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Questa pagina è aperta a chiunque ci volesse inviare belle storie di incontri belli, gioiosi, difficiltosi, fatali, previsti, imprevisti, ....unici! con animaletti che sono entrati a pieno titolo nella loro vita per caso o per destino... (inviare ad alchemicamente@gmail.com)
“Non si ha valore per quello che si fa, si ha valore” E’ dall’ora di pranzo che rifletto davanti al parco della Nomentana e alle 18,00 circa all’interno, attorniata da una miriade di cani d’ogni razza, mi propongono di scrivere brevi racconti. Spero che possa essere di valore a qualche creatura vivente della specie canina.Miryam è di genitori non noti, forse Labrador e Bracco, tre anni, segni particolari una M bianca al petto, mantello nero sulla spina dorsale fino al muso, oro lungo i fianchi.Tendente alla ciccia, in continua dieta teorica, (peso 30 Kg.), interventi chirurgici due, quadro clinico osseo e sanguigno pessimo, taglia media grande. Sguardo vero quanto ciò che sente, coda alta o bassa, protesa al controllo, orientamento disordinato, equilibrio su tre zampe, in continuo movimento, curiosa, annoiata, spaventata, amica sia delle femmine che dei maschi, poco incline al mantenimento di forti emozioni e frustrazioni, questa è Miryam e molto di più. Permettetemi di svelarvi un aneddoto della mia vita. Al nono compleanno mi chiesero: “Alexia cosa vuoi quest’anno?” “Un cane”. Ricevetti un peluche bianco, di taglia media, pelo lungo. Dopo un mese partì. Fu il primo accenno animalista, la prima perdita e tutto per il pelo. In realtà per un pregiudizio nascosto sotto il manifesto “pulizia casa”. Troppo pelo. Già, parliamone: nei piatti, vestiti, letti…Miryam è dappertutto. E così ho superato l’ostacolo pelo, mutandolo in segno d’amore ed affrontando il pregiudizio fisico: il pelo, un pelo diverso dal nostro, il primo appartenente ai primati, il suo a quello dei canini ed allora? La diversità s’è armonizzata. Un pelo è un pelo, canino od umano. È bello trovare tracce di colui o colei che ci sta in cuore, è un sorriso donato inconsapevole. 16 Luglio 2004 sono sposata da ventotto giorni. La casa contiene un materasso, i sanitari e la lavatrice, cartoni e valigie per terra. Squilla il telefono: “Ciao c’è una cucciola, vedrai non crescerà, l’abbandoniamo o la prendi?”“ Portatela qui proverò a piazzarla”. A settembre buttai la spugna. Non incontrai nessuna soluzione migliore della nostra per Miryam ed in più salvandomi da una situazione pericolosa si era conquistata vitto ed alloggio gratuito a vita. Questa è un’altra storia. Neanche la piccola è arrivata e già mi gira il cervello. Devo trovare un posto per farla dormire. Ho un cesto in vimini, pieno di bomboniere del matrimonio. È l’unico luogo dove posso accoglierla, a parte il letto, dove per altro in seguito dormirà per oltre un anno.Tolgo le bomboniere, prendo alcuni indumenti e Massimiliano, mio marito, ci mette pure una ciabatta. Sistemo la cesta in salotto.Ora che scrivo mi rendo conto la partenza da tedesca è approdata ad una linea morbida ma coerente. Secondo me, esiste un intuito animalista come quello materno. Col senno del poi sono soddisfatta riguardo alla preparazione della sua 1° accoglienza. La prima notte Miryam avrà ricevuto notizie interessanti sul nuovo branco, attraverso gli indumenti.È sera e suona il campanello, entra Mirym tutta testa, magra, agitata. È stata trovata lungo una strada di campagna, abbandonata in una discarica abusiva: per tetto un vaso da bagno rotto, zecche e pulci avevano creato una metropoli nelle sue orecchie.In seguito, col suo comportamento ho avallato varie tesi sull’abbandono. Ha già avuto un precedente branco, prova che non urina o defeca all’interno della casa. Fortuna o sfortuna? Dipende. Secondo la storia clinica si è rivelato un ostacolo. In alcuni momenti la veterinaria ci ha indicato di non farla uscire ma non è stato possibile perché Miryam può scoppiare pur di non farla a casa. Gran dignità o “educazione coercitiva” del branco precedente? Riparlo della mia intimità che è tanto legata allo spirito di Miryam. Da bambina avevo creduto ad una burla: “Ero stata trovata nel cassonetto”.Questo è stato un bene, ho capito cosa ha provato Miryam che nell’immondizia ci ha vissuto. Nel giro di 28 giorni la nostra è una famiglia. Vado in cucina verso il calendario, vorrei darle il nome del Santo corrente perché l’emozione mi ha bloccato la creatività. È la Madonna del Carmelo quindi preferisco Miryam: il nome di Maria in Arabo.24 anni d’attesa sono colmati: Mirym è arrivata e la bimba di 9 anni ha ricevuto il suo dono. Non le faccio le feste, aspetto un primo passo da parte sua, sia per l’incapacità che per rispetto a lei. Ok, qui starà bene e tutto verrà da sé. In realtà la serenità è stata raggiunta dopo un costante lavoro di testa, d’amore e d’istinto. Vado a letto ma prima passo da lei per augurarle la buonanotte. Mi ringhia ferocemente. Bene almeno ha un carattere chiaro, prima discute su ciò che la disturba. Ho imparato che i cani sotto stress, di solito, prima si leccano il muso, poi sbuffano, ringhiano ed infine passano ai fatti. Stessa scena l’indomani mattina al buongiorno di Massimiliano. Insomma Miryam mi ha buttato sui libri di scuola canina comportamentale, DVD sull’educazione, articoli di giornale, notizie su Internet, ho chiamato un addestratore della pet terapy ( terapia curativa dei cani verso i bambini), per mesi sola musica classica o new age curativa, prodotta da ingegneri musicali, attesa ansiogena per interventi alle ossa, spese medicinali ed ambulatoriali, gocce di fiori di Bach, osservanze da secondino per il suo riposo forzato a causa degli interventi, litigi con i vicini con tanto di biglietto anonimo e saluti negati.Di tutto e di più.Ora potrebbe diventare la protagonista di racconti…non male come ricompensa. In contropartita io sono cresciuta com’Essere Umano e Mirym ha compiuto questo per me! ...seguito (parte2) Il guinzaglio ed il pianeta Terra Ho tolto il pelo morto a Miryam. La questione è uscita dopo averla portata ad una “pensione” per animali. La signora disse: “Miryam n’è piena”… strano dal momento che la pettinavo, così informandomi ho saputo che le spazzole servono il business, mentre la cosa ottima è utilizzare guanti di lattice massaggiandola o sciacquandola. Da allora ogni giorno tolgo masse di peli, lei gradisce le toccate rilassanti ed il pavimento è meno intasato. Le sta uscendo un bel biondo. I cattivi odori, per loro suadenti profumi orientali d’escrementi o meglio carcasse: aceto bianco e panno umido. Non male. |
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