DAME

Benvenuti, in questo salotto.
Trovandoci in Italia, vorrei parlarvi delle donne
che sono apparse nella storia dal medioevo fino ad oggi.
E per farlo vi inserisco due articoli, tratti dal sito
http://www.italiadonna.it , giusto per incuriosirvi, mie care signore :-)
argomenti della pagina: Donne nella preistoria - Donne nel rinascimento
abito medievale - calzoncini spagnoli - abito rinascimentale - ricetta medievale

Un interessante inizio dalla Presistoria.
Dopo aver letto l'articolo, volevo prendere la macchina
del tempo per tornare nel passato... :-P
Il percorso "Donne nella Preistoria" affronta la figura dalla
donna nel passato più remoto dell'umanità. Si vuole così dare sostanza,
sin dalla primissima comparsa dell'uomo sulla terra, al ruolo che le donne
hanno ricoperto nelle comunità umane.
"Donne nella Preistoria" si inserisce in un percorso più ampio, quello di
"Donne nella società". L'intento è di seguire la storia sociale umana delle donne,
in rapporto ai cambiamenti culturali, politici e tecnologici, che si sono
susseguiti nella storia.
Autore: Sara De Alexandris
Queste nostre lontane antenate erano delle donne alte, snelle ed agili.
Percorrevano 30-40 Km al giorno, portando sulle spalle il proprio figlio
e pochi oggetti: amuleti, arnesi di lavoro, pellame.
La vita che conducevano era più comoda e soddisfacente di quanto si possa pensare.
Complessivamente impiegavano tre ore del loro tempo per procurarsi il cibo,
cucinare e lavorare le pelli.
Il resto della giornata era dedicato al riposo,
irrinunciabile, al gioco ed alle cerimonie religiose, spesso eseguite proprio da loro.
L'attività della raccolta consentiva loro di accumulare riserve di cibo per due o tre giorni.
Il tempo a disposizione delle donne preistoriche era considerevole
e permetteva loro di dedicarsi a molteplici interessi legati in modo
viscerale alla realtà che le circondava.
L'attività della raccolta, infatti, riservava alle donne un rapporto preferenziale con la natura.
Esse conoscevano più degli uomini le dinamiche della vita,
la sua evoluzione, ed i suoi segreti. Le donne gestivano i rapporti della
comunità con la natura, secondo le loro necessità e bisogni.
Dalla raccolta sono derivate una serie di conoscenze superiori, che
hanno contribuito all'evoluzione della specie umana, come la scoperta dell'agricoltura.
Essendo la raccolta l'attività più importante del gruppo, la tecnologia
primitiva si è sviluppata soprattutto in corrispondenza delle esigenze delle
donne raccoglitrici, più di quanto sia avvenuto per la caccia.
Diversi scavi archeologici hanno rilevato, che tra gli arnesi più antichi,
quelli relativi alla raccolta sono i più numerosi ed i più elaborati.
Dalle piante, le donne primitive hanno ricavato il lino ed il cotone,
realizzando manufatti pregiati e d'altissima qualità artistica.
Dalle piante hanno ricavato i colori della natura, per decorare sé stesse,
utensili e vestiti. Dalle piante hanno ricavato medicine per curare i loro mali.
E' stato affermato che le donne provvedevano alla sopravvivenza della comunità
anche attraverso la caccia di piccoli roditori.
Costruendo trappole, piccole armi ed usando l'astuzia,
le donne primitive sono entrate in contatto anche con il mondo animale.
Questo ha portato le donne a servirsi di piccoli animali,
ai quali spesso si sono anche affezionate.
Inizialmente le tribù primitive tenevano presso di sé
degli animali per diletto; i cosiddetti "animali domestici" ,
che non erano finalizzati ad alcuno scopo, né alimentare, né lavorativo.
In modo quindi casuale e involontario, le donne hanno creato i presupposti
per l'allevamento, che si affermerà successivamente, nel neolitico.
Rinascimento
Con il Rinascimento assistiamo ad un profondo
cambiamento della posizione delle donne negli eventi politici e storici.
Non esiste più la figura femminile come oggetto passivo
di scambi decisi tra uomini, tutori o familiari, in base a strategie d'alleanza.
Pur essendo il matrimonio ancora il punto centrale
che lega i destini delle grandi famiglie e di interi Stati,
tra il Cinquecento ed il Settecento le donne iniziano ad occupare
anche spazi diversi, che le vedono protagoniste
degli eventi storici, ed in alcuni casi anche di guerre.
Grazie alle dinamiche della discendenza di sangue,
le donne rinascimentali entrano "in politica":
sono duchesse, marchese, principesse o regine. Il loro ruolo è ancora
spesso marginale, e l'educazione femminile è più modesta di quella degli uomini,
ma le figure femminili dominano il panorama politico e culturale di questo periodo.
Sovrane rispettate, contesse temute o ideali letterari, ecco alcune delle donne italiane
che hanno lasciato una traccia nella storia.
PERSONAGGI RINASCIMENTO
1300 - 1500 Vittoria Colonna
Lucrezia Borgia
SIGNORIE:
Caterina de' Medici
Anna Maria Luisa de' Medici
Bianca Maria Sforza
Maria Beatrice d'Este
DUCATO DI MILANO
Bianca Maria Visconti 
Se volete saperne di più, vi suggerisco di visitare
il sito. E' veramente molto utile, sia che siate studentesse,
sia che cerchiate "rivendicazione" storica
http://www.italiadonna.it 
Abbigliamento femminile:
l'abbigliamento qui descritto è quello che veniva usato
principalmente dalle popolane(contadine)
Nel 1400 la DONNA indossava una camicia da giorno direttamente sulla pelle,
confezionata in casa con tessuto di lino.
La camicia era visibile dalla veste all'altezza dello scollo,
lungo il taglio anteriore del petto e attraverso le finestrelle
delle maniche da cui fuoriusciva a sbuffi.
Sopra la camicia le donne indossavano la veste che poteva essere:
" la gumarra", "il guarnello", oppure "la cotta".
Sul piano sartoriale questi tre tipi di abiti erano uguali tra loro: scollo rotondo,
apertura davanti, linea aderente al busto e vita leggermente alta,
maniche molto strette lungo il braccio, tagliate sia sotto
l'ascella sia lungo l'avambraccio per facilitare i movimenti.
Il guarnello veniva realizzato in cotone,
in canapa o in lana ed era l'abito
di uso quotidiano delle contadine e delle domestiche.
La cotta veniva invece realizzata in tessuti pregiati
ed era l'abito indossato dalle giovani spose.
L'abbigliamento femminile era completato anche dagli
accessori, ad esempio,
per le acconciature c'erano diversi modelli di ghirlande, corone,
reticelle, cuffie,veli e cappelli di paglia.
Altro sul Medioevo:
Nei primi anni del Medioevo, l'abito era composto da una semplice tunica
con mantello. Nei secoli successivi si abbellisce di ornamenti e
decorazioni più sontuose (collane, diademi), e nuovi tessuti (damaschi, broccati).
Re e Regine, dame e cavalieri, paggi e popolani, si riuniscono in
quella Corte feudale che, sotto l'egida dello Stemma e della sua Rocca,
è la genesi di molti Comuni d'Italia.
Un ulteriore curiosità sull'abbigliamento medievale:
farà sorridere molti, ma era così.
Calzoncini Spagnoli: sono le prime mutande, apparse nel XVI secolo a Roma
sembra per merito dell'elegantissima Lucrezia Borgia
(i Borgia provenivano dalla Spagna). Gli antichi erano molto scarsi
di biancheria intima e ricordiamo che nel 1789 i popolani
della Rivoluzione Francese erano chiamati
sprezzantemente i sansculottes, cioè senzamutande
(informazione tratta da Maja delle streghe, un bel libro che oltre
a narrare la storia di Maja e le difficoltà del tempo in cui viveva, offre
spunti di riflessione e curiosità sulla storia a confronto con il presente
odierno. Vale veramente la pena reperire questo libro perchè,
sebbene siano passati anni da quando è capitato nelle mie mani;
è ancora molto attuale.
(Giuliana Boldrini - edizioni scolastiche bruno mondadori)
Modo utile e divertente per avvicinare bambini e ragazzi ad un mondo
che troppo spesso appare noioso(anch'io lo pensavo, finchè non ho letto questi libri))
Come vestivano nel 500: rinascimento
Nel '500, l'abbigliamento si arricchisce nei ricami e nei tessuti:
è il "Rinascimento", dai variopinti tessuti damascati. Seguirà l'austero e
rigido '600 influenzato dal costume spagnolo, e il "Barocco" dei preziosi velluti.
Nel '700 si afferma la raffinatezza e la galanteria dello stile "Rococò",
che troverà la massima espressione nel "settecento veneziano" dai sgargianti tessuti.
Tra '700 e '800 si avvicenderanno altri stili, tra cui "Neoclassico",
"Impero", "Restaurazione", "Eclettismo degli stili".
(informazioni provenienti da un atelier d'abbigliamento antico)
Curiosità su un tessuto chiamato Riccio:
anche broccato soprariccio; tessuto lussuoso lavorato a vari disegni
su fondo di seta a tinta unita; quello riccio soprariccio era a trama
doppia. Spesso nel tessuto erano intrecciati fili d'oro e d'argento
Per concludere questa pagina
vi suggerisco di provare questa antica ricetta
che fa bene ed è anche molto BUONA! :-)
Ricetta medievale
Spuma di mele al latte di mandorle
La spuma di mele al latte di mandorla era preparata nel medioevo
a coloro che non erano in gran forma
o ai convalescenti, ma sarà molto gradita anche ai sani del 2006.
E’ infatti priva di spezie ed il suo sapore, dolcissimo,
era perfetto per una pietanza adatta a ristorare ed a fare reintegrare le forze.
E’ un dessert squisito che anche i palati moderni saranno
in grado di apprezzare, in quanto unisce la raffinatezza del latte di
mandorla con la leggera acidità delle mele,
unendoli in un matrimonio perfetto.
Era un cibo che non tutti potevano permettersi,
a causa dell’utilizzo dello zucchero, ingrediente
raro e molto costoso.
INGREDIENTI
quattro belle mele di una varietà resistente alla cottura,
80 grammi d’acqua,
200 grammi di mandorle non spellate,
4 mandorle amare (non spellate) 50 grammi di zucchero
La sera prima della preparazione di questa composta, mettere le mandorle
a bagno in un catino d’acqua bollente, al fine di spellarle e
di farle diventare morbide. Ricordarsi di cambiare l’acqua quando diventa fredda.
Il giorno dopo, prendere le quattro belle mele,
sbucciarle, levare il torsolo e tagliare in grossi pezzi. Scaldare l’acqua in una pentola
e al momento dell’ebollizione,
immergervi delicatamente i pezzi di mela. Cuocere per circa
un quarto d’ora o almeno sino a quando non si vedranno diventare
trasparenti e toccandole con una forchetta non risultino tenere, senza però disfarsi..
Estrarle dall’acqua e metterle a sgocciolare e raffreddare.
Nel frattempo prendere le mandorle che saranno già state
spellate, frullarle finemente e stemperare delicatamente il composto
ottenuto con l’acqua di cottura delle mele fino ad ottenere un bel
liquido bianco molto denso. Preparare tre strati di garza sulla sommità di un
contenitore e versarvi il liquido bianco e denso
ottenuto, filtrandolo attentamente.
Dopo di ciò strizzare con le mani la pappa di mandorle
tritate rimasta nella garza dopo la filtratura per ottenere quanto
più liquido possibile e versarlo nel medesimo contenitore in cui riposa
il latte di mandorla appena ottenuto.
Tale latte deve essere quanto più possibile denso. Prendere i pezzi di mela ormai
sgocciolati e raffreddati e passarli al frullatore non molto a lungo, al fine
di sminuzzarli senza però farli liquefare. Scaldare il latte di mandorla.
Deporre in una terrina le mele tritate, aggiungere il latte di mandorla caldo e lo zucchero.
Rimestare delicatamente con la frusta e far cuore il composto per circa un quarto d’ora.
Fare raffreddare la composta di frutta e servire. Si otterrà una crema soda e delicata,
molto dolce ed energetica, gradita ai palati più raffinati.
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