IL GIARDINO INCANTATO

questo salotto è dedicato ai bambini,
attenti al leone che potrebbe mangiarvi la merenda!

Noi vi avevamo avvertito ahhahhahahhah! ^_^

Siete pronti per viaggiare intorno al mondo e per conoscere,
attraverso le fiabe e la favole, anche altre culture?
Sì!? Bene!
Allora ascoltate il leone canterino
e scoprirete un mondo dai mille colori! ^_^


- La volpe e il Gallo(fiaba celtica)
-
Il Principe Serpente(fiaba persiana)
- Sean e la Mucca (favola irlandese)
-
La lepre e la tartaruga (favola d'Esopo)

attenzione questa favola è più adatta ai grandicelli
- La rosa e la farfalla (favola Turca)
per i più piccoli è meglio una lettura insieme ai genitori o nonni

- Da dove proviene il Granoturco(leggenda Mantovana)
- Da corvo Bianco a Corvo Nero(leggenda milanese)
- Il Cane e il Gatto(italiana) - La rana(italiana)
 
Pinocchietto(italiana) - Un Seme(italiana) - Lo scatolone(italiana)
L'orso e i pesci - Il leone vecchio e la Volpe

La Volpe e il Gallo

Un giorno una volpe e un gallo stavano conversando insieme.
«Quanti trucchi conosci?», disse la volpe.
«Ne conosco tre», disse il gallo.
«E tu quanti ne conosci?»
«Almeno settantatré», disse, sprezzante, la volpe.
«Sono davvero tanti. Dimmene uno».
«Be’, mio nonno mi ha insegnato a chiudere un occhio

e lanciare un forte grido».
«E che ci vuole?», disse il gallo. «Saprei farlo anch’io».
E chiuse un occhio e lanciò un grido fortissimo.
Ma l’occhio che aveva chiuso era quello vicino alla volpe,

così la volpe lo afferrò per il collo e se lo portò via.
Ma una brava donna vide il gallo che

veniva trascinato via e strillò:
«Lascia andare quell’uccello. E mio».
Allora il gallo sussurrò alla volpe:

«Dille che adesso appartengo a te».
La volpe aprì la bocca per parlare e lasciò cadere il gallo.
In un baleno quello volò sul tetto della casa e,

con un occhio chiuso, lanciò un grido formidabile.
Fiaba celtica

 
L'orso e i pesci

(favola tratta da: Gli animali nelle favole)
Se talvolta nei boschi l'orso non riesce a procurarsi il cibo,
corre alle scogliose rive del mare, si afferra ad una roccia e,
lasciandosi penzolare, immerge pian piano le zampe pelose nell'acqua.
Così, tra i ciuffi del pelo, i granchi e i pesci restano presi.
Il furbo poi si arrampica, si scrolla di dosso le sue prede e, passo passo,
se le mangia comodamente. La fame aguzza l'ingegno

Il principe serpente
(un racconto della Persia)

C'erano una volta un re ed un visir che erano amici da lunga data:
entrambe le loro mogli aspettavano un bambino e decisero
che se fossero nati un bambino e una bambina
li avrebbero poi fidanzati e fatti sposare.
Ma quando nacquero, la moglie del re ebbe un serpente,

mentre la moglie del visir una bellissima bambina.
La bambina e il serpente crebbero insieme, malgrado tutto:

la bambina era contenta del suo amico, per lei non
era un animale ripugnante. Un giorno,
erano ormai grandi, i due stavano giocando insieme
quando di colpo la pelle del serpente cadde
e venne fuori un bellissimo giovane.

Poco dopo il ragazzo riprese le sembianze del serpente.
Non visto, il re aveva assistito a tutto e chiese alla giovane

di fare in modo che il figlio non diventasse più un serpente.
Quando il principe riprese la forma umano la ragazza

gli bruciò la pelle di serpente. Lui allora la guardò e scomparve.
Disperata, la ragazza non sapeva più a chi rivolgersi.

Un giorno incontrò una vecchia maga, che le disse:
- Il tuo amato è lontano da qui: dovrai
consumare sette paia di scarpe per trovarlo!
La ragazza allora partì attraverso strade, boschi, deserti

e il giorno in cui finì di consumare il settimo paio di scarpe
arrivò vicino ad un castello cupo, incastrato su una montagna.
Fuori c'era un leone malconcio, che le chiese qualcosa da mangiare:

lei gli diede l'ultimo pezzo di carne che le era rimasto.
Poi trovò delle formiche, che le chiesero di aiutarle

a ricostruire il proprio formicaio:
lei fece come le era stato chiesto.
Infine, sulla porta del castello c'era la porta che scricchiolava
e lei usò l'ultimo olio che aveva per oliarla.
Entrò nel castello, in cui viveva un genio malefico,

che aveva imprigionato il suo principe.
Lo trovò incatenato e lo liberò.

Ma il genio si buttò al loro inseguimento.
Urlò alla porta:
- Chiuditi e non lasciarli uscire!-
Ma la porta gli rispose:

- Lei mi ha unto ed ha avuto cura di me,
non posso non lasciarla uscire!-
Allora disse alle formiche:

- Pungeteli e fermateli!-
Ma le formiche risposero:

- Non possiamo: lei ci ha aiutato!-
Per finire il genio urlò al leone: -Sbranali!
- No, non posso, lei mi ha dato da mangiare!-
Il genio non poteva allontanarsi troppo

dal castello e si disintegrò nell'aria.
La ragazza e il principe tornarono al loro Paese

dove si sposarono e vissero felici e contenti.

 
Sean e la mucca
(una favola irlandese, Irlanda)
In un piccolo pesino dell’Irlanda vivevano una volta
un figlio e una madre molto poveri.
Sean che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare

tutto il giorno ma per arrotondare faceva anche
delle scope che poi vendeva al mercato.
Ogni giorno portava a pascolare l’unica mucca che
possedevano , e questa dava ogni giorno latte fresco.
Una bella mattina , Sean decise di raccogliere erica per intrecciare

e fabbricare nuove scope, e così seguito dalla mucca si spinse oltre il bosco.
Ad un certo punto sentendosi stanco decise
di riposarsi in una piccola valletta .
Si sdraiò e d’improvviso vide che tutto il prato era pieno
di folletti che cantavano e che giocavano allegramente.
-Beati voi come siete contenti.Io invece devo lavorare
tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare-
-Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo.-
-Oh grazie, rispose Sean, e a che cosa giochiamo?-
-A calcio rispose uno dei folletti, tu stai in porta.-

E così cominciarono a giocare .
Tutto andò per il meglio finché quando arrivò
una pallonata giusto in faccia al ragazzo e
per cinque minuti non poté vedere niente.
Tutti gli elfi ridevano a crepapelle ,

e se ne andarono correndo per il prato.
Quando Sean recuperò la vista , non trovò più la sua mucca

e subito pensò che si era persa nel bosco.
Tornò a casa e raccontò quanto era successo alla madre .
Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della

mucca e solo dopo lunghe ore di ricerca
la trovarono morta in un dirupo .
La madre si disperò molto, e si sentiva perduta senza
quella mucca che almeno le dava il latte.
Passò del tempo…
Una bella mattina Sean stava intrecciando dell’erica

per le scope quand’ecco che scorse due
elfi che pascolavano una mucca.
La guardò e la riguardò e ben presto si accorse

che quella era la sua mucca.
Si avvicinò le saltò in groppa e la mucca indispettita
cominciò a dimenarsi e a correre giù per il prato
con i due elfi attaccati alla coda.
E la mucca correva e correva e arrivò nei pressi del lago ,

e sempre più vicino alla riva, e sempre più vicino all’acqua …
finché non si immersero nell’acqua!
Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando
scorse nel fondo del mare un palazzo di cristallo.

Entrarono e scorsero moltissime dame
e cavalieri che erano nella sala principale.
Subito gli venne incontro il re .
-Lei si è impossessato della mia mucca disse il ragazzo.-
-No caro ragazzo questa è la mia mucca ,

l’ho comprata da due elfi.-
Il ragazzo allora raccontò tutta la storia, il re che era

un uomo buono propose al ragazzo un borsa piene di monete
d’oro in cambio della sua mucca che faceva un ottimo latte .
-Niente affatto io sono per le cose giuste, quindi rendetemi
la mucca di mia madre e io toglierò il disturbo.-
Il re sbalordito per questo rifiuto disse:
-Come puoi rifiutare un’offerta del genere ,

la mucca è indispensabile qui a corte.
Con il suo latte macchiamo sempre il te delle sei.-
-E a me sicuramente servirà di più,

perché noi lassù siamo molto poveri.-
Il re commosso da tanta onestà gli concedette la mucca

e gli regalò un sacchetto pieno di monete d’oro.
Ma il ragazzo rifiutò:

-Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure !-
-Mi sento in torto nei tue confronti ragazzo

per cui ti faccio una proposta:
ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago
un secchio pieno di latte di mucca e
noi lo pagheremo per quanto per noi vale.-
Contento e soddisfatto Sean ritornò a casa e raccontò

quello che era successo alla madre e
credeva che suo figlio fosse diventato pazzo.
Così il ragazzo la dovette portare in riva al lago
e quando vide due folletti uscire dal lago con due
pacchettini pieni di monete d’oro restò molto meravigliata.
Così finisce questa storia, Sean si guadagnò sempre

onestamente da vivere e visse
ancora per molti anni con la sua mamma .


Ehy ma qui ci sono delle impronte!

Secondo te di che animale si tratta
di una lepre o di una tartaruga?

La Lepre e La Tartaruga
La lepre un giorno si vantava con gli altri animali:
- Nessuno può battermi in velocità - diceva
- Sfido chiunque a correre come me.-
La tartaruga, con la sua solita calma, disse:- Accetto la sfida.-
-Questa è buona! - esclamò la lepre; e scoppiò a ridere.
-Non vantarti prima di aver vinto - replicò la tartaruga.

- Vuoi fare questa gara? -
Così fu stabilito un percorso e dato il via.

La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più,
tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo
verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino.
La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro,
e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo.
Allora si mise a correre con tutte le sue forze,
ma ormai era troppo tardi per vincere la gara.

La tartaruga sorridendo disse:
"Non serve correre, bisogna partire in tempo."
(favola d'Esopo)

Il Leone vecchio e la Volpe
(favola tratta da: Gli animali nelle favole)

Un leone, ormai vecchio, era incapace di procurarsi il cibo
con le proprie forze. Per poter sopravvivere, pensò di ricorrere all'astuzia.
Si ritirò in una caverna e, sdraiatosi, finse d'essere infermo.
Così poteva assalire e divorare tutti gli animali che andavano a fargli visita.
Ne aveva mangiati un buon numero, quando si presentò la volpe,
che si fermò a distanza dalla caverna
e prese a domandargli come stava di salute.
- Male! - rispose il leone e le chiese per quale motivo non entrava.
- Io entrerei - rispose la volpe - se non vedessi tante orme di animali
che entrano e nessuna di animali che escono! -


La rosa e la Farfalla
(favola turca)
Una rosa e una farfalla stavano litigando su chi fosse la migliore.
La rosa disse:
- Poverina! Come è breve la tua vita! Oggi
ci sei, domani non ci sei più. Io, invece,
rimarrò sul mio stelo, aprirò i miei petali
e spargerò il mio profumo nell'aria-

- Tu sei prigioniera - rispose la farfalla - mentre io posso
volare di giardino in giardino. Inoltre anche la tua vita
è breve. Una tempesta potrebbe buttarti giù
da un momento all'altro -
La rosa replicò che, almeno, lei era bella
mentre la farfalla era solo un verme con le ali!
Mentre discutevano, passò una donna e colse la rosa
e un uccello mangiò la farfalla.

Morale:orgoglio e vanità spingono a credersi
superiori agli altri, sebbene nessuno sia più
importante di un altro, essendo soggetto, come tutti,
alla vecchiaia e alla morte

Da dove viene il grano turco 

(Leggenda Mantovana)
Un corvo, volando da lontani paesi con una pannocchia
di Grano Turco
tra il becco, venne a passare sopra le terre d'Italia.
Stanco però per il lungo viaggio e non avendo più la forza
di reggere più a lungo la pannocchia
la lasciò cadere sul suolo fecondo della nostra penisola,
la quale si arricchì ben presto di questo dono prezioso

Da Corvo Bianco a Corvo Nero
(leggenda milanese, me la raccontava sempre la mia nonna da piccola :) ) 
- C'era una volta un corvo... e tanti anni fa i corvi erano tutti bianchi
non come adesso e sai come diventarono neri?
- No, nonna, me lo racconti? -
- Ebbene... il Padre Corvo amava volare nel cielo anche quando faceva freddo,
ma un giorno una brutta tempesta lo sorprese e non poteva fare
ritorno al suo nido. Doveva cercare riparo, ma la pioggia era
molto forte e si vedeva pochissimo, quando vide un apertura
e vi si infilò. Ma era un camino e finendo di sotto
si sporcò tutto di fuliggine nera e fu così
che da allora tutti i corvi divennero neri.
Ma se fai ben attenzione, se ti capita di vedere dei piccoli di corvo,
noterai che quando nascono hanno ancora il loro colore originale: bianco

Gli Amici Cane e Gatto
(italiana)

Un cane e un gatto giocavano felici
fin dalla nascita erano amici.
Gli altri dicevano: "Ma guarda che strano.
E' forse meglio che vadan lontano"
Pensavano davvero fosse un brutto caso,
non riuscivano ad andar più in là del loro naso 

La Rana
(italiana)

Sono una rana piuttosto carina
ho la bocca grande fin da piccolina,
sono tutta verde con due grandi occhioni
in mezzo allo stagno mangio bottoni.
Le mie coscette son ricercate
ma io frego tutti con le nuotate.
Son molto sportiva,
gestisco una palestra
e a chi mi vuol mangiare
consiglio una minestra!

Pinocchietto
(italiana)
Pinocchietto va a palazzo, con i libri sotto braccio
la lezione non la sa, certo un quattro piglierà.
Con il cinque non si passa
con il sei così, così
con il sette ben benino,
e con l'otto ben benone
con il nove professore
con il dieci direttore!


Un Seme
(italiana)
C'è un seme nella terra
c'è un fiore nella serra
c'è un fungo nel boschetto
c'è un nido sotto il tetto
c'è un mare tutto blu
i disegni falli tu!

 
Lo Scatolone
Italiana
C'era una volta un vecchio scatolone.
La Elisabetta lo usò come casetta
La Marina lo usò come macchinina
il Raffaello lo usò come battello
e la Carola lo usò come una tavola.
Chi l'avrebbe mai detto che un vecchio scatolone
avrebbe accontentato così tante persone?



ALLA STALLA DEL CASTELLO ESISTE UN RITORNELLO:
"NOI ANIMALI QUI POSSIAMO RIPOSARE
IN TRANQUILLITA', NESSUN CI DISTURBERA'
LALALALALA-LALALALALALA"


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