurri, è stato l'apripista dell'album concept di Gino Magurno, alias "L'Altroparlante". Il suo cd "Tutti colpevoli", esce oggi nelle edicole della Campania al prezzo speciale di 10 euro, in abbinamento al numero di novembre del magazine "L'Espresso Napoletano", il mensile edito da Rogiosi, dedicato ai luoghi d’arte sconosciuti, alle tradizioni e alla cucina degli antichi sapori. Il cd è disponibile anche in tutti negozi di dischi della catena Sudigiri, Eldo, Fnac, Feltrinelli, nelle librerie e negozi specializzati e on-line su www.MusicaNapoletana.com.
Il cd sarà accompagnato dal lancio di una seconda traccia radiofonica, "Siamo tutti colpevoli" e da una terza track di riferimento: "Quelli come te". L’album è un "concept project" o "concept album", perché ogni canzone è un racconto di un unico libro, narrato con la crudezza, l’immediatezza e la passione con cui si partecipa alle discussioni nei vari blog, dai quali sono stati tratti spunti e documentazione di molte delle canzoni. Si va da Siamo tutti Colpevoli (3’05”), che non assolve nessuno per “questa vergogna che in così poco tempo ha sporcato un passato di eroi, di storia, di artisti, di gloria” a Canzone ad personam (3’40”), favoletta che racconta di “un uomo piccolino venuto dal nulla  ma con grandi poteri, riusciva a realizzare tutti quanti i desideri, tutti quanti i sogni, però i suoi”, a Sputtanapoli (2’57”), ”sciacalli travestiti da eroi che si riempiono la bocca di noi, conviene sputtanare Napoli per poi vendere miracoli”. Parlando con me stesso (3’08”) è un punto di domanda, “chi nasce tondo non diventa quadro? O è l’occasione che fa l’uomo ladro?”, sui comportamenti quotidiani e sulla difficoltà di essere coerenti di fronte ad ogni situazione. Poi si torna a Napoli con Quelli come te (3’11”), “ma perché sei tifoso della Juve se sei di Napoli?” dedicato a tutti coloro che remano contro la città, dagli amministratori truffaldini ai semplici cittadini che con gesti di inciviltà fanno “diventare grassi e grossi tipi come Bossi”. E’ tutto finto (3’16”) è una malinconica riflessione su quanta finzione ci sia in “tutto quello che ci gira intorno fin dal primo giorno”. Poi si continua con Lettera aperta (3’31”) dedicata a chi è “un’arma di distrazione di massa” e a chi è riuscito a “salire sul tempio dopo aver dato il cattivo esempio”, e con Malcostume mezzo gaudio (3’21”) “per politici corrotti e imprenditori corruttori” in una realtà  dove “ormai tutto è normale” per poi chiudere con  Monologo interiore (3’21”) che è un viaggio nel “flusso dei pensieri che va verso l’infinito così velocemente che non ricordo più da dove sono partito” in stile James Joyce.
Eclettico e genialoide, Gino Magurno, autore/produttore napoletano, ha lavorato con Edoardo Bennato in qualità di autore ed arrangiatore e ha fondato con Diego Parodi e Renato Salvetti i Vox Populi. L’Altroparlante, secondo l'idea di Magurno, vuole essere una voce alternativa che lanci pietre nello stagno della nostra coscienza per cominciare a riflettere sul delirio quotidiano, sulle situazioni paradossali ormai diventate normalità, sulle corsie sempre più preferenziali per pochi e sempre più corsa ad ostacoli per la maggior parte dei cittadini. Non propone soluzioni ma forse, la sensibilizzazione, la partecipazione civica, l’informazione, la presa di coscienza e l’autocritica, anche di chi in buona fede si sente incolpevole, è già un primo passo.
 
Per contatti: Gigio Rosa Promotions - Gigio Rosa: gigiorosa@gigiorosa.it - Cell. 3471695641
 
 

  

Storie di ordinaria camorra di Sergio Nazzaro (recensione di G.Larosa)

Il libro di Nazzaro racconta 24 storie di camorra, una per ogni ora di una giornata ideale.
Come le storie di Saviano sono fatti di cronaca, storie vere, documenti giornalistici.
Rispetto a Saviano ha il pregio di mostrare anche un lato particolare della malavita: la presenza nelle sue fila, nei bassi ranghi anche di brave persone.
Queste persone sono soprattutto gli "invendibili", quelli che sono esclusi dal mercato del lavoro e che, come dice il titolo, "per fortuna" hanno la camorra.
Nazzaro dimostra che la camorra cresce dove il resto si ritira, dove la produzione, la media e grande fabbrica si ritirano.
Per chi vive nelle Duesicilie queste storie sono note o comunque non suscitano particolare meraviglia, noi sappiamo!
La domanda che segue e': che fare? Da dove cominciare per cambiare le cose e soprattutto come salvare quello che c'e' di buono anche nella camorra, come le brave persone che vivono di manovalanza criminale perche' non hanno alternative o non sanno dove trovarle?
Perche' se nelle zone dominate dalla malavita ci sono dei criminali, delle persone senza scrupoli come ce ne sono in tutto il mondo, ci sono anche tante brave persone che gestiscono tante imprese, che hanno tanta dedizione al lavoro, perfino quello piu' duro e dequalificato, che rispettano la famiglia, i poveri, gli amici.
Insomma come salvare il salvabile e liberarlo dai legami con la malavita?
Questa risposta non la da ne Saviano ne Nazzario.
Ecco di cosa deve parlare il libro che stiamo ancora aspettando noi che abitiamo dal Tronto a Lampedusa. Per comprare questo libro andare sul sito di Fazi editore srl (www.fazieditore.it)
 

Un anima divisa in due di Fiore Marro  (recensione di G.Larosa)

Un giallo storico con poesie questo e' il modo piu' corretto per descrivere il libro di Fiore Marro che contiene, intrecciate ad una drammatica storia di odio e di omicidi,  l' eco di vicende storiche drammatiche e brani di prosa poetica particolarmente toccanti. Il libro ha il merito di descrivere, in maniera vivissima, per la prima volta, quegli anni che seguirono la fine della resistenza armata agli invasori chiamata brigantaggio, un epoca di cui non si sa nulla, in cui ogni speranza di tornare indietro era ormai svanita e in cui si cominciava a non guardare piu' avanti, insomma da quando ci e' stato tolto il passato e negato il futuro. In quegli anni erano ancora vivi alcuni che da giovanissimi avevano vissuto i fatti tragici del Risorgimento, gaglioffi e brava gente, spesso da ambo le parti si erano affrontati in un tremendo bagno di sangue e rapina che aveva cancellato secoli di storia e distrutto l' ossatura di una societa'. Questo tirare a campare, ancora in mezzo ai ruderi dei fasti del passato e ai ricordi della guerra che svaniscono e che ogni tanto ritornano come fantasmi sono l' ossatura del racconto. Bellissime le descrizioni di Napoli e di Genova di fine ottocento, stupenda la poesia del sodato mutilato diventato accatone e bella anche la morale della storia che invita a non dimenticare i torti e i delitti subiti ma anche a perdonare e a guardare avanti con combattivo spirito di pace. Per comprare questo libro rivolgetevi all' EMPORIO DUESICILIE di Ebay (http://stores.ebay.com/EmporioDueSicilie)

 
   
DUE NUOVE CANZONI PER L’ ABRUZZO INSORGENTE
 
 
Giuseppe Ranucci, e i Nuovi Briganti ci hanno regalato altre due magnifiche canzoni, inserite nell’ ormai celebre raccolta del CD “Quando c’erano i Briganti”.
Una canzone e’ dedicata a Berardino Viola ed e’ cantata dagli Equi Valenti, l’ altra, intitolata “Un solo re un solo dio” e’ cantata da Mauro Checchi e Cloris Brosca.
Le parole sono di Giuseppe Ranucci che conferma il suo straordinario talento.
Davvero speciale e’ la canzone “un solo re, un solo dio” dedicata al grande capo brigata abruzzese Michele Pezza, detto Fra diavolo.
Il titolo della canzone riprende la celebre frase che il comandante disse al generale francese che sperava di comprarlo, chiedendogli di passare dalla loro parte.
I francesi, visto l’ indegno comportamento di molti intellettuali e ricchi borghesi della nostra terra, infatti, si erano convinti che noi eravamo tutti vigliacchi pronti a venderci al miglior offerente.
Michele Pezza dimostro’ che cosi’ non era, dovrebbe essere un esempio da studiare sui libri di storia, invece sui libri ufficiali si celebrano i venduti che per i loro sporchi comodi furono pronti a diventare i collaborazionisti degli occupanti.
Costoro fecero razziare inestimabili patrimoni di opere d’ arte che oggi sono nei musei francesi, fecero saccheggiare e incendiare i paesi, sparare sui popolani, osannarono uno straniero che si autonomino’ re di Napoli.
La storia di Michele Pezza e’ tutt’ altra cosa, la canzone di Giuseppe Ranucci e’carica di rabbia e di orgoglio, e’ degna del personaggio.
Questo CD e il libro di poesie che fa parte della stessa raccolta e’ importante per noi, vale come un monumento alla memoria e ci accompagnera’ nel percorso di riscatto della nostra gente.
Il libro con allegato il CD musicale puo’ essere acquistato al prezzo di 15E piu’ 2,7E per spese di spedizione richiedendolo a
Casa editrice Andromeda
Contrada casette Faiano snc
64041 Castelli (Teramo)
tel.0861979541

 

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