CAVALIERI

Questa pagina sarà dedicata alla parte romantica
dei cavalieri, immagine a cui la mia consorte
Dama Imandra è molto legata.
Argomenti della pagina: - Codice cavalieri vero - Codice dei cavalieri romantico
- Storia dei cavalieri - Tipi di cavalcatura - Cotte di Maglia2
- Combattimento - Feudalesimo - Araldica - Colori da combattimento
- Declino e Estinzione dei cavalieri - investitura dei cavalieri
- Storia dell'Armatura - Elmi - Articolo sulle armature europee -
Difficoltà Armatura - Vestizione - Respirazione - Manutenzione armatura -
Libri di Leggende sui cavalieri
(fonti:libri di storia e di leggende varie, internet)

La vera nobiltà cavalleresca non è data
dai blasoni o dai titoli nobiliari guadagnati senza sacrificare nulla,
ma dalla sensibilità e nobiltà d'animo
di chi ha deciso di mettere al servizio dei più deboli,
la propria spada...
(M.P)
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PARTE ROMANTICA:
Parlando di cavalieri, la prima cosa che voglio dirvi
è che sia nella storia quanto nella leggenda
esiteva un codice d'onore dei cavalieri.
Il primo che vi presento è quello che veniva spesso usato
realmente, cioè dai veri cavalieri, che in ogni caso si erano
dati delle regole da rispettare.
Mentre il secondo è quello della leggenda di re Artù
1. MAI TOGLIERSI L'ARMATURA,
SALVO CHE PER IL RIPOSO NOTTURNO
2. ANDARE IN CERCA DI AVVENTURE,
AL FINE DI PROCURARSI FAMA E RINOMANZA
3. DIFENDERE I POVERI E I DEBOLI
4. PORTARE SOCCORSO A CHIUNQUE A
BUON DIRITTO LO RICHIEDESSE
5. NON ARRECARSI RECIPROCAMENTE OFFESA
6. COMBATTERE PER LA DIFESA E IL
BENESSERE DEL PROPRIO PAESE
7. LAVORARE PER L'ONORE,
NON PER VANTAGGIO PERSONALE
8. NON MANCARE MAI AD UNA PROMESSA
PER NESSUN MOTIVO
9. SACRIFICARSI PER L'ONORE DEL PROPRIO PAESE
10. PIUTTOSTO MORIR CON ONORE CHE FUGGIR CON IGNOMINIA![]()
Codice dei cavalieri romantico:
Direttamente da un discendente
dei cavalieri della Tavola Rotonda ;))
Dentro il cerchio della Tavola, sotto la Sacra spada
un Cavaliere deve giurare di obbedire
al Codice che è senza fine
senza fine come la tavola
Un anello saldato dall'Onore, il giusto non può morire
se un uomo ancora ricorda e le parole non sono dimenticate,
se una voce le pronuncia chiare, il codice per sempre riluce
se un cuore lo conserva splendente
- Un Cavaliere è devoto al valore
- Il suo cuore conosce solo la virtù
- La sua spada difende gli inermi
- La sua forza sostiene i deboli
- Le sue parole dicono solo verità
- La sua ira si abbatte sui malvagi
Codeste son le norme, che attorno alla
Sacra Tavola Rotonda Re Artù stabilì,
ed esse ancora oggi valgono e rispettate debbono essere. 
L’INVESTITURA DEL CAVALIERE
I cavalieri dovevano essere investiti di tale carica,
sia storicamente(in questo caso però dovevano essere nobili)
sia nella leggenda, ed ecco come avveniva...

La sera prima della sua investitura il giovane veniva lavato e rasato;
gli scudieri lo vestivano con indumenti semplici.
Egli era quindi condotto alla cappella, dove trascorreva la notte in preghiera.
Terminata la veglia notturna il giovane indossava i suoi abiti migliori e
andava nel grande salone centrale, dove la famiglia e gli amici lo
attendevano per rivolgergli il loro saluto.
Dopo la colazione aveva inizio la cerimonia dell’investitura:
il signore dava al giovane, inginocchiato davanti a lui,
dei leggeri colpetti con la spada sul collo, poi un colpo secco con la mano.
Gli erano quindi consegnati la sua spada e i suoi speroni, di solito
un dono del padre o dello stesso signore.
Infine il neo-cavaliere tornava nella cappella per la benedizione di un prete.
I cavalieri abitavano in una torre, in un torrione, in una roccaforte. I meno fortunati
vivevano nel castello del signore o in una semplice casa di paese.
Gli altri abitavano nei loro possedimenti.![]()
Storia e leggenda spesso si fondono in un unico sfondo tra
il vero e crudo mondo medievale e il suo periodo romantico che dà
inizio alle leggende, ed è così che possiamo scoprire come nascono
le armature di questi nobili soldati.
http://www.webalice.it/archont/armaturemedievali.htm
in questo sito troverete molte informazioni storiche sulle armature medievali.
Una cosa che mi ha sempre affascinata di questo
"magico" mondo è la devozione che i cavalieri manifestavano
per il loro re e la loro Dama(questo riferimento è legato solo
alla mia parte preferita, legata alle leggende :-) ), ma
anche verso gli "strumenti da lavoro e protezione".
Storia dei cavalieri
I cavalieri dominarono i campi di battaglia
medievali all'incirca dal 900 al 1500 d.c
perchè in quel periodo i soldati a cavallo,
cioè cavalieri, erano quasi sempre in grado di mettere
in fuga gli uomini appiedati.
In seguito però la fanteria imparò a
sostenere e a respingere le
cariche di cavalleria e i cavalieri
persero molta della loro importanza
(non nella parte romantica però, che è quella da me preferita :) DamaImandra )
Tipo di cavalcatura
All'epoca dell'Impero Romano, la cavalleria
era armata di spade e di lance lunghe e montava
cavalli piccoli e agili.
Molto spesso i cavalieri romani smontavano da cavallo e combattevano a piedi;
armi e corazza erano uguali a quelle usate dalla fanteria
Nel 700 le tattiche di cavalleria furono rivoluzionate dall'invezione della staffa
I cavalieri sedevano saldamente in sella e potevano caricare il nemico con la lancia
I Franchi usavano cavalli robusti, ottenuti incrociando razze francesi e caucasiche.![]()
Cotte di Maglia2
Con la Battaglia di Hastings (1066)
i Normanni dimostrarono che la fanteria del tempo
non aveva alcuna possibilità di sconfiggere la cavalleria.
I cavalieri normanni che vinsero
ad Hastings indossavano cotte di maglia di ferro.
La cotta di maglia metallica era lunga quanto
bastava a proteggere le ginocchia del cavaliere
dalle spade e dalle scuri della fanteria.
Per difendere il collo,
i cavalieri portavano un cappuccio di maglia molto aderente,
chiamato camaglio, che in seguito venne unito alla cotta.
Infine sopra il camaglio i cavalieri
si infilavano un elmo a forma di cono, con una
piastra frontale a protezione del naso
e quando combattevano usavano spade, lance e scudi.![]()
Combattimento
Per travolgere il nemico il cavaliere sfruttava
tutto il vantaggio del peso e della velocità del suo animale
I Romani nelle loro battaglie impiegarono
squadroni di cavalleria, ma non per caricare il nemico, bensì
per l'esplorazione e l'inseguimento.
I primi veri cavalieri comparvero in Francia verso l'800.
Quattrocento anni prima, l'Impero Romano
d'Occidente era stato travolto da tribù di barbari giunti dal nord e dall'est.
Una di queste tribù - stanziata nell'attuale Germania Settetrionale -
era quella dei Franchi, una gente
fiera e bellicosa.
I Franchi sconfissero le altre tribù;
nel 500 avevano già conquistato tutta la Francia attuale
Per 300 anni i Franchi difesero con successo
la loro terra e conquistarono altre regioni.
Nell'800 il capo dei Franchi, Carlomagno ricevette a Roma,
dal Papa, il titolo di Imperatore del
Sacro Romano Impero.
Fu durante il regno di Carlomagno che i cavalieri diventarono importanti.
Nel corso dei secoli i Franchi avevano notevolmente migliorato
la tecnica del combattimento a cavallo,
inventando, per esempio, la staffa.
Con la staffa, il soldato rimaneva saldamente in sella
e poteva sfruttare tutto il suo peso e quello del cavallo nella carica.
Rispetto all'epoca romana, i cavalli erano più robusti
e il cavaliere poteva così indossare armature più pesanti.
All'epoca di Carlomagno era molto
difficile sostenere l'urto di una carica di cavalleria![]()
Feudalesimo
cavalli e armature erano molto costosi
e solo i ricchi potevano permetterseli.
D'altra parte sia il re, sia l'imperatore avevano bisogno
di una cavalleria ben armata e concedevano vasti territori ai loro fidi,
i quali si impegnavano in cambio a combattere per loro.
A loro volta, questi nobili (o vassalli) concedevano tratti di terra ai loro seguaci,
perchè anch'essi potessero disporre di cavalli, armature e armi.
In cambio i cavalieri giuravano di combattere per il re,
agli ordini del loro signore.
Questo sistema di governo - chiamato feudalesimo -
si diffuse presto in tutta Europa.![]()
Araldica dei cavalieri
Gli stemmi dei cavalieri rivelavano
l'identità del guerriero e servivano da contrassegno in battaglia
quando il volto era nascosto dall'elmo;
perdevano però la loro utilità se non se ne conosceva il significato
o se due cavalieri avevano gli stessi contrassegni.
Così vennero formulate rigide regole per stabilire il significato di ogni segno.
Chi stabiliva le regole e aveva cura che venissero rispettate erano gli araldi.
Per questa ragione lo studio degli stemmi
e delle norme ad essi legati si chiama araldica
Gli araldi decidevano chi aveva il diritto
di portare gli stemmi e i segni che ciascun cavaliere poteva usare.
Alcuni segni erano così diffusi che potevano sorgere
delle contestazioni, sulle quali gli araldi dovevano esprimersi.
Se gli araldi approvavano gli stemmi di un cavaliere,
egli poteva trasmetterli al figlio; questi a sua
volta poteva aggiungervi altri segni,
per distinguersi dal padre o per evidenziare anche la famiglia della madre.
Così, con il passare del tempo,
gli stemmi divennero sempre più complessi e composti
da diverse piccole figure, invece che da un unica grande immagine.
Almeno inizialmente i simboli erano molto semplici:
- una croce, ad esempio, rivelava che il cavaliere era un crociato
- un leone mostrava che era coraggioso
I cavalieri che volevano questi segni erano così numerosi
che gli araldi furono costretti a escogitare
tutta una serie di croci diverse;
i leoni potevano essere coricati o eretti sulle zampe posteriori.
A volte i crociati rappresentavano borracce di pelle per l'acqua sui loro scudi
o vi raffiguravano elementi dell'armatura(speroni, anelli di cotta);
in qualche caso il segno fondamentale
un oggetto casalingo, come un fuso o la manica di un costume.
Ogni parte dello scudo aveva il suo nome.
Ciò facilitava gli araldi e i cavalieri nella descrizione degli scudi.
Si cominciava con il colore principale,
chiamato campo; poi si spiegava come lo scudo era diviso
e cosa era raffigurato in ogni settore.![]()
Colori da combattimento
I colori più diffusi, perchè più facilmente reperibili,
erano il rosso e il blu
i colori chiari erano il giallo e il bianco
e venivano chiamati metalli, per derivazione
dall'oro e dall'argento.
Gli altri colori prendevano il nome di smalti.
I circoletti o medaglioni usati nel disegno
prendevano nomi diversi a seconda del colore usato.
Un medaglione d'oro veniva chiamato Bezant,
perchè assomigliava alle monete di Bisanzio.
Inizialmente i cavalieri evidenziavano
i loro segni di riconoscimento sullo scudo,
perciò gli stemmi araldici hanno la forma di scudo.
Gli scudieri di un cavaliere avevano diritto
di portare sulla veste lo stemma araldico del loro signore.
I Cavalieri si facevano riconoscere
anche per mezzo di un cimiero portato sull'elmo.
Questi cimieri erano di legno o cuoio indurito
ed avevano generalmente la forma dei segni araldici.![]()
Declino e estinzione dei cavalieri
I cavalieri vinsero tutte le battaglie alle quali presero parte
sinchè gli avversari non impararono a resistere alle loro cariche.
Con la decadenza del feudalesimo, i cavalieri persero
la ragione stessa della loro esistenza:
non c'erano più guerre in cui essi potessero
combattere per il re contro i suoi vassalli o per i nobili
contro altri nobili.
Sebbene nobili e cavalieri possedessero
ancora enormi estensioni di territorio, anche le città
cominciavano a diventare importanti.
I mercanti che intendevano
essere protetti compravano i servigi dei fanti
o dei soldati a cavallo(che non erano cavalieri)
Alla fine i cavalieri compresero che la fanteria
poteva facilmente sconfiggerli e cominciarono a
combattere a piedi.
I nobili formavano ancora i corpi a cavallo degli eserciti.
Ma i soldati appiedati, o fanteria, erano di gran lunga più utili.
I cavalieri in armatura continuarono
a scontrarsi in torneo fino al 1560, ma scomparvero
dai campi di battaglia.![]()
L'ARMATURA
Un vestito di ferro
Inizialmente l'armatura dei cavalieri era costituita da una cotta di maglia:
una specie di tunica fatta di molti, piccoli anelli di ferro fittamente collegati fra loro.
Nel corso del XII secolo questa corazzatura si estese,arrivando a proteggere anche
le braccia e le gambe mediante maniche e cosciali di maglia metallica.
Si cominciò anche a portare una sottocotta imbottita e trapuntata che aveva il
compito di smorzare i colpi. Nel Trecento i cavalieri iniziarono ad usare
piastre di acciaio per porteggere gli arti, o le parti più esposte di essi.
Seguì poi una veste d'arme di tessuto con fissate delle piastre metalliche che
serviva a proteggere il torso
Nel secolo successivo alcuni cavalieri portavano una completa armatura
metallica a protezione di ogni parte del corpo.
Il peso completo di una simile corazzatura si aggirava sui 20-25 chilogrammi,
così ben distribuiti, tuttavia, da consentire a un guerriero armato di tutto punto
di correre, saltare o montare a cavallo senza alcun aiuto, anche se allora come oggi
correvano storie (peraltro del tutto infondate) di cavalieri che si facevano issare
a cavallo con una gru perché paralizzati dal peso dell'armatura. In realtà,
il vero problema della corazza era un altro: la grande scatola di ferro,
quasi senza aereazione, diventava rapidamente un forno.
Nelle cotte di maglia ogni anello era intrecciato, mentre era ancora aperto,
con quattro altri anelli. Poi veniva ribattuto così da chiudersi.
Il peso di una simile corazza si aggirava sui 9-14 chilogrammi,
in gran parte gravanti sulle spalle del combattente.
Poiché la maglia era flessibile, un colpo inferto con forza
poteva provocare serie contusioni, o anche fratture letali.![]()
Elmi:
Nel Trecento i cavalieri usavano un
elmo sormontato da un grande cimiero che rendeva più facile
l'identificazione sul campo di battaglia. Però("seguendo la moda del tempo :P")
il cimiero stava già perdendo di popolarità, per essere ben presto sostituito dal
Bacinetto con visiera. Questo elmo con visiera nacque in Italia nel XIV secolo. Aveva
una pratica incernieratura laterale(che in Germania veniva scherzosamente chiamata
Hundsgugel, museruola da cani.). Il bacinetto era così composto: Perno per il fissaggio
della celata, fori di ventilazione, giorgiera di fitta maglia metallica, cordone per il
fissaggio della cotta di maglia
Celata
La cavalleria leggera, così come talvolta non portava corazze a protezione degli arti
inferiori, indossava anche elmi più leggeri,che erano fissati al mento con un sottogola
Morioni
Il morione era un elmo munito di cresta centrale, che anteriormente
e posteriormente terminava con punte molto rialzate.![]()
Scudi:
I cavalieri protetti dalla sola maglia metallica erano molto vulnerabili da parte di
forti colpi di lancia o di mazza perciò si proteggevano dietro grandi scudi
Nel Quattrocento, grazie ai progressi della corazza a piastre, gli scudi
divennero molto più piccoli e leggeri.![]()
ARMI ED ARMATURE DEL MEDIOEVO EUROPEO
Tratto dall'articolo "Dentro L'Armatura" di Maurizio e Monica Villa
Esperienze pratiche: questo articolo nasce da tre anni
di sperimentazione durante i quali si é tentato di applicare le tecniche della
scherma medioevale italiana nelle varie epoche con l'utilizzo del corretto tipo di
armatura.Armi e armature utilizzate sono state di volta in volta autoprodotte,
fatte costruire su progetto o acquistate e poi fatte modificare.
Come facilmente intuibile non é stato possibile sperimentare ogni singolo tipo di
armatura o variazione, sia per motivi tecnici ma soprattutto economici.
In quest'ultima parte cercherò di dare al lettore un'idea realistica dei problemi
e delle sensazioni provate dentro un'armatura.![]()
Peso e Mobilità:
L'armatura é pesante e scomoda; quando nei film si vedono cavalieri
in armatura correre o saltare bisogna rendersi conto che,
più che un miracolo di abilità dei fabbri medioevali,
si é trattato di un miracolo della moderna
metallurgia nel campo dell'alluminio.
Una completa armatura di epoca quattrocentesca
può pesare fino a trenta chili; una replica dei
giorni nostri pesa circa il 50% in più.
Infatti, mentre l'armatura medioevale veniva prodotta
battendo sulle piastre metalliche sino a renderle
estremamente sottili e robuste, oggi ciò non é possibile
a causa dei costi eccessivi che comporterebbe questa tecnica;
le armature moderne sono quindi prodotte con lamine di acciaio
più spesse e poi ripiegate.
I problemi di mobilità indossando l'armatura non sono causati
tanto dal peso dell'armatura in sé, che con un po’ di allenamento
può essere portata per 8-10 ore consecutive,
quanto dalla ridotta capacità articolare di ginocchia, gomiti e spalle.
É possibile camminare, correre (trotterellando), salire scale,
salire e scendere da cavallo, inginocchiarsi,
stendersi a terra e rialzarsi e stare seduto in automobile
(di fianco al pilota) e naturalmente combattere;
la differenza rispetto alle medesime
azioni compiute senza e con armatura é la stessa che passa
tra l’agilità di un gatto e quella di una tartaruga .![]()
Visibilità e Respirazione:
Sono entrambe condizionate dal tipo di elmo adottato,
ovviamente i problemi sono minimi utilizzando elmi senza celata;
l'utilizzo di quest'ultima rende invece ogni passo ed
ogni movimento una lotta.
Le strette feritoie riducono il campo visivo a pochi gradi:
a due metri di distanza un avversario é visibile dalla testa all'inguine;
ad un metro la sua testa ed il torace riempiono il campo visivo;
in combattimento, dove le mosse del nemico vengono rivelate da dettagli a
volte minimi quali piccoli spostamenti delle
mani, dei piedi e della lama, la mancanza di visibilità
costringe il combattente ad agire di puro istinto
contando soprattutto sulla propria esperienza per controbattere
gli attacchi dell'avversario.
In queste condizioni la respirazione é un problema serio:
i piccoli buchi sulla celata lasciano passare poca aria,
problema che si manifesta al massimo della gravità nelle fasi
di combattimento. Pause di respirazione obbligatorie ogni 10-20 colpi.![]()
Temperatura:
Con gli opportuni accorgimenti questo é il meno grave dei problemi.
Seppure con temperature particolarmente alte o basse
le piastre metalliche dell'armatura tendano a trasformarne l'interno di
volta in volta in fornace o ghiacciaia, questo problema
può essere facilmente evitato avendo l'accortezza
di indossare uno spesso capo di lana o cotone,
ottenendo così il duplice vantaggio di proteggersi
da spigoli e bordi taglienti e di interporre uno strato
di perfetto isolante che non lascerà passare il caldo o il freddo.![]()
Vestizione:
Premesso che alcune parti dell'armatura possono
essere infilate direttamente dal cavaliere,
é anche vero che i tre quarti del lavoro di vestizione deve essere compiuto
da almeno uno scudiero (idealmente due).
Questa operazione può richiedere dai 20 ai
40 minuti in relazione al tipo di armatura,
alla pratica dello scudiero e al numero
di modifiche fatte all'armatura dal suo ultimo utilizzo.![]()
Manutenzione:
Indispensabili alla manutenzione dell'armatura sono: cartavetro, olio
(lubrificante e "di gomito"), tempo.
L'uso dell'armatura produce sudore in abbondanza che,
stagnando sulle piastre interne, produce ruggine
che a lungo andare può anche danneggiare seriamente le parti non pulite;
dopo ogni uso é quindi importante grattare via la ruggine superficiale
(che si forma già dopo poche ore) e lubrificare attentamente.![]()
L'armaiolo
Chi si occupava di costruire le cotte di maglia era l'armaiolo
e per unire gli anelli usava le pinze.
Spesso, per intervallare le file di anelli si usavano parti in cuoio o tessuto
(un po' come accade oggi per i moderni capi di maglieria,
la differenza è che oggi non ci sono più anelli metallici da intervallare)
ed era un lavoro che richiedeva molto tempo.
Poco a poco le armature da prima leggere divenute poi pesanti,
tornarono ad alleggerirsi fino ad estinguersi
completamente.![]()



Libri di leggende romantiche in tempi da cavalieri
Fin da piccola ho amato le storie fantastiche dove
potevi volare con la fantasia e immedesimarti in un personaggio, fosse
cavaliere o guerriera. E a volte mi sono anche reinventata i finali
di alcune storie, perchè mi dispiaceva che il cattivo perdesse sempre :-P
Qui, come fossimo ad un circolo letterario, vorrei proprorvi
alcune rillassanti letture, per il lungo, freddo e grigio inverno.
O la calda e afosa estate, quando non si ha voglia d'uscire :)
Sia che fossero comprati, che fossero prestati da amici
o presi in biblioteca, questi libri hanno contribuito molto ad arrichire
la mia cultura e a formare la mia personalità romantica.
- Uno Yankee alla corte di Re Artù
- Storie della storia del mondo
- Il romanzo di Excalibur(diviso in cinque parti,
i libri sono descritti più in basso)
- Le Quercie di albion del ciclo di avalon

UNO YANKEE ALLA CORTE DI RE ARTU'
(Autore: Mark Twain.
Edizione: edizioni scolastiche, Bruno Mondadori)
Uno yankee americano del New England cade inspiegabilmente
nella Britannia del VI secolo e ha l'occasione di trascinare, grazie
alle sue conoscenze scientifiche, il mondo medievale verso un
luminoso progresso. Ma saranno proprio
le contraddizioni interne del personaggio a far
fallire il suo ottimistico progetto, trasformandolo
da salvatore in distruttore. Nel confronto fra i due mondi emerge
l'altra dimensione del romanzo: parodia del mondo medievale
con le sue diseguaglianze sociali e le ingiustizie politiche...
Molto bello e divertente, e se volete anche
istruttivo sotto un certo punto di vista, ma a voi
scoprire quale... :-)![]()
STORIE DELLA STORIA DEL MONDO
(Autore: Laura Orvieto
Edizione: Giunti Marzocco)
trama tratta dal libro stesso:
<<Dovresti fare come Laomedonte>>. Un nome pronunciato
per caso dalla mamma e scatta in Leo la molla
della curiosità. <<Chi era Laomedonte?>>
E la mamma racconta, si lascia interrompere, spiega
e comincia di nuovo: la narrazione si snoda fra eroi e divinità
capricciose, tra re superbi e donne ambiziose, tra perfidi
inganni e gloriose epopee.
Curioso e piacevole da leggere, sicuramente adatto
ai ragazzi delle scuole elementari e medie, un modo
simpatico e curioso per avvicinarli ai
libri di carta stampata :-)![]()
IL ROMANZO DI EXCALIBUR
(Autore: Bernarnd Cornwell
Edizione: Mondadori)
Spezza, magica spada, l'età del Gelo![]()
Fu nel cuore dell'inverno che la storia di re Artù
ebbe inizio, io lo ricordo
io ero là
Questo romanzo è diviso in cinque libri
1 Il re d'inverno, 2 Il cuore di Derfel, 3 La torre in fiamme,
4 Il tradimento, 5 La spada perduta.
Fin da piccola i cavalieri della tavola rotonda
hanno riempito la mia testa di un mondo fantastico
e fantasioso nel quale sognavo di poter vivere, ma questi
libri riproducono la storia di Re Artù dal punto di
vista di uno dei suoi guerrieri e ne sono rimasta affascinata...
Ovviamente nella nostra piccola libreria
non potevano mancare dei libri che parlassero
di AVALON e così ecco a voi, il primo dei quattro libri
che compongono il CICLO DI AVALON
LE QUERCE DI ALBION
(Autore: Marion Zimmer Bradley
Edizione: Tea)
LA SIGNORA DI AVALON
LA SACERDOTESSA DI AVALON,
LE NEBBIE DI AVALON
Ogni libro è una storia a se stante, nel senso
che se il ciclo vi piace sicuramente comprerete
il seguito, perchè qui e là si intuisce che ci sarà un seguito,
ma se non vi piacesse sarà stata una piacevole lettura
che arricchirà comunque la vostra libreria :-)
Sempre della stessa autrice, da segnalare
perchè molto bello, un romanzo storico:
LA TORCIA
Parla della guerra di Troia, ma dal punto di vista
di Cassandra, figura della mitologia a cui nel
corso del tempo, mi sono molto affezionata

Penso d'avervi intrattenuto a sufficienza
e vi invito a spostarvi nell'altro salotto.
Scusatemi se devo assentarmi, ma come ogni
donna di casa che si rispetti... ho altre faccende da sbrigare
ma voi lasciatevi condurre da Lord Ivan
nella STORIA del passato...![]()
STORIA
seguitemi, prego... mentre... Ad un luogo nascosto
io vi conduco...
![]()
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Se per caso ci fossero immagini coperte da copyright(^^;;) fatemelo sapere
usando il contact-form e provvederò a rimuoverle. Grazie della collaborazione :-)