






-Storia della posateria- Storia di come stavano i commensali a tavola
- Utensili da cucina - Menù del castello
Prego accomodatevi,
nel castello di Lord Ivan & Dama Imandra
potrete gustare alcuni dei piatti della tradizione medievale

Unico inconveniente, spero non ce ne vorrete. ;-)
Mantenendo il più possibile fedeltà alla tradizione,
i padroni del castello desiderano che voi gustiate il menù che vi proponiamo
senza l'uso delle forchette, in quanto in epoca medievale
era molto difficile vedere commensali utilizzare strumenti che aiutassero
nella consumazione del cibo.
(le forchette apparvero nel tardo medioevo...
in Inghilterra non se ne videro fino al 1660)
Gli unici strumenti consentiti erano le mani, alcuni tipi di coltello
e i forchettoni a due rebbi per il taglio delle carni.
La storia della posateria metallica e soprattutto quella del coltello è strettamente
connessa alle vicende che hanno segnato l'evoluzione della metallurgia,
giacché strumenti che potevano essere in qualche modo
assimilabili ad un coltello vennero confezionati anche in età litica,
ma la forma tipica, destinata a mantenersi inalterata attraverso i secoli,
si incontra solo a partire dall'età del bronzo.
Ai nostri giorni per fabbricare le lame dei coltelli viene utilizzato
un acciaio inossidabile al cromo molibdeno, ad alto contenuto di carbonio,
una lega in grado di garantire durezza e tenuta di filo, ma ve ne sono anche al vanadio.
Ben diversa e più complessa è invece la storia della nascita
e della diffusione della forchetta.
Il sospetto che l'uso delle posate conservi un risvolto in qualche modo condannabile
come eccesso di lusso e concessione a qualche peccaminosa debolezza di carattere
è ancora presente in chi osservi costumi di vita particolarmente rigorosi e austeri.
Quando Anna Maria d'Austria, figlia di Filippo III di Spagna, sposa Luigi XIII di Francia
instaura a corte una regola di rigidità quasi puritana,
vietando tra l'altro l'uso dell'"inutile" forchetta oltre che dell'argenteria in tavola
e nel 1629 con un'ordinanza estende il divieto a tutta la popolazione di Francia.
Dal canto suo la corte di Vienna ha conservato l'abitudine di immergere le dita nel piatto
di portata sino al 1651 e in Inghilterra non si registra l'uso della forchetta sino al 1660.
E ancora alla fine del '600 Luigi XIV, il re Sole, caccia dalla sua tavola il duca di Borgogna
reo di dare il cattivo esempio ai bambini perché aveva tratto dalla tasca una elegante forchettina
(curiosità e informazioni tratte da un sito di venidta di posate :)
http://www.michielotto.it/wmk/posate-coltelli.asp )
"...fatta rimetter la tavola, fece venir la cena
la quale apparecchiata avea..."
Boccaccio - Decameron - V giornata
La mensa veniva per lo più allestita dove tornava più comodo,
per esempio davanti al camino d'inverno.
I commensali sedevano da un solo lato della tavola,
per ricevere dall'altro lato le vivande.
Lungo le tavole stavano disposte le sedie, riservate ai personaggi più illustri
e le panche con schienali e cuscini per i personaggi di minor riguardo.
Solo per i banchetti più sontuosi ogni coperto era corredato da una coppa,
un coltello ed un cucchiaio in quanto, per la maggior parte,
il coltello era quello personale dell'invitato.
In occasioni del tutto eccezionali gli ospiti
erano forniti anche di un piatto singolo,
cosa che normalmente era sostituita da fette
di pane spesso alcuni centimetri
o da focacce non lievitate che poi, condite dall'unto dei cibi,
venivano usate nella zuppa della servitù, o distribuite ai poveri.
Non comparivano sulla tavola le forchette
ad eccezione dei forchettoni
a due rebbi che si usavano per tagliare gli arrosti
Gli ospiti si servivano di un tagliere di forma rotonda,
rettangolare o quadrata che fungeva da piatto
per i bocconi afferrati direttamente
con le dita dal piatto centrale di portata.
Un cucchiaio permetteva di sorbire dalle scodelle le zuppe
e le salse mentre con i coltelli si tagliava
la carne in piccoli bocconi.
Per il resto ci si serviva unicamente delle dita
che si lavavano con acqua profumata alla fine di ogni servizio
mediante un acquamanile, da cui si versava l'acqua
per detergersi le mani prima e dopo il pasto.
In origine foggiato in forma di animale,
dal Cinquecento assunse una forma simile a quella della brocca,
spesso completata da un piatto e da un bacile.
Al signore venivano riservati i piatti più ricchi e le pietanze più rare;
a lui era riservata una coppa protetta da un coperchio
per evitare eventuali addizioni di veleno,
quando gli altri commensali bevevano in bicchieri scoperti e senza gambo.
I commensali erano sistemati in genere su più tavoli accostati,
disposti a U secondo l’uso medioevale
e avevano di fronte a sé una varietà di piatti dai quali potevano prendere ciò
che preferivano in relazione ai propri gusti personali e al proprio stato.
Ad esempio un esponente del clero avrebbe dovuto mangiare con sobrietà,
un duca meno del suo signore,
una donna con più eleganza rispetto al padre o al marito.
La tovaglia più pesante ricadeva quasi fino a terra,
mentre quella più leggera e più corta serviva ai commensali
per asciugarsi la bocca e le mani,
non essendo in uso il tovagliolo personale.
Terminate tutte le portate del primo servizio si sostituivano le
tovaglie macchiate e veniva presentato il secondo servizio;
così fino a conclusione del banchetto.
(informazioni e curiosità trovate qui:
http://www.etamedievale.it/cucina2.htm )
Utensili per la cucina
La cucina medievale non richiede nessuna
particolare installazione ma, al contrario,
se lo si desidera, dà l'occasione
di accendere il fuoco nel camino,
di azionare un pestello nel mortaio
o di maneggiare una mezzaluna.
Alcune operazioni culinarie che ricorrono
con frequenza esigono tuttavia:
- un frullatore o tritatutto elettrico
(a mano per le cuoche coraggiose, come noi :P)
- Un mortaio di pietra o rame,
piuttosto grande, col pestello
- Un colabrodo con la retina metallica molto fitta.
- Un setaccio o un colino
- Della stamigna o meglio ancora
delle graze non sterili (vendute in farmacia)

MENU'
Le ricette qui proposte, su un menù di nostra invenzione,
sono state tratte dal libro: A Tavola nel Medioevo
con 150 ricette dalla Francia all'Italia
(autore: Odile Françoise Sabban - Silvano Serventi.
prefazione di: Georges Duby - Edizione: Editori Laterza)
*come preparare le spezie
- Gnocchi di formaggio fresco
- Crema di Zucca
- Involtini di manzo
- Uova a forma di ravioli
- Crema di susine, miele e spezie
Gnocchi di formaggio fresco
600g di formaggio fresco molto grasso
(pecorino fresco, caprino, marzolino etc..)
200g di farina
6 rossi(tuorli) d'uovo
6-8 cucchiai di parmigiano appena grattuggiato
sale
Schiacciare il formaggio fino a ridurlo in crema. Se è un po' sodo, passarlo al setaccio.
Mescolarlo con le mani alla farina. Salare e aggiungere uno alla volta i rossi d'uovo.
Mescolare con le mani fino a ottenere un composto omogeneo nè troppo duro né troppo molle.
Mettere sul fuoco una grande pentola d'acqua salata. Versare il composto in un piatto.
Quando l'acqua bolle, prendere la pasta a cucchiaini e farla cadere nella pentola.
Se si è in due, l'operazione è più veloce.
Lasciar cuocere per qualche minuto.
Gli gnocchi sono pronti quando vengono a galla.
Scolarli e disporli in un piatto preriscaldato.
Spolverare generosamente di parmigiano grattuggiato
Crema di Zucca
2kg di zucca
1 cipolla affettata fine
40cl di brodo
2 cucchiai di agresto oppore 1 cucchiaio
di aceto di mele mischiato a 1 cucchiaio d'acqua
Mondare la zucca, tagliarla a pezzi e farla cuocere con la cipolla in
un litro d'acqua salata, finchè non diventi tenera. Scolare e passare
al setaccio. Aggiungere il brodo, l'aceto e portare a ebolizzione.
Colorare con lo zafferano. Sbattere le uova con il parmigiano.
Togliere dal fuoco la minestra di zucca e aggiungere le uova
sbattute aiutandosi con una frusta.
Rimettere sul fuoco a fiamma bassa,
senza far bollire. Spolverare di spezie dolci e servire.
Involtini di manzo
6 fette sottilissime di carne di manzo tagliate nel garretto
100 g di grasso di rognone di bue
80-100g di midollo di bue
sale
stecchini
Chiedete al macellaio di far più sottili possibile le fette di carne,
come per le scaloppine di vitello.
Tagliate il grasso in 6 pezzi,
anche questi il più sottili possibile.
Tagliate il midollo in sottili rondelle.
Salare ogni fetta di carne,
disporvi una fetta di grasso e cospargere di rondelle di midollo.
Ripiegare e avvolgere, facendo degli involtini.
Chiudere con uno stecchino.
Arrostire sulla griglia per una decina di minuti
rigirando a metà cottura. Servire con sale fine.
Uova a forma di ravioli
6 uova fresche
300 g di farina
6 cucchiaini di zucchero in polvere
spezie dolci in polvere *
sale
Preparare una pasta con la farina, un pizzico di sale e l'acqua necessaria
a renderla soda e elastica. Lasciar riposare mezz'ora. Dividere l'impasto
in 4 parti. Stendere 4 sfoglie rotonde di pasta piuttosto sottile.
Mettere in una ciotola la prima sfoglia e rompere un uovo nell'incavo
che si è venuto a formare. Spolverare con un pizzico di sale, uno di spezie
e un cucchiaio di zucchero.
Ripiegare i bordi della pasta chiudendoli con cura
Procedere nello stesso modo con le altre tre sfoglie.
Friggere in abbondante olio non troppo caldo, perchè la pasta abbia
il tempo di cuocere, senza colorirsi troppo rapidamente
*Spezie fini per tutti gli usi
16g pepe,16g di cannella, 16gzenzero,4g zafferano,
2g chiodi di garofano
pestare tutto insieme e per avere una maggiore quantità
replicare le dosi.
2 Spezie dolci per molte cose buone e fini
16g zenzero, 16g cannella,
16g foglia(provare l'alloro secco pestato),
4g chiodi di garofano
pestare tutto insieme e per avere una maggiore quantità
replicare le dosi.
3 spezie nere e forti per molte salse
60g pepe, 60g pepe lungo, 4g chiodi di garofano,
2 noce moscata
serve per tutte le spezie.
Crema di susine, miele e spezie
1,5 kg di susine bianche (mirabella o regina Claudia)
1 litro di vino bianco
2 cucchiai di miele (d'acacia o millefiori)
1 cucchiaio di crema di riso
1 bel pizzico di spezie forti
1 cucchiaio di confettini all'anice
Lavare e snocciolare la frutta. Nel frattempo, portare a ebollizione il vino.
Quando bolle, aggiungere le prugne e far cuocere per cinque minuti.
Scolare la frutta e passarla al setaccio. Raccogliere il purè in una casseruola
e cuocerlo a fuoco lento. Aggiungere il miele e scioglierlo nella composta.
Stemperare la crema di riso con qualche cucchiaio
del vino in cui è stata cotta la frutta.
Aggiungere alla composta insieme a un pizzico
di sale e alle spezie.
Far cuocere una decina di minuti
a fuoco lento fino a addensare.
i confettini all'anice.
Nei "veri" banchetti medievali i servizi erano molti di più
e divisi secondo un certo ordine,
noi, al castello, abbiamo scelto un menù con poche portate per darvi
la possibilità di sperimentare a casa la cucina medievale.
Se i piatti proposti sono stati di vostro gradimento,
e siete curiosi di conoscere altre ricette,
Lord Ivan & Dama Imandra
vi chiedono d'usare il contact-form per contattarli.
Grazie della visita ^_^

siete curiosi? Qui si pranza e si cena
non si fa pettegolezzo!
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