RACCONTI

Oh, Benvenuti Viandanti
vagando per contrade, villaggi e
valli sconosciute
chissà in quante strane avventure
vi sarà capitato d'imbattervi.

Dama Imandra & Lord Ivan
mi pregano di farvi sapere che se volete contattarli
per far loro conoscere anche le vostre
storie, potete usare il contact-form

Mentre voi decidete il da farsi
io continuo a leggere....

- L'attesa(autrice: M.P) - Il Canto della Guerriera(Autrice: M.P)
-
Il Regno delle Ombre (Autrice: Hagar-hagar.beeplog.it )

L'attesa
     
Nel tempo che dedicai
a tessere la tela
nell'attesa del tuo ritorno,
ho sperato per te nei venti propizi,
temuto per te i canti delle sirene.
MAI ho creduto agli inganni
che mi parlavano della tua morte
ogni giorno ti ho amato.


Da me finalmente sei tornato.
Avvolto in un lenzuolo
sporco del tuo sangue versato.
Hai combattuto per nobili cause,
per orribili guerre, per sciocche diatribe
ma sempre
sei rimasto soldato.

Per te, valoroso anche in questo momento
è finito il tormento.
Ricomincio a tessere la tela,
sperando che non sia lunga l'attesa
di rivedere un giorno
il volto del mio amato

upup
una dama al suo amato
scritto da: M.P.



Il Canto della Guerriera
(Autrice: M.P. scritto nel 2000)

 
 Una dolce fanciulla seduta all'ombra di una grande quercia cantava una dolce,
ma allo stesso tempo, triste melodia.
Le sue dita pizzicavano soavemente le corde di un'arpa
e la sua voce si innalzava sublime al cielo.

La fanciulla mi rivolse un fugace sguardo e tornò a cantare dell'amicizia
fra un valoroso cavaliere e la sua fidata compagna guerriera; una fata.
Rimasi perplessa nell'udire le parole del canto; la mia memoria era persa,
forse per questo mi fermai ad ascoltare. C'era qualcosa di familiare...
"Un dolce sorriso apparve sul viso della guerriera.
Guardava negli occhi il bel cavaliere; ormai era giunta la fine.
La dolce guerriera volle raccontare la sua triste storia e cominciò...
Un tempo lontano di cui molto non ricordo salvai un principe da morte sicura;
per riconoscenza mi diede l'investitura.
L'ingenuità di quel tempo mi aveva portato a pensare che era un immenso onore,
ancora non sapevo quanta sofferenza e dolore avrei dovuto sopportare.
Ho visto molte volte la morte negli occhi.
Quando incontrai te, oh cavaliere, lessi nei tuoi occhi la mia stessa vita.
Cammini diversi ci avevan portato sulla stessa via.
 
Un dolce sorriso apparve sul viso della guerriera.
Giurai a te, oh cavaliere, fedeltà
Giurai a te, oh cavaliere, amicizia e onestà
Giurai a te, oh cavaliere, sincerità
Giurai a te, oh cavaliere, fedeltà.
Senza in cambio nulla volere
Giurai a te, oh cavaliere...
 
Fu il destino a metterci sulla stessa strada.
Misi al servizio del tuo re la mia spada.
La giustizia doveva trionfare
combattevamo contro il male.
 
La dolce fata guerriera era stordita dal dolore.
La sua voce era ormai un sussurro...
Un triste sorriso apparve sul viso del cavaliere...
 
Giurai a me che non ti avrei portato con me
Giurai a me che non ti avrei insegnato le armi
Giurai a me...
Giurammo entrambi fedeltà allo stesso re.
Per questo ora sei con me.
Giuro a te, che ti accompagnerò
Giuro a te, che sola non ti lascerò
 
Ma chiedo a te, perchè?
Perché hai scelto la strada più dura per te...?
 
 Un dolce sorriso apparve sul viso della guerriera
Tu chiedi a me, perché?
Altra risposta, oh cavaliere, non c'è...
Strada facile non vi è...
 
La spada del nemico nelle mie membra è affondata
La mia vita vicino a te utile e' stata
La mia morte non ti deve dare dolore
I nostri figli sapran da te del nostro valore
 
Giurai a te, oh cavaliere, fedeltà
Giurai a te, oh cavaliere, amicizia e onestà
Giurai a te, oh cavaliere, sincerità
Giurai a te, oh cavaliere, fedeltà.
Senza in cambio nulla volere
Giurai a te, oh... ca... va... li... ere...
 
Con voce rotta dal pianto cantava il cavaliere
Giurai a me che non ti avrei portato con me
Giurai a me che non ti avrei insegnato le armi
Giurai a me...
Giurammo entrambi fedeltà allo stesso re.
Per questo ora sei con me.
Giuro a te, che ti accompagnerò
Giuro a te, che sola non ti lascerò"
 
 
Una strana sensazione percorse il mio cuore, una certezza:
era il canto di mia madre, morta fra le braccia del cavaliere, mio padre...
La fanciulla mi guardò di nuovo, sorrise e disse:
- Tua madre aveva ragione, strada facile non c'e'.
Solo il tuo cuore ti aiuterà a prendere le tue decisioni... -
Un attimo di distrazione per guardare una foglia cadere
e seguire una moltitudine di pensieri.
Voltarmi nuovamente per chiedere: "chi sei?",
ma la fanciulla all'ombra della quercia non c'era più.
Da quel giorno ho sempre seguito la strada più difficile,
quella dell'onestà, della giustizia,
della fedeltà, dell'onore... ho percorso la strada del cavalierato...
Up up
 
Mettevi accanto a noi intorno al caldo tepore
 
del fuoco acceso di un camino per ascoltare
una delle tappe del viaggio di Sir Lancelot,
esperienza che vuole condividere
con tutti gli avventori del castello e noi ringraziamo il Cavaliere
d'aver trovato di suo gradimento la nostra dimora
 
- Vostri Lord Ivan & Dama Imandra -


Il Regno delle Ombre
(Autrice: By Hagar, 09:25)

Sir Lancelot galoppa una notte e un giorno per raggiungere il Bosco.
Il Sole è appena tramontato e presto la Fata del Bosco farà la sua apparizione.
- Lancillotto, eccoti arrivato finalmente!-
- Ho tardato forse? Dite che se fossi giunto all’alba anziché
al tramonto voi sareste apparsa prima?-
- Assolutamente no! Credete sia qui solo per voi?
Ditemi, Lancillotto, come state? -
- Qual è la prossima terra che sta sulla via del Grande Regno?
Devo rimettermi in viaggio prima che faccia notte
e mancano solo poche ore all’oscurità.
Dite presto, se potete. -
- Quanta fretta! Siete adirato per caso? -
- La mia ira sconfigge i malvagi, lo sapete meglio di me.
Ho bisogno di lei al mio fianco quanto della mia spada. -
- E di cos’altro non potete fare a meno, Lancillotto? -
- Delle vostre indicazioni. Orsù, rispondete alla mia domanda:
Qual è il prossimo Regno? -
- Il Regno della Bontà. -
- Il Regno della Bontà? Ma cosa dite? Vi prendete gioco di me per caso?
Non è il mio cuore il Regno della Bontà? Devo visitare il mio cuore per caso? -
- Siete certo dell’abilità del vostro cuore a maneggiare la bontà
quanto della vostra mano a destreggiare la spada? -
- E voi siete certa che dovrò visitare quel regno?-
- Sono certa che la tua bontà abbia radici fragili e da quel regno
non potrai che uscirne rafforzato.
E’ vera bontà, Lancillotto, quella dell’uomo che ama il prossimo
suo come se stesso ma che non ama se stesso?
- Non è del mio amore che manco, ma semmai…
Fino a quando dovrò restare in quel regno? -
- Fino a che avrai imparato ad amare te stesso come ami il tuo prossimo.-
- C’è un’altra terra che può ricondurmi alla via del Grande Regno?-
- Sì, c’è. E’ il Regno delle Ombre. A te la scelta, Lancillotto.-
- Andrò nel Regno delle Ombre.
Ci vedremo nel Bosco, mia Signora, al tramonto del terzo giorno.-
- Buona fortuna, Lancillotto.-

Lancillotto monta a cavallo e galoppa senza mai fermarsi,
finché dinanzi a lui appare una grande porta fatta di nubi.
E' la porta del Regno delle Ombre.
Il Regno delle Ombre ha una particolarità, come tutti i regni.
E’ un regno dove il Sole non sorge mai.
E’ illuminato dalla Luna, giorno e notte, da una Luna che non si assottiglia mai.
Tonda, paciosa, immobile al centro del cielo, rischiara le vie al posto dei lampioni
e le case al posto delle candele e tutt’intorno a lei milioni di stelle,
brillanti come in nessun altro regno.
Sir Lancelot entra adagio nella terra delle ombre.
Pensa sia popolata di spettri contro i quali nulla potrà la sua spada,
ma Lancillotto non teme certo la morte, anzi.
Scende da cavallo e percorre a piedi la via principale del Regno.
Lungo la via vede gli abitanti del regno delle ombre.
Persone in carne ed ossa, sorridenti e gentili gli uni verso gli altri come più non potrebbero.
Non ci sono spettri, ma solo dame e cavalieri felici. Eppure il paesaggio è tetro.
Non si addice certo a quel popolo! Lancillotto è intenzionato a capire.

- Ditemi, sir, cosa ne avete fatto della vostra giacca? -
- L’ho donata ad un passante che non ne aveva una. Ve ne stupite? -
- Non avete freddo? -
- Certo che ho freddo, ma presto mi passerà.
Se attendete con me pochi minuti, vedrete che presto passerà
un altro cavaliere da questa via e mi donerà la sua giacca
e poi qualcun altro farà lo stesso con lui prima che la strada finisca. -
Dopo pochi minuti Lancillotto vede con i suoi occhi la scena del dono
della giacca e in lontananza la scena si ripete ancora
e ancora e ancora, continuamente. Riprende a parlare col cavaliere.
- Come potevate esser certo che qualcuno avrebbe fatto lo stesso con voi?
Svelatemi questo mistero, vi prego. -
- E’ la regola del nostro regno, sir! Sir…? -
- Senza Sir. Mi chiamo Lancillotto e basta. -
Lancillotto volge improvvisamente lo sguardo a terra e con stupore…
- Ditemi, che fine ha fatto la vostra ombra? -
- La mia ombra, sir? Non esiste.
Questo è il Regno delle Ombre proprio perché non ci sono ombre.-
- La Luna vi guarda giorno e notte e non avete il dono della vostra ombra? -
- E’ così.-
- E ditemi, siete felice per questo? -
- Sono felice fino a che resterò in questo regno,
dove nessuno possiede una sua ombra,
dove ognuno vive esclusivamente per aiutare e far gioire gli altri.-
- E a voi stesso non procurate gioia e sollievo? -
- No, nel nostro regno non v’è necessità di provvedere a sé stessi.
Sarà qualcun altro a pensare a me. -
- Siete mai uscito da questo regno?-
- No, non mi è concesso.-
- Cosa intendete dire? Chi vi vieta di visitare altri regni? -
- Nessuno, ma io so bene che fuori di qui troverei ad attendermi un destino terribile. -
- Terribile, dite? Quale?
- Recupererei la mia ombra, Lancillotto, ma perderei me stesso.
Non saprei vivere diversamente da come mi è stato insegnato, né qui né altrove.
Qui posso essere felice, altrove sarebbe la mia fine.
Donerei la mia giacca e i miei calzari al primo passante, ma nessuno
farebbe lo stesso con me e man mano mi ritroverei denudato e solo. -

- Siete prigioniero di voi stesso allora! -
- Sì, sir. Le regole sono medaglie, non lo sapete? Hanno sempre due facce.
In una faccia della nostra medaglia c’è l’amore reciproco degli uni verso gli altri,
ma nell’altro c’è per noi la condanna a non essere.
Qui ognuno rimette la propria vita nelle mani degli altri.
Ma sir, perché mi ponete queste domande se fate anche voi
parte del Regno delle Ombre? -

- Io non faccio parte affatto del vostro regno!
Sono qui solo di passaggio. -
- Rivolgete una seconda volta lo sguardo a terra e poi ditemi…
che fine ha fatto la vostra di ombra? -

Lancillotto monta sul suo cavallo di corsa e attraversa il Regno delle Ombre al galoppo.
Non intende trascorrere un minuto di più in quella terra. Prigioniero lui?
L’uomo che ha fatto della Libertà il vessillo del suo casato?
La Fata del Bosco gli ha fatto un bello scherzetto questa volta.
Lancillotto deve subito parlare con la sua Signora.
Vuole chiederle della sua ombra e sapere che fine ha fatto e come recuperarla.
Vuole andare nel regno dove l’ha persa, o dove gli è stata rubata a sua insaputa,
per riappropriarsene prima di giungere al Grande Regno.
Ma la Fata del Bosco questo lo sa. E’ lei che guida il suo viaggio.
Mentre galoppa andando incontro al vento,

sente già la voce della Fata del Bosco che lo chiama:
“E’ vero amore, Lancillotto, quello dell’uomo che ama il

prossimo suo come sé stesso ma che non ama sé stesso?”
upup

 


seguite il volo
della civetta...
o

up
Estraete la spada...

 
 Lascia la tua eterna traccia,
nemmeno l'infinità del tempo potrà cancellarla....
 

Alcune delle immagini presenti in questo sito provengono
da altri siti che offrono i loro servizi GRATUITAMENTE e dall'archivio di Beepworld
Se per caso ci fossero immagini coperte da copyright(^^;;) fatemelo sapere
usando il contact-form e provvederò a rimuoverle. Grazie della collaborazione :-)

 

 


 

Sito web gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!