LA MUSICA NEL MEDIOEVO

 

 
fate finta che da questa radio si possa
sentire una voce :-)

Benvenuti dame, cavalieri e viandanti d'ogni tempo
siete arrivati nel salotto della musica, dove,
senza troppe pretese cercheremo di darvi qualche informazione
sugli strumenti musicali d'un tempo
.

Molte delle leggende che noi oggi possiamo leggere, un tempo
venivano tramandate a voce, da cantori, trovatori e menestrelli
che vagando di castello in castello narravano le vicende degli eroi....

La musica profana del medioevo - I trovatori - I trovieri e i minnesänger
La musica e i trovatori - La musica strumentale - Le danze
Gli strumenti musicali


che la musica di sottofondo possa cullare
il vostro viaggio in modo curiosamente piacevole...

 

La musica profana del medioevo
(fonte: oradimusica, http://www.oradimusica.it )

 La musica è sempre stata presente in tutte le attività dell’uomo.
Feste, banchetti, spettacoli teatrali, cerimonie profane o sacre,
preghiere, danze, sono sempre state
accompagnate dal canto e
dal suono degli strumenti musicali.  Nei primi secoli del medioevo
artisti ambulanti giravano nelle piazze dei paesi per offrire alla gente
del luogo i loro
spettacoli. Questi artisti, chiamati “giullari”,
“menestrelli”, erano ben accolti anche nei castelli dove
venivano invitati per allietare le feste di corte.
Erano cantori, abili suonatori, danzatori, acrobati e buffoni.
Per le loro musiche utilizzavano vari tipi di strumenti musicali,
molti dei quali sono gli antenati degli strumenti attuali.
Fino all’anno Mille la musica profana
(cioè la musica non destinata alle cerimonie religiose)
era per lo più affidata a questi artisti vagabondi.
Le loro canzoni erano basate su semplici melodie
ripetute e narravano storie di eroi e condottieri:

Carlo Magno e i suoi paladini contro gli infedeli Saraceni
Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda
Le spedizioni dei Crociati in Terra Santa
Le melodie di queste canzoni erano spesso improvvisate sul momento,
quindi nessuno si
preoccupava di scriverle.
Per questo motivo esse non sono giunte fino a noi.

I trovatori
(fonte: oradimusica, in fondo alla pagina trovate il link)

Nella Francia del Sud (in Provenza) a partire dal XII secolo
nasce una nuova figura di poetamusicista: il trovatore.
I trovatori erano per lo più di origine nobile e amavano
dilettarsi nella poesia e nella musica componendo versi e
a volte anche la melodia sulla quale cantarli.
Essi frequentavano le corti aristocratiche dedicando la loro arte
soprattutto alle signore. Alla nobile dama il trovatore si dichiarava
fedele servo: l’amore devoto e un po’astratto era infatti
l’argomento principale delle sue canzoni.

 

I trovieri e i minnesänger
(fonte: oradimusica, in fondo alla pagina trovate il link)

Nel nord della Francia lo stile dei trovatori fu ripreso dai trovieri nella
lingua d’Oil (la lingua che darà origine al francese moderno).
Con i trovieri si accentuò il carattere aristocratico di queste musiche
Fra di essi troviamo addirittura dei re, come il famosissimo
Riccardo cuor di leone.
Il più conosciuto tra i trovieri è
però Adam de la Halle (1237 – 1287), autore del
celebre teatro
musicale “Il gioco di Robin e Marion”.
Nei secoli XII e XIII la schiera di trovatori e trovieri aumenta
notevolmente (si conoscono le opere di almeno trecento artisti).
Il canto dei trovatori fu particolarmente apprezzato in Germania
dove ispirò i nobili
Minnesänger.
Questi “cantori dell’amore cortese” erano poeti e musicisti di corte.
Le loro canzoni si ispiravano alla poesia d’amore cavalleresco.

La musica dei trovatori
(fonte: oradimusica, in fondo alla pagina trovate il link)

A differenza di quella dei menestrelli, la musica dei trovatori
solitamente veniva scritta, e questa è una conferma della sua origine colta.
Complessivamente sono giunte fino a noi 264 melodie
di trovatori e quasi 2000 di trovieri.
Dal punto di vista musicale queste melodie risentono
dell’influsso del canto gregoriano, il genere musicale
più diffuso a quel tempo, del quale conservano
l’andamento monodico.
Di tutte le melodie dei trovatori che conosciamo è
possibile solo interpretare l’altezza delle note, non il ritmo.
Il ritmo, nella notazione dell’epoca, non era ancora precisato
di conseguenza occorre ricavarlo dall’andamento
metrico del testo poetico.
Non abbiamo notizie precise sugli strumenti musicali usati
per accompagnare i canti. Le miniature medioevali
raffigurano i trovatori quasi sempre con strumenti a
corde quali la viella, il liuto e vari tipi di arpa.

 La musica strumentale
(fonte: oradimusica, in fondo alla pagina trovate il link)

La musica strumentale ha origini ancora oscure:
Sembra che all’inizio gli strumenti fossero usati per sostituire o raddoppiare le voci.
In seguito si cominciò a scrivere
brani solo per strumenti.
Una delle forme più antiche di musica per strumenti
è
l’estampie
, che risale al XIII secolo.
Il nome pare che derivi dal provenzale “estampida”:
poesia che veniva cantata con un accompagnamento strumentale.
Una
delle estampie più famose è “Il lamento di Tristano”,
di
autore ignoto. Non sappiamo esattamente con
quali strumenti venissero eseguite queste musiche:
probabilmente venivano suonate utilizzando
strumenti diversi a seconda delle occasioni

Le danze
(fonte: oradimusica, in fondo alla pagina trovate il link)

La danza costituiva uno dei divertimenti preferiti nel medioevo.
Nelle piazze il flauto diritto,
accompagnato dal tamburello,
dava vita a danze allegre e vivaci come
il saltarello.
Il saltarello è una danza di origine italiana
eseguita con passi saltellati.
Altre forme di danza, come l’estampida e il rondeau
avevano anche un testo cantato.
Nelle sale dei castelli e dei palazzi si preferivano danze
più aggraziate e lente che venivano
accompagnate da
strumenti dal suoni più dolce, come il liuto e la viella.

Gli strumenti musicali del medioevo

Nei primi secoli del cristianesimo gli strumenti musicali erano stati vietati nella musica sacra.
Essi non erano ritenuti degni di essere usati per accompagnare
i canti religiosi, che dovevano essere eseguiti dalle sole voci.
Con l’affermarsi della musica profana gli strumenti musicali cominciano a diffondersi.
Menestrelli,
giullari, trovatori li utilizzavano
come accompagnamento per le loro canzoni e danze.
Tra gli strumenti ad arco i più diffusi erano
la viella e la
ribeca
Si usavano strumenti a fiato come trombe, flauti,
corni, chalemie e
cornamuse
Strumenti a corde pizzicate come il liuto,
l’arpa e il
salterio
Strumenti a percussione come il tamburello, i tamburi,
i cimbali e le
campane
Il primo strumento ad essere usato
nell’accompagnamento dei canti
religiosi fu
l’organistrum o
ghironda
Dal XIII secolo si afferma invece l’organo,
che diventerà lo strumento
principe della musica sacra.


informazioni tratte e trovate qui:
http://www.oradimusica.it


anche le donne hanno avuto un ruolo
nella storia, scopritelo, seguendomi...

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